Crescita a effetto valanga. Così il titolo di un report di Berenberg su FinecoBank, con la società di risparmio gestito sulla buona strada rispetto agli obiettivi del suo piano industriale che prevedono per il periodo 2025-2029 un tasso medio annuo di crescita a bassa doppia cifra delle vendite nette, dei nuovi clienti e dell’utile per azione (eps).
L’aumento dei nuovi clienti, la maggior efficienza, i nuovi prodotti e l’incremento della quota dei patrimoni dei clienti esistenti consentono di mantenere il momentum dei ricavi, con tutti e tre i segmenti di business della società guidata da Alessandro Foti che contribuiscono alla crescita dei ricavi e dell’utile netto.
Il titolo in borsa è scambiato a 19,3x l’eps stimato da Berenberg per il 2027 a 1,25 euro per azione a livello adjusted, il 5% al di sotto della media di lungo periodo e, dato che secondo le stime del broker il business è sulla buona strada per realizzare un cagr dell’eps a doppia cifra bassa nei prossimi tre anni, «riteniamo che l’azione possa essere scambiata al di sopra di questo livello, con il nostro nuovo target price a 28 euro dal precedente a 27 euro, dopo aver aumentato le stime di eps 2026-2028 del 2-3% grazie ai ricavi più elevati, che offre un potenziale upside del 13,4% rispetto al prezzo attuale». Da qui la conferma del rating buy sul titolo che il 17 agosto in borsa spunta un +2,53% a 24,69 euro.
Acquistare, dunque, il titolo Fineco dopo che la società ha aumentato le proprie attività in gestione del 25% e le attività in custodia del 50% negli ultimi 24 mesi, con il 70% di questo aumento trainato dagli afflussi netti. Nello stesso periodo, ha aumentato la propria base clienti del 18% e, di conseguenza, le attività amministrate per cliente del 12%.
È importante sottolineare per Berenberg che i consulenti finanziari di FinecoBank sono tra i più efficienti del settore e la loro produttività è migliorata del 16% negli ultimi due anni (rettificata per l’andamento dei mercati), un livello quasi doppio rispetto alla media dei concorrenti italiani.
Considerati gli investimenti in corso nella piattaforma, il lancio di nuovi prodotti e la politica di prezzi competitiva della banca, «riteniamo che la crescita annualizzata delle vendite nette possa rimanere nell’ordine della doppia cifra bassa, al di sopra della previsione del consenso di Visible Alpha pari a +9% annuo nei prossimi tre anni, con uno spostamento del mix verso una quota maggiore di asset under management».
Oltre alla crescita forte delle masse in custodia negli ultimi trimestri, gli Etf sono diventati una componente significativa dei flussi netti di Fineco, rappresentando il 46% delle vendite nette degli asset under custody nel primo semestre di quest’anno.
La gamma di Etf attivi della banca e le soluzioni di portafoglio basate su strutture «wrapper» le conferiscono un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti nel cogliere il trend in aumento della domanda di Etf.
FinecoBank sta inoltre introducendo ulteriori iniziative di monetizzazione sulla propria base di asset under custody esistente, quali il prestito titoli (a cui ha aderito circa il 40% dei clienti), il cambio automatico e un sistema di internalizzazione degli ordini più efficiente. Di conseguenza, la crescita dei ricavi (brokerage e investing) sarà trainata sia dai volumi sia dall’aumento del rendimento (yield).
Al contempo, secondo Berenberg, la piattaforma snella e scalabile consente al gruppo di continuare a investire in iniziative di crescita, come marketing, AI, la divisione di asset management e la creazione della piattaforma paneuropea. Includendo questi costi, «prevediamo una crescita complessiva dei costi dell’11% nel 2026, in moderazione verso il 6% negli anni successivi. Poiché i ricavi sono destinati a crescere a un ritmo più rapido, la leva operativa continuerà a migliorare, con il rapporto costi/ricavi che scenderà al 25%. In definitiva», conclude Berenberg, «prevediamo che la combinazione tra iniziative di crescita e maggior efficienza operativa si traduca per FinecoBank in un tasso medio annuo di crescita dell’eps dell’11% nel periodo 2025-2029, in linea con l’obiettivo del management di un cagr a doppia cifra bassa». (riproduzione riservata)