Ferrari, il ceo Vigna difende l’auto elettrica Luce: piace ai vecchi e ai nuovi clienti, non abbiamo copiato i cinesi
Ferrari, il ceo Vigna difende l’auto elettrica Luce: piace ai vecchi e ai nuovi clienti, non abbiamo copiato i cinesi
L’ad della casa di Maranello al Motor Valley Fest parla del caso della prima auto elettrica del Cavallino: non ha niente a che fare con le altre Ev, già ricevuti i primi bonifici per la Luce perché i clienti la vogliono subito

di Andrea Boeris   28/05/2026 12:00

Ftse Mib
49.650,93 15.19.51

+0,15%

Dax 30
25.042,20 15.19.47

-0,54%

Dow Jones
50.644,28 14.30.01

+0,36%

Nasdaq
26.677,25 7.25.15

+0,07%

Euro/Dollaro
1,1642 15.04.41

+0,09%

Spread
73,23 15.34.44

+1,40

«La Luce è piaciuta ai nuovi e ai vecchi clienti e non ha nulla a che fare con le altre elettriche viste finora. Bisogna provarla e vederla, è difficile persino spiegare perché». Benedetto Vigna, ceo di Ferrari, dal palco del Motor Valley Fest di Modena difende la strategia della casa di Maranello sulla prima Ferrari elettrica, la nuova Luce, e respinge le accuse secondo cui la nuova Ferrari Luce sarebbe un’imitazione delle auto elettriche cinesi.

Secondo Vigna, la differenza non sta soltanto nelle prestazioni pure: «Fare performance è banale. La vera sfida è trasformare la performance in qualcosa che venga percepito dalle persone». Il ceo di Ferrari ha poi difeso anche le scelte di design della nuova elettrica, finite al centro di discussioni e critiche sui social. «Se togli il motore termico non hai più bisogno di certi volumi tradizionali. Se continui a fare ciò che si faceva cento anni fa, quando il motore era davanti all’abitacolo, allora perdi l’opportunità di innovare».

Forse Ferrari Luce sovraesposta a livello mediatico

Vigna ha ammesso che la forte attenzione mediatica sulla Luce potrebbe aver «offuscato» il resto della gamma Ferrari, pur senza sbilanciarsi troppo: «Maybe, forse». Ma ha ribadito che la strategia del Cavallino resta multi-tecnologica. «Continueremo a fare tutte le motorizzazioni. Quest’anno avremo una Testarossa, una Amalfi, una Purosangue V12 aspirata, un’elettrica e altro ancora».

Infine il tema del prezzo, già oggetto di discussione dopo la presentazione della vettura. «L’innovazione va fatta pagare», ha detto Vigna. «Se non fai pagare l’innovazione fai un torto alle persone che lavorano in azienda, alla filiera e alla tecnologia stessa».

L’Italia ha paura di fare innovazione

Parlando davanti a imprenditori e manager del settore automotive e tech, Vigna ha raccontato come negli anni abbia visto diminuire il primato italiano in alcune tecnologie industriali. «Quando ero in STMicroelectronics vedevo aziende americane venire in Italia per capire come realizzare le macchine per produrre le batterie degli iPhone. Oggi molte di quelle macchine non vengono più fatte qui perché, ci viene detto, non c’è più innovazione».

Da qui l’invito a guardare senza pregiudizi alla concorrenza asiatica. «Se loro fanno un modello in due anni e noi in quattro, copiamo il secondo. Non dobbiamo avere paura di imparare dai cinesi». Vigna ha anche raccontato un episodio legato alla componentistica elettronica: «Avevamo la possibilità di affidarci a un fornitore italiano o a uno cinese. L’italiano si è tirato indietro dopo mesi, mentre in Cina abbiamo ottenuto un prodotto migliore, in meno tempo e con maggiore efficienza».

Vigna: già ricevuti bonifici per la Luce, i clienti la vogliono subito

Parlando poi a margine del Motor Valley Fest, Vigna è tornato sull’accoglienza poco positiva da parte di social, ex manager e politica. «Io penso poco alle critiche e noi andiamo avanti per la nostra strada», ha detto l’ad, «anche perché abbiamo dei feedback positivi da parte dei clienti». Ferrari ovviamente non toglierà il Cavallino Rampante dalla sua prima elettrica come chiesto dall’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo che ha criticato duramente la vettura: «Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri».

Ferrari ha «aperto gli ordini ieri mattina, il 27. E i clienti che erano lì presenti, specialmente quelli nuovi, hanno chiesto gli ordini». La casa di Marenello «ha già ricevuto i primi bonifici di clienti da parte di Ubs, Bank of Japan e altri, a dimostrazione del fatto che gli interessati la vogliono subito». Vigna ha confermato che «l’interesse è sia da parte di nuovi clienti che da parte di vecchi clienti Ferrari: soltanto stamattina stamattina ero venuto qua, tre persone mi hanno scritto ‘io la compro perché mi piace’».

Lamborghini conferma l’alt all’elettrico, Maserati aperta alle partnership

A differenza di Ferrari, Lamborghini ha confermato che per ora non avrà un’auto completamente elettrica. «Non la faremo», ha ribadito il presidente e amministratore delegato Stephan Winkelmann, sempre durante il convegno inaugurale del Motor Valley Fest. La casa di Sant’Agata Bolognese ha rivisto i propri piani e «il quarto modello sarà plug-in hybrid» e non elettrico alla luce di un mercato in cui «è diminuita la voglia di comprare» veicoli a batteria.

Padrona di casa a Modena è però Maserati, il brand di lusso di Stellantis, presente con Santo Ficili, chief operating officer del marchio. Una realtà che è ancora alla ricerca della strada giusta per uscire dalla crisi, ma che ha promesso novità per dicembre. «L’indirizzo solo elettrico che avevamo preso qualche tempo fa evidentemente non si è rilevato essere quello giusto», ha detto Ficili, che per il rilancio non esclude che il Tridente possa ricorre ad alleanze. «Il nostro ad Antonio Filosa ha ribadito chiaramente durante la presentazione del piano di Stellantis che Maserati non è in vendita, ma è chiaro che, per nostra natura, lavoriamo con una logica di combinazione di eccellenza di prodotto e nella logica delle partnership ci guardiamo intorno. Non escludiamo la Cina o altri fornitori in ottica di miglior prodotto che possiamo trovare sul mercato». (riproduzione riservata)