Il titolo Fincantieri aggiorna il massimo storico grazie a una nuova promozione. Deutsche Bank ha, infatti, alzato il target price, confermando la raccomandazione buy. Così l’azione nell’intraday è salita fino a quota 26,36 euro. Alle 10:50 guadagna il 4,16% a 26,02 euro.
Dopo Mediobanca Research, anche Deutsche Bank ha alzato le stime 2027 sul gruppo italiano di cantieristica navale a livello di fatturato e di ebitda, rispettivamente, del 3% e del 6%. Di conseguenza, il prezzo obiettivo è stato rivisto da 18,5 a 26 euro. Il rating resta buy, soprattutto dopo che la Grecia ha deciso di acquistare dall'Italia due fregate Fremm in servizio, da introdurre rapidamente entro il 2027. Il contratto di ammodernamento, secondo Deutsche Bank, dovrebbe valere oltre 400 milioni di euro, con margini migliori.
Inoltre, il Documento programmatico di finanza approvato dal Consiglio dei ministri e propedeutico alla Legge di Bilancio 2026 (attesa per il 20 ottobre 2025) prevede un incremento della spesa militare nel 2028 di 12 miliardi di euro rispetto al 2025 (aggiuntivi 0,5% del pil dall'attuale 2%). In particolare, per la difesa è previsto un incremento dello 0,15% del pil nel 2026 (3,5 miliardi), dello 0,3% nel 2027 (ulteriori 3,5 miliardi), e dello 0,5% nel 2028 (5 miliardi).
L'aumento di spesa è subordinato all'uscita dell'Italia dalla procedura di disavanzo eccessivo (che dovrebbe essere certificata ad aprile 2026) e prevede l'utilizzo della clausola di salvaguardia e l'utilizzo del fondo Ue Safe (14,9 miliardi per l'Italia). Nella sostanza si tratta di un incremento cumulato nel triennio del 25% (ovvero +8% all’anno nel periodo 2025-2028).
Per quanto riguarda la spesa in equipment (la parte della spesa militare che interessa direttamente le società della difesa) e assumendo che arrivi al 30% della spesa incrementale con il contributo delle risorse Safe (rispetto al 21% atteso nel 2025,) Equita stima una crescita nel triennio 2025-2028 del 10% all’anno.
Sicuramente Leonardo (che storicamente ha un capture rate del 35% degli ordini assegnati dall’Italia che rappresenta il 18% del fatturato 2024), e Fincantieri (in qualità di sole contractor della Marina Militare italiana) saranno i principali beneficiari dell'incremento della spesa militare italiana. «A livello di ordini pensiamo che l'accelerazione possa essere visibile dal secondo semestre del 2026 mentre a livello di contributo ai bilanci delle due società dal 2027», ha detto Equita, ribadendo il rating hold e il target price a 16 euro su Fincantieri e buy e un target price a 55 euro su Leonardo (+0,79% a 56,1 euro).
Già il 2 ottobre l’azione Fincantieri è balzata del 13,03% a 24,98 euro, all’indomani, tra l’altro, della firma del memorandum of understanding con Aeronautical Service, pmi attiva nello sviluppo di soluzioni aerospaziali avanzate, per avviare una collaborazione finalizzata all'adozione su larga scala di materiali compositi a base carbonio e tecnologie innovative nelle applicazioni navali, civili e militari.
Mediobanca Research ritiene che Fincantieri sia ben posizionata per beneficiare di un aumento dell’attività per quanto riguarda le gare in ambito navale. Il management ha già indicato un portafoglio ordini da 30 miliardi di euro e un business sottomarino in crescita; mentre l’esposizione al mercato americano dovrebbe fornire ulteriori opportunità di crescita. Sebbene la perdita della gara per le fregate norvegesi (è stata vinta da Bae Systems) sia stata una notizia negativa, la banca d’affari è comunque convinta che Fincantieri rimanga il candidato principale per diverse altre opportunità sia per la Marina Italiana sia nei mercati esteri.
