Filantropia strategica e wealth management, come il patrimonio diventa leva di impatto sociale
Filantropia strategica e wealth management, come il patrimonio diventa leva di impatto sociale
Dalla gestione della ricchezza alla costruzione di legacy: cresce tra le famiglie Uhnw l’attenzione verso percorsi filantropici strutturati, mentre Unicef e consulenti patrimoniali lavorano per diffondere una cultura del dono più consapevole ed efficace.

di di Stefano Loconte* ed Elisabetta Della Croce** 06/05/2026 02:00

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Negli ultimi anni la filantropia sta vivendo grandi cambiamenti, trasformandosi da gesto occasionale di generosità a scelta strategica sempre più integrata nei processi di wealth management. In questo passaggio, il patrimonio non è più visto soltanto come capitale da amministrare, ma come espressione di identità, responsabilità e visione di lungo periodo, trasformandosi in un vero e proprio asset socio-emotivo. Per l’Unicef, presente in oltre 190 Paesi e territori per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, questa evoluzione è un elemento chiave: quando la filantropia è progettata con metodo e prospettiva, diventa una leva concreta per affrontare sfide complesse - dalla salute all’istruzione, dalla protezione dei bambini nelle emergenze umanitarie alla lotta contro la malnutrizione - attraverso interventi basati su evidenze e orientati ai risultati concreti.

Dal dono episodico alla filantropia di impatto

Oggi la filantropia personale e famigliare è più evoluta di alcuni anni fa e non si articola solo sulla base dell’entità delle risorse erogate, ma anche per la capacità di trasformarle in risultati che generano cambiamento reale e misurabile. È un vero cambio di paradigma: è sempre più chiara la consapevolezza che non basta «fare del bene»: serve agire in modo mirato, continuativo e strutturato. Questo approccio permette di superare la frammentazione degli interventi e di contribuire a cambiamenti sistemici. In questo scenario, l’attenzione di famiglie Uhnw verso la filantropia strategica sta assumendo un ruolo crescente. Nei passaggi generazionali, per esempio, molte famiglie sono chiamate a trasferire non solo ricchezza, ma anche responsabilità e direzione. La filantropia può diventare uno spazio di coinvolgimento delle nuove generazioni e un fattore di coesione: un contesto in cui discutere priorità, definire criteri condivisi e valutare risultati. L’esperienza dell’Unicef con famiglie imprenditoriali e grandi donatori conferma che la soddisfazione e il coinvolgimento aumenta quando l’atto filantropico si evolve in un programma strutturato: collaborazioni affidabili e solidi, piani pluriennali e rendicontazione condivisa e orientata agli obiettivi. Integrare la filantropia nel wealth management non significa aggiungere solo un elemento «etico» agli investimenti, ma riconoscere che il patrimonio è anche responsabilità e costruzione di legacy. Quando è progettata in modo strategico, la filantropia rafforza coerenza e credibilità, consolida la continuità intergenerazionale e genera valore condiviso. Dal patrimonio ai valori, il passaggio non è retorico: è una scelta di lungo periodo che può contribuire in modo concreto e misurabile a costruire futuro e proteggere l’infanzia.

Le resistenze delle famiglie italiane

In Italia, tuttavia, nonostante si stia affermando questo nuovo approccio, molte famiglie esprimono ancora resistenze e timori ad avviare o strutturare un percorso filantropico, spesso legate a due fattori principali: la scarsa conoscenza del tema e il timore di «fare scelte sbagliate». Molti potenziali donatori non sanno da dove iniziare, come selezionare cause e partner affidabili, quali strumenti utilizzare o come misurare l’efficacia del proprio contributo. A questo si aggiunge la paura di disperdere risorse, di non ottenere risultati concreti o di esporsi a rischi reputazionali.

Il ruolo di Unicef e dei consulenti patrimoniali

L’Unicef per rispondere a queste domande e tentare di fugare i timori realizza percorsi di coinvolgimento e formazione delle famiglie Uhnw che coinvolgono dai più giovani ai più anziani e che comprendono seminari e workshop, visite ai progetti sul campo e a momenti di co-progettazione e condivisione tra pari. In questo contesto, i consulenti patrimoniali svolgono un ruolo chiave nel diffondere una cultura filantropica più consapevole. Possono aiutare le famiglie a trasformare l’intenzione in una strategia, offrendo metodo, orientamento e strumenti per definire priorità, costruire un piano coerente e monitorare l’impatto nel tempo. In altre parole, diventano facilitatori di un percorso che rende la filantropia più accessibile, efficace e allineata ai valori familiari. Un lavoro congiunto che nel rispetto e nella valorizzazione dei ruoli ha la capacità di generare un impatto straordinario sulle generazioni future. (riproduzione riservata)

*Loconte & Partners

**Unicef Italia