Continua la battaglia su Ferretti, il gruppo italiano degli yacht di lusso controllato dai cinesi di Weichai. Kkcg Maritime, holding del miliardario Karel Komarek e secondo socio del big della nautica, ha deciso di impugnare le decisioni dell’assemblea, presentando ricorso dinanzi al Tribunale di Bologna e chiedendo misure cautelari urgenti per sospendere l’efficacia delle principali delibere, incluse quelle relative alla nomina del cda e del Collegio Sindacale. Kkcg ha quindi richiesto un nuovo conteggio dei voti espressi, sostenendo che «i diritti di voto di Ferretti International Holding, attraverso cui Weichai detiene il 39,5%, avrebbero dovuto essere sospesi ai sensi del Golden Power».
Per Kkcg Maritime, se i voti di Fih non fossero stati conteggiati all’assemblea di Ferretti a metà maggio, sarebbero state approvate le sue proposte. Per questo motivo chiede al Tribunale di adottare misure urgenti per disporre un nuovo conteggio dei voti relativamente ai punti contestati e dare esecuzione al risultato che ne deriverebbe, inclusa la nomina del cda, la determinazione dei compensi degli amministratori e la nomina del collegio sindacale proposti da Kkcg Maritime.
Secondo l’azionista, infatti, i diritti di voto sarebbero sospesi ai sensi della normativa italiana del Golden Power, a causa del mancato adempimento da parte di Fih/Weichai degli obblighi di notifica obbligatori «applicabili agli investimenti in società che detengono asset e know-how di rilevanza strategica per la sicurezza nazionale e la difesa italiane», si legge nella nota di Kkg, in cui si aggiunge che «la rilevanza strategica di Ferretti è stata formalmente riconosciuta più volte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Inoltre, aggiunge Kkcg Maritime, «le delibere contestate sono state approvate grazie al sostegno decisivo di Fih, attraverso cui il gruppo cinese Weichai, controllato dallo Stato cinese, detiene il 39,5% di Ferretti». E spiega: «Mentre la lista per il cda di Fih è stata sostenuta da 15 azionisti che risultano strettamente collegati tra loro e rappresentavano il 49,74% del capitale sociale, quella di Kkcg Maritime ha ricevuto il sostegno di un gruppo diversificato di 164 azionisti che rappresentavano il 45,11% ed è stata raccomandata dai proxy advisor indipendenti Iss e Glass Lewis».
Il ricorso ritorna poi su una rivelazione di Milano Finanza circa le partecipazioni sotto soglia di azionisti legati a Weichai. E, sostiene Kkcg, «solleva preoccupazioni in merito ad acquisti recenti di azioni e all’esercizio dei diritti di voto, sostenendo che la maggioranza degli azionisti a supporto di Fih è legata alla Repubblica Popolare Cinese o a Fih, detiene collettivamente fino a circa il 10% di Ferretti e potrebbe aver stretto accordi non resi noti al mercato con Fih o aver agito in modo coordinato con essa». L’azione legale contesta anche il mancato adempimento degli obblighi di comunicazione relativi a un presunto patto parasociale tra Fih e Adtech Advanced Technologies Ag.
Kkcg ritiene che «questa azione legale sia necessaria per tutelare la governance di Ferretti, la società medesima, i suoi azionisti e stakeholder, nonché il rispetto dei più elevati standard di trasparenza, responsabilità e correttezza nella gestione societaria». (riproduzione riservata)