Fs, Donnarumma si dimette dopo il vertice con Salvini. Strisciuglio in pole per la successione
Fs, Donnarumma si dimette dopo il vertice con Salvini. Strisciuglio in pole per la successione
Come anticipato da MF-Milano Finanza il top manager ha deciso di dimettersi dalla guida del colosso ferroviario. Avranno effetto a partire dall’1 luglio

di Nicola Carosielli 25/06/2026 13:00

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Stefano Antonio Donnarumma si dimette da amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs. Nell’incontro tenuto stamattina con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, e rivelato ieri sera da MF-Milano Finanza, il top manager ha deciso di abbandonare la tolda di comando del big ferroviario. Solo che, secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, non avranno effetto immediato ma partiranno dall’1 luglio. Alle 13.30 è attesa una video conferenza con tutta la prima linea del Gruppo Fs, a cui parteciperanno i 15 manager di punta. Al suo posto potrebbe arriverebbe Gianpiero Strisciuglio, ad e direttore generale di Trenitalia, anche se si dovranno chiarire alcune incognite.

Dal Mit fanno sapere che Salvini ha ringraziato Donnarumma per il lavoro svolto e che entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire una «fase due dell’azienda» e che quindi il top manager chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni.

Le tensioni in Cda

Nella riunione di 48 ore fa Donnarumma aveva incassato la fiducia dal vicepremier e anche dalla premier Giorgia Meloni, tanto che era stata avviata la richiesta al Mef di procedere con il reintegro del consigliere nel cda Fs dimessosi nei giorni scorsi, tassello che mette a rischio la stessa tenuta del cda. Ma la richiesta di unità di Donnarumma non avrebbe ottenuto l'obiettivo che il manager si era prefissato.

I lavori del Pnrr e le sfide finanziarie del gruppo

In ballo c'è anche la prosecuzione dei lavori del Pnrr, per 25 miliardi in tutto, che hanno permesso la messa a terra di numerosi cantieri ma che necessitano ora di rifinanziamento da parte dello stato e dell'azionista Tesoro (proprietario delle Fs al 100%).

Non è stato peraltro ancora sostituito il cfo Fabio Paris, uscito nelle scorse ore per una nuova esperienza professionale che dovrebbe essere in casa Open Fiber, altro elemento che induce a pensare che la tolda di comando delle Ferrovie, il cui vertice scade nella primavera del 2027, non sia più coesa, ma soprattutto non sia in grado di mantenere quella continuità di guida che necessita un mega gruppo con 100.000 dipendenti e una quarantina di società controllate. (riproduzione riservata)