Dopo aver completato il riassetto della galassia societaria e archiviato la grande riorganizzazione avviata nel 2023, Finde entra in una nuova fase di sviluppo.
La holding della famiglia Denegri, guidata da Michele Denegri e azionista di riferimento di Diasorin attraverso IP Investimenti e Partecipazioni, nel 2025 ha consolidato i risultati finanziari continuando a investire nei business che affiancano l’healthcare: dall’hospitality alla ristorazione, dall’agricoltura all’impact investing, con l’obiettivo di far maturare gli investimenti realizzati negli ultimi anni.
Secondo i documenti visionati da Milano Finanza, il bilancio civilistico 2025 si è chiuso con un utile netto di 15,9 milioni di euro, in lieve crescita rispetto ai 15,6 milioni dell’anno precedente. A sostenere i conti sono stati soprattutto i dividendi di 31,9 milioni incassati dalla holding, di cui 30,7 milioni distribuiti dalla controllata IP Investimenti e Partecipazioni, che detiene il 43,96% del capitale di Diasorin.
Il lieve calo dei dividendi rispetto ai 33,2 milioni distribuiti nel 2024 non riflette però un rallentamento delle società. Guardando nelle maglie del bilancio, la flessione è legata principalmente a un effetto tecnico: nel 2024 IP aveva infatti distribuito anche riserve generate da operazioni straordinarie di riorganizzazione del portafoglio. Al contrario, il dividendo della stessa Diasorin ha continuato a crescere, passando da 1,2 euro per azione relativo all'esercizio 2024 a 1,3 euro distribuito nel 2026 sui risultati del 2025. Nel contempo Finde ha visto migliorare la pfn, passata da 82 a 72 milioni di indebitamento, beneficiando sia della riduzione del debito sia del calo dei tassi di interesse. Una duplice leva favorevole che ha sortito l’effetto di alleggerire gli oneri finanziari.
Nel corso dell’anno èstata perfezionata la fusione per incorporazione della sub-holding 2F in Finde, completando il processo di semplificazione della struttura societaria.
Al di là dei numeri, il tratto distintivo di Finde resta la strategia della famiglia Denegri: investimenti pazienti nell’economia reale, con particolare attenzione alla creazione di valore e all’impatto sociale. Oggi la holding ha uin piede nei settori healthcare, real estate, ristorazione, turismo e ospitalità, agricoltura, impact investing e venture capital. A livello consolidato Finde ha chiuso il 2025 con ricavi per 1,241 miliardi di euro, un ebitda di 372 milioni, un risultato ante imposte di 189,2 milioni e un utile netto di 128,3 milioni.
Il principale motore della holding resta naturalmente Diasorin, ma accanto a essa Finde continua a sviluppare un ecosistema biotech con investimenti in realtà come Cardiovascular Lab, Candel Therapeutics e in diversi fondi specializzati nelle scienze della vita.
Nel mattone, la controllata Aurelia ha mantenuto invariato il portafoglio di immobili a reddito e ha elargito dividendi per 500 mila euro alla capogruppo. Le tre società proprietarie dei retail park di Carmagnola, Banchette ed Eridano hanno migliorato i risultati grazie alla riduzione degli oneri finanziari, confermando la solidità del comparto dei centri commerciali che continua a beneficiare del ritorno dei consumatori all’esperienza d’acquisto fisica. Parallelamente prosegue il recupero della storica Locanda San Pietro di Portovenere (controllata da Ict): una superficie di 30 mila mq destinata a diventare un hotel di alta gamma con ristorante e forno, quest’ultimo già entrato in funzione nel 2025. Il progetto dovrebbe entrare pienamente a regime dal 2027, una volta completata l’apertura delle camere.
Nel comparto della ristorazione la controllata Risorgimento, che gestisce il Ristorante Del Cambio, la Farmacia Del Cambio e il Bar Cavour a Torino, ha chiuso con una perdita di un milione, influenzata da costi straordinari e dal riposizionamento delle tre insegne. L’obiettivo è ampliare l’offerta commerciale, valorizzando ulteriormente uno dei marchi storici della ristorazione italiana e del capoluogo piemontese anche attraverso eventi e attività collaterali.
Nel comparto turistico, Combo (che gestisce ostelli tra Torino, Milano, Venezia e Bologna) ha registrato un ebitda positivo per 1,1 milioni, pur registrando una perdita netta di 1,9 milioni, penalizzata dalla chiusura temporanea della struttura di Milano per lavori di manutenzione straordinaria. Terminato il riassetto delle strutture e rivista l'offerta commerciale, la società guarda ora alla crescita: oltre alle quattro sedi di Torino, Milano, Venezia e Bologna, il gruppo starebbe valutando nuove aperture, con Padova tra le destinazioni già individuate. Nel Monferrato prosegue invece lo sviluppo di Village28, che amplia l’offerta ricettiva con nuove camere, guest house e lodge immersi nella natura per rafforzare un modello di ospitalità esperienziale legato agli eventi culturali e artistici ospitati nel complesso.
Tra i business più dinamici spicca Sfera Società Agricola, attiva nella produzione di pomodori in idroponica. Il 2025 si è chiuso con 19 milioni di ricavi (+24%) e un ebitda salito a 600 mila euro, grazie al consolidamento del marchio e al miglioramento della produttività. Per quest’anno è prevista l’apertura di un nuovo polo di confezionamento nel Nord Italia e l’ampliamento della gamma ad altri ortaggi. Merito anche del crescente riconoscimento nella gdo del brand Sfera, che potrebbe avviare anche progetti di co-branding.
Infine, c’è l’impact investing tramite il venture capital SocialFare Seed (di cui sono soci Compagnia di San Paolo e Fondazione Crc): quest’anno zero exit ma tanti investimenti nelle partecipazioni attive e in nuove iniziative. Oltre alla nascita di un team che lavorerà al lancio di un fondo dedicato alle imprese a impatto sociale, in Italia e all’estero. (riproduzione riservata)