Ferrari, Ubs vede un secondo trimestre in accelerazione e alza il target price. Grazie ai nuovi ricchi dell’AI
Ferrari, Ubs vede un secondo trimestre in accelerazione e alza il target price. Grazie ai nuovi ricchi dell’AI
Le attese della banca svizzera riviste al rialzo. La nuova ricchezza generata dall’intelligenza artificiale aumenta la domanda di supercar

di Andrea Boeris 03/07/2026 09:00

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Nuova promozione per Ferrari da parte degli analisti. Dopo Jefferies e altri nei giorni scorsi, anche Ubs rafforza la propria visione positiva sul Cavallino Rampante, prevedendo un secondo trimestre in accelerazione e un possibile miglioramento della guidance 2026 in occasione dei prossimi conti.

La banca svizzera ha confermato il giudizio buy sul titolo e ha alzato il prezzo obiettivo da 483 a 497 dollari, segnalando aspettative di una seconda parte dell’anno più forte di quanto finora incorporato nelle indicazioni della società.

Dopo Jefferies arriva anche Ubs

Il report di Ubs arriva a meno di una settimana dalla promozione di Jefferies, che aveva già rivisto al rialzo il target price evidenziando la forza del pricing, la tenuta del mercato dell’usato e la capacità di Ferrari di continuare ad aumentare ricavi e margini nonostante il fisiologico rallentamento delle consegne dovuto ai cambi di gamma.

Ora anche Ubs vede un quadro in miglioramento. Secondo la banca, il secondo trimestre dovrebbe mostrare una crescita organica dei ricavi del 6%, con la divisione Cars & Spare Parts attesa in aumento del 5%, sostenuta dal mix di prodotto favorevole e dalla continua crescita delle personalizzazioni, uno dei business a più alta redditività del gruppo.

Attesa una revisione della guidance 2026

L’elemento più rilevante dell’ottimismo di Ubs riguarda però le prospettive per il resto dell’anno. La banca ritiene che Ferrari possa aggiornare al rialzo la guidance 2026, segnalando una seconda metà dell’esercizio più robusta rispetto alle indicazioni finora fornite al mercato.

Gli investitori, secondo la banca d'affari, guarderanno con particolare attenzione a diversi aspetti durante la presentazione dei risultati, tra cui l’andamento del portafoglio ordini, l’evoluzione dei valori residui delle vetture usate, l’impatto del conflitto in Medio Oriente sulle attività del gruppo e la visibilità sulle consegne della nuova F80, oltre all’andamento della domanda di personalizzazioni.

La ricchezza generata dall’intelligenza artificiale può creare nuovi clienti

Anche Ubs, come già aveva fatto Jefferies nel precedente report, individua nell’intelligenza artificiale un possibile motore di crescita per Ferrari. Secondo gli analisti, la crescente ricchezza generata dal boom dell’AI, soprattutto negli Stati Uniti, potrebbe tradursi in una nuova domanda di beni di lusso e di supercar, ampliando ulteriormente la platea di clienti del Cavallino. Una dinamica che potrebbe sostenere un ulteriore rerating del titolo anche in un contesto di progressiva ripresa dell’intero settore automobilistico.

L’analisi conferma quindi uno dei temi che stanno emergendo sempre più spesso nelle valutazioni delle banche d’affari: Ferrari continua a beneficiare non solo della produzione limitata e dell’elevato potere di determinazione dei prezzi, ma anche dell’espansione strutturale della ricchezza globale, alimentata dalle grandi società tecnologiche e dall’intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)