La Ferrari Luce divide il pubblico, agita i social e ha persino provocato le critiche di figure storicamente vicine al mondo del Cavallino come l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo. Ma Benedetto Vigna tira dritto. A margine del Motor Valley Fest di Modena, il ceo di Ferrari giovedì 28 ha difeso con Milano Finanza senza esitazioni la prima elettrica di Maranello, sostenendo che molte polemiche nascano dal fatto che l’auto «va vista dal vivo» prima di essere giudicata. Vigna ha parlato di ordini già partiti, di clienti pronti a comprare subito la vettura e di un progetto che internamente viene vissuto con entusiasmo. La sfida della Luce è tenere insieme «tradizione Ferrari e innovazione obbligata».
Domanda. Come avete preso le critiche alla Ferrari Luce arrivate da Montezemolo, Matteo Salvini, Carlo Calenda e altri?
Risposta. Io in realtà penso poco alle critiche. A me piace lavorare sul futuro. Noi andiamo avanti per la nostra strada, anche perché abbiamo dei feedback positivi da parte dei clienti. E poi, davvero, se io sono promotore di quello che dico, approccio scientifico, ognuno dice la sua. Poi li capisco perché non l’hanno vista. Secondo me, se uno non vede la macchina, non è in grado di capire.
D. Montezemolo dice che andrebbe levato il Cavallino Rampante dalla Ferrari Luce…
R. «Nella vita mia sono abituato a fare ciò che dico io e non ciò che mi dicono gli altri».
D. Che risposta state vedendo dal mercato dopo la presentazione della Luce?
R. Posso dire che noi abbiamo aperto gli ordini ieri mattina, il 27. E clienti che erano lì presenti, specialmente nuovi, hanno chiesto gli ordini. Ho ricevuto bonifici da Ubs, Bank of Japan. Tutti la vogliono subito e l’interesse è sia da parte di nuovi clienti che da parte di vecchi. Ad esempio, soltanto in questi ultimi minuti, tre persone mi hanno scritto: io la compro perché mi piace.
D. Che tipo di feedback ricevete dai clienti?
R. Ci sono alcune parole che sono belle. Uno: complimenti per il coraggio e la determinazione che avete mostrato nel definire veramente ciò che vuole essere auto in futuro. Due: avete rivisto il concetto dell’elettrica integralmente, avete non semplicemente cambiato due pezzi, il cambio e il motore, ma avete rifatto qualcosa di integrale. E la terza cosa, l’altra sera c’erano una decina di persone di varie nazionalità che ci hanno detto “non capiamo davvero tutte queste critiche”. La vera ragione è perché la devi vedere e toccare dal vivo.
D. Come interpreta la reazione negativa di una parte del mercato e dei social?
R. Newton disse “sono in grado di prevedere il moto dei corpi celesti e non l’entusiasmo delle persone”. Far andare d’accordo innovazione e tradizione, questa è la cosa più difficile: tradizione Ferrari e innovazione obbligata. Però ripeto: in generale uno prima di esprimere un commento deve guardare bene».
D. Che clima c’è internamente in Ferrari attorno al progetto Luce?
R. Bello, sono orgogliosi. L’altro giorno uno dei collaudatori nostri, che era contentissimo, ha detto: grazie perché ci avete fatto sentire parte importante del progetto. E mi ha fatto sorridere perché poi mi ha detto: finalmente possiamo guidare questa macchina senza andare in giro di nascosto di notte a essere punti dalle zanzare o al freddo sempre la notte sulla pista di Balocco. (riproduzione riservata)