Il gruppo dovrebbe beneficiare anche del piano di espansione della flotta della Marina Usa, dopo decenni di sottoinvestimento e in un contesto di capacità domestica limitata. La sua expertise in navi specializzate dovrebbe, inoltre, aprire opportunità in segmenti strategici come le rompighiaccio. A questo proposito l’Argentina, secondo fonti di stampa, potrebbe considerare l’acquisto di alcune navi italiane usate per rinnovare la sua flotta.
La scelta preferita del Paese ricadrebbe sulle fregate scandinave, tra cui la danese Iver Huitfeldt (AAW, 2008-11) e la norvegese Nansen (2006-11), entrambe destinate alla sostituzione negli anni ’30. Tuttavia, ci vorrebbero fino a cinque anni per l’integrazione. Come soluzione più rapida, ci sarebbe la possibilità che l’Argentina consideri anche l’acquisto delle fregate italiane della classe Maestrale (Libeccio e Grecale), immediatamente disponibili e compatibili con i sistemi esistenti, anche se queste navi hanno più di 40 anni. Un’altra potenziale opportunità per Fincantieri che di recente ha ottenuto contratti per il refit della portaerei italiana Garibaldi (venduta all’Indonesia) e per due fregate Fremm destinate alla Grecia.
Contemporaneamente, Fincantieri si sta posizionando come fornitore chiavi in mano nel settore sottomarino, entrando in un mercato frammentato. La domanda di protezione delle infrastrutture sottomarine critiche potrebbe guidare una crescita ulteriore, aggiungendo potenzialmente 1 miliardo di euro ai ricavi del gruppo, equivalente a un tasso annuo di crescita composto dell’80% nel periodo 2025-2027.
Per far fronte alla domanda in aumento, l’azienda sta lavorando a un piano per aumentare la produttività e la capacità della propria rete globale di cantieri in ambito navale. Maggiori dettagli su questo, insieme ai nuovi obiettivi finanziari al 2030, saranno comunicati con la presentazione del nuovo piano industriale, attesa entro la fine del 2025.
«Riteniamo che ciò evidenzierà un orientamento in aumento verso la difesa, sostenendo la nostra previsione di un tasso annuo di crescita composto dell’utile per azione adjusted del 35% fino al 2030. Pertanto, alziamo il target price sull’azione da 20 a 27 euro e ribadiamo il nostro rating outperform», sottolinea Mediobanca Research.
Sicuramente il nuovo piano industriale 2025-2030 di Fincantieri rappresenta il prossimo evento chiave per il titolo. «Ci aspettiamo un miglioramento degli obiettivi finanziari rispetto all’ultimo business plan 2022-2027, pubblicato a dicembre del 2022, ma sviluppato in un contesto molto diverso. A nostro avviso, gli investitori si concentreranno probabilmente sugli obiettivi a livello di ricavi ed ebitda al 2030, che prevediamo pari a 13,1 miliardi di euro», stima la banca d’affari.
Questo implica un tasso annuo di crescita composto del 7% rispetto al 2025, con un margine ebitda in aumento di 250 punti base fino al 9,9%, sostenuto da un maggior apporto della difesa, in crescita fino al 50% rispetto al 25% dei ricavi attuali. Ciò si confronta con gli obiettivi precedenti, al 2027, di 9,2 miliardi e un margine ebitda del 9%. Al contempo, Mediobanca Research si aspetta ancora una riduzione dell’indebitamento finanziario netto del gruppo, con un debito netto prossimo al pareggio entro fine 2030.
Sulla base di queste premesse la banca d’affari ha alzato le previsioni di utile 2026/2027 del 6%/9%, riflettendo ipotesi di redditività più solide, sostenute da un maggior contributo del segmento navale. Rispetto al consenso Bloomberg, le stime di Mediobanca risultano superiori del 10-20% nel periodo 2026-2027.
Di conseguenza, la valutazione di Fincantieri è stata aumentata a 27 euro per azione (rating outperform), un valore che offre un potenziale upside del 13,9% rispetto alla quotazione attuale. Attualmente il consenso Bloomberg vede 3 rating buy, 6 hold e 0 sell sul titolo con un target price medio sotto la quotazione attuale a 19,02 euro. (riproduzione riservata)