Fincantieri cresce nei Balcani con una joint venture nella difesa: nel mirino 500 milioni di commesse
Fincantieri cresce nei Balcani con una joint venture nella difesa: nel mirino 500 milioni di commesse
Il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero firma un accordo con Kayo in Albania, puntando a trasformare il cantiere di Pashaliman in un hub strategico

di Andrea Deugeni  29/04/2026 14:47

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Fincantieri accelera nei Balcani e rafforza il presidio nel comparto della difesa navale, mettendo le mani su 500 milioni di commesse potenziali. Il gruppo della cantieristica guidato da Pierroberto Folgiero ha siglato a Tirana una joint venture con Kayo, per la costituzione di una nuova società attiva nella costruzione e manutenzione di unità navali in Albania. 

Kayo è una società specializzata nello sviluppo di infrastrutture industriali strategiche controllata dal Ministero della Difesa albanese e l’accordo rappresenta l’evoluzione dei memorandum d’intesa sottoscritti nel 2025 che puntano a trasformare il cantiere di Pashaliman, nei pressi di Valona, in un hub industriale strategico per il Mediterraneo orientale.

La struttura della joint venture

La joint venture sarà controllata al 51% da Fincantieri e al 49% da Kayo. Il focus iniziale sarà la realizzazione e manutenzione di unità per la marina militare albanese, ma il progetto guarda anche al mercato export, in particolare nel segmento delle offshore patrol vessel (opv) di piccole e medie dimensioni, ovvero navi da circa 70-80 metri che pesano 800 tonnellate e il cui costo si aggira intorno ai 100 milioni di euro.

Secondo il piano industriale al 2030, la nuova società punta a un target di circa dieci unità acquisite in quattro anni. Dunque circa un miliardo, di cui 500 milioni andranno al gruppo di Folgiero. Sul mercato domestico la jv opererà come prime contractor dei programmi navali albanesi, mentre sull’export Fincantieri manterrà il coordinamento commerciale per le unità inferiori agli 80 metri, utilizzando i cantieri di Pashaliman come piattaforma preferenziale.

L’operazione consolida la strategia di Fincantieri di internazionalizzazione nella difesa e amplia la capacità produttiva in un’area ritenuta strategica dalla Nato. Per l’Albania, invece, l’accordo rappresenta un passo verso la modernizzazione dell’industria cantieristica nazionale e il rafforzamento dell’autonomia tecnologica nel settore marittimo-militare. (riproduzione riservata)