Una Fiat Titano diventerà la nuova Papamobile di Leone XIV in occasione della visita del Pontefice in Uruguay, prevista per novembre. Ad annunciarlo è stato Herlander Zola dos Santos, presidente e chief operating officer di Stellantis per il Sud America, con un post pubblicato su LinkedIn. Il pick-up del marchio torinese è già in fase di trasformazione presso lo stabilimento Nordex di Montevideo, partner industriale del gruppo automobilistico nel Paese sudamericano.
«Il nostro team ha ricevuto l’onorevole missione di preparare una Fiat Titano per trasportare Papa Leone XIV durante la sua visita in Uruguay», ha scritto Zola. Il progetto coinvolge tecnici e lavoratori locali, impegnati nelle modifiche necessarie per adeguare il veicolo alle specifiche richieste dal Vaticano e consentire al Pontefice di utilizzarlo durante gli spostamenti pubblici.
Per Stellantis si tratta anche di un’occasione di visibilità internazionale per Fiat e per le attività industriali del gruppo in Sud America. La Titano è un pick-up destinato principalmente ai mercati della regione, dove il marchio italiano ha una presenza particolarmente forte, soprattutto in Brasile. La trasformazione in Papamobile valorizza inoltre il ruolo dello stabilimento Nordex, uno dei poli produttivi attraverso i quali Stellantis presidia il mercato sudamericano.
Non è la prima volta che una Fiat viene scelta per accompagnare un Pontefice in Sud America. Nel 2013, durante la Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, Papa Francesco aveva attraversato le strade della città brasiliana a bordo di una Fiat Idea. Un veicolo che il gruppo conserva ancora e che recentemente è stato esposto alla Casa Fiat de Cultura, in occasione della mostra dedicata ai 50 anni del marchio in Brasile.
«Ora, più di un decennio dopo, un’altra Fiat si prepara a fare la storia», ha sottolineato Zola. Il manager ha anche rivolto un pensiero alle condizioni di salute di Leone XIV, attualmente in convalescenza dopo l’intervento chirurgico: «Continuiamo a preparare ogni dettaglio per accoglierlo presto, in buona salute, qui in Sud America». (riproduzione riservata)