La battaglia che si sta consumando attorno a Ferretti non riguarda soltanto gli equilibri tra azionisti, con le due fazioni contrapposte del socio di maggioranza cinese e il fronte dell’azionista ceco. Né può essere letta come una normale dialettica societaria su nomine, rappresentanza o indirizzo strategico. Il confronto in corso potrebbe avere una portata molto più ampia, perché tocca uno dei gruppi simbolo della manifattura italiana nel lusso, ma specialmente nella tecnologia nautica avanzata. E, soprattutto, sembra far porre al mercato una domanda finora rimasta latente: Quale interesse ha realmente Weichai (parte del conglomerato statale cinese Shandong Heavy Industry) nel mantenere il controllo di Ferretti? Un interrogativo a cui il mercato vuol dare risposta, specie dopo le prese di posizione di figure chiave come l’ad Alberto Galassi e come Piero Ferrari. Segnale che il tema non è più soltanto finanziario.
Ma c’è anche un altro evento importante, che si incrocia con del materiale visionato da Milano Finanza. Nonostante sia passata in sordina a livello mediatico, nel contesto dell’opa lanciata dalla Kkcg di Karel Komárek, una delle adesioni che sta facendo molto rumore tra gli esperti è quella di Giuliano Felten, ovvero il responsabile della divisione Fsd-Ferretti Security & Defence del gruppo degli yacht di lusso. Per anni questa unit è rimasta fuori dai radar del mercato, sia per scelte di marketing sia per l’esiguo contributo agli 1,23 miliardi di ricavi. Ma in realtà è tutt’altro che un ramo marginale.
Si tratta di un’area attiva nella realizzazione di piattaforme navali per pattugliamento, law enforcement marittimo, sicurezza costiera e applicazioni governative, che ha portato, a fine 2020, alla consegna all’Arma dei Carabinieri della prima (di sedici) FSD N800, una motovedetta per operazioni di pubblica sicurezza, pattugliamento delle acque costiere e territoriali che integra un sistema propulsivo ibrido di nuova generazione a zero emissioni. Una tecnologia quasi unica al mondo nel panorama.
Lo stesso azionista va fiero di questa divisione. Tanto da comunicare, nel 2019, la partecipazione di Ferretti a una fiera promossa dal governo cinese in cui è stato presentato il Model 195, «sviluppato specificamente per il mercato professionale asiatico dalla divisione Fsd dedicata al settore della sicurezza», si legge nel comunicato. In cui si aggiunge: «L’obiettivo di Fsd in Cina è infatti quello di offrire pattugliatori per uso civile, imbarcazioni sempre più specializzate e tecnologicamente avanzate, impiegate per operazioni di ricerca e soccorso, controllo terrestre e costiero». Insomma è a tutti gli effetti una business unit che concentra tecnologie dual use e competenze sensibili.
Per questo motivo, la scelta di un manager del calibro di Felten, collegato a quel perimetro, viene osservata con grande attenzione dal mercato. La domanda sorge spontanea, specialmente in una fase di scontro tra soci: l’adesione di Felten all’opa Komárek, può essere letta come segnale che all’interno del gruppo esistano preoccupazioni sul futuro assetto proprietario e sulla direzione strategica da seguire?
A perorare queste preoccupazioni che aleggiano su una parte del mercato e su una cospicua fetta di addetti ai lavori, c’è il ruolo del centro di produzione a Qingdao di Weichai. Su questo punto, Milano Finanza ha avuto accesso ad alcune pubblicazioni ufficiali comparse, tra ottobre e dicembre 2023, sul sito di Weichai Power e sul sito di informazione cinese Security Times (Stcn), ricostruendo una serie di dichiarazioni pubbliche che inducono importanti interrogativi. Il 22 novembre 2023, il sito di Weichai riporta di una visita (presenti anche membri del Governo cinese) che l’ex presidente di Ferretti e Weichai (pensionato poi ad agosto 2024) Tan Xuguang, ha fatto alla nuova area della Costa Occidentale di Qingdao. L’obiettivo è chiaro: «verificare lo stato di avanzamento dei progetti di Weichai, in ottemperanza alle istruzioni impartite dal Governatore Zhou Naixiang, durante la riunione provinciale di Shandong».
