Fibercop, il Tribunale di Milano rigetta il cautelare di Tim sul nuovo listino prezzi. Ora palla all’Agcom
Fibercop, il Tribunale di Milano rigetta il cautelare di Tim sul nuovo listino prezzi. Ora palla all’Agcom
Respinta la richiesta di obbligare la società della rete a comunicare le tariffe previste nell’msa ad Agcom, che per il giudice sono applicabili solo nelle aree regolamentate

di Alberto Mapelli  21/07/2026 17:21

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Si scioglie a favore di Fibercop il nodo giudiziario sul nuovo listino prezzi. Il 21 luglio il Tribunale di Milano ha rigettato integralmente il cautelare avanzato da Tim, dando anche valutazioni nel merito. L’operatore aveva chiesto di obbligare la società della rete a comunicare ad Agcom le condizioni economiche previste all’interno del master service agreement (msa) sottoscritto con il passaggio dell’infrastruttura. Tim ritiene infatti che i prezzi concordati debbano essere presi come riferimento su tutto il territorio nazionale.

Il Tribunale ha invece «escluso la sussistenza dei presupposti per la tutela cautelare richiesta da Tim, ritenendo che l'interpretazione dell'msa prospettata dalla ricorrente non trovi riscontro nel contratto», spiega una nota di Fibercop. Non solo: il giudice ha stabilito anche che «i prezzi previsti dal msa non risultano applicabili nelle aree soggette al quadro regolatorio definito dall'Agcom». Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, nell’ordinanza viene specificato che tali considerazioni si riproporrebbero anche in un giudizio di merito.

Dove si applica il msa

Stando all’interpretazione del giudice, perciò, i prezzi concordati tra Tim e Fibercop nel msa dovrebbero applicarsi solo nelle aree non regolate (oggi circa il 6% del territorio nazionale), mentre nel resto d’Italia si applicherebbe il nuovo listino prezzi, una volta approvato dall’Agcom. La conseguenza sarebbe un aggravio dei costi per Tim rispetto allo scenario in cui il msa venisse applicato in tutta Italia.

Va ricordato che un’area è non regolamentata se sono presenti infrastrutture concorrenti e la quota di mercato di Fibercop è sotto il 50%. Secondo alcune previsioni, le aree non regolamentate potrebbero salire intorno al 20% l’anno prossimo.

Verso la fine dell’esame Agcom

Ora la palla è nel campo dell’Agcom, che sta finendo di esaminare il tariffario. Il 22 luglio è in programma una riunione della commissione per infrastrutture e le reti dell’autorità e sono previste le risultanze delle istruttorie sul listino. Con il respingimento del cautelare non è escluso che le valutazioni definitive vengano inviate già oggi. Sembra scontato che alcune modifiche verranno chieste: se saranno in linea con alcune osservazioni preliminari già avanzate a Fibercop, è possibile che il tariffario aggiornato possa essere presentato entro fine luglio, altrimenti servirà qualche settimana in più.

Come rivelato da MF-Milano Finanza il 25 giugno, la società della rete stava ragionando sull’opzione di spalmare gli aumenti su un arco di tempo più lungo del triennio 2026-2028, ma non è chiaro se sia sufficiente.

Gli operatori tlc premono per un rigetto integrale del listino, ritenuto anti-concorrenziale. Il no del Tribunale al cautelare di Tim è negativo anche per gli altri operatori, che infatti avevano proposto di usare il msa come riferimento nelle aree regolamentate. (riproduzione riservata)