Il comunicato dà conto dell’ispezione di Tan Xuguang al Centro di produzione per l’industria pesante intelligente di Weichai (a Qingdao) e in particolare alla «linea di assemblaggio intelligente e al centro di comando digitale», in cui avrebbe affermato che «è fondamentale impegnarsi a fondo per conquistare gli ordini nazionali di imbarcazioni governative e incrementare rapidamente la capacità produttiva».
Cosa c’entra, però, Ferretti in tutto questo? Ecco il passaggio fondamentale, è quello in cui l’allora presidente parla di accelerare «l’implementazione delle tecnologie di produzione avanzate per yacht di lusso fornite da Ferretti», che definisce «filiale del gruppo in Italia», al fine «di creare una base di produzione di attrezzature nautiche di alta gamma leader a livello mondiale e contribuire all'ammodernamento dell'industria nautica di Qingdao».
E ancora, in un articolo di Stcn del 3 novembre 2023, in cui si parla di una riunione nella provincia di Shandong per promuovere progetti di produzione, si legge chiaramente che, tra i progetti nella filiera industriale che ha in essere Shandong Heavy Industry Group sul fronte marittimo «Weichai ha costruito il Centro di produzione di apparecchiature marine di alta gamma a Qingdao» e, soprattutto, «ha implementato tecnologie avanzate provenienti dalla sua filiale italiana, Ferretti Yachts, per creare un polo di eccellenza mondiale nel settore delle apparecchiature marine di alta gamma».
Si tratta di dichiarazioni che, almeno in apparenza, restituiscono l’idea di un massicio riutilizzo in Cina di tecnologie di proprietà di Ferretti e sviluppate in Italia, ma su cui ha accesso un’azienda statale cinese in qualità di azionista di maggioranza. Forse non è un caso che sempre a fine 2023, in occasione dell’incontro a Hong Kong per ascoltare la relazione di bilancio 2024, l’allora presidente Tan Xuguang abbia bacchettato Ferretti, dicendo che «dovrebbe migliorare la competitività dei vari prodotti e sfruttare l’opportunità offerta dal progetto di produzione di attrezzature marine Weichai Qingdao per avviare rapidamente la promozione del marchio Ferretti in Cina e diventare una perla splendente indiscussa nella corona dell’industria nautica mondiale».
Sono anche questi interventi a far sorgere il dubbio che la partita sulla governance di Ferretti possa trasformarsi in una battaglia del fronte guidato da Komárek, a cui si sono uniti anche manager e alcuni soci italiani, con l’obiettivo di proteggere il controllo di capacità ingegneristiche avanzate. A supporto di ciò vanno considerati anche gli eventi di cronaca che hanno coinvolto negli anni Weichai. Si pensi alla la jv con la russa Kamaz (produttore statale di camion associato al sistema logistico militare di Mosca) poi rinominata Volzhskiye Industrial Engines dopo l’attaco all’Ucraina e costata l’esclusione di Weichai Power dal portafoglio del Government Pension Fund Global norvegese. Così come all’indagine del 2024 di C4ADS e Justice For Myanmar, che ha rilevato come la sorella di Weichai, Sinotruk, abbia fornito kit di camion e componenti a entità vicine a Myanmar military.
Ci sono infine due temi che stanno accendendo il dibattito in vista dell’assemblea di metà maggio. La prima è la costanza con cui Weichai si è mossa per evitare di finire sotto golden power: prima riducendo di oltre il 28% la quota in fase di ipo a Milano; poi comprando recentemente azioni ma con attenzione per non superare il 40,4%, soglia che farebbe attivare la procedura di golden power.
C’è poi la lista di Weichai, alternativa a quella di Komárek (che schiera Galassi ceo e membri Piero Ferrari e Stefano Domenicali). I cinesi, oltre a candidare membri senza esperienza, puntano a inserire come ceo il bulgaro Stassi Anastassov: zero esperienza nel mondo lusso e nautica e decenni fa a capo di Duracell Batteries. (riproduzione riservata)