Ferrari, gli analisti promuovono il titolo che accelera a Piazza Affari: ecco il potenziale upside secondo Jefferies
Ferrari, gli analisti promuovono il titolo che accelera a Piazza Affari: ecco il potenziale upside secondo Jefferies
Jefferies ha leggermente rivisto al rialzo le proprie stime di medio termine: ecco perché e quanto può crescere in borsa il titolo secondo gli analisti

di Andrea Boeris 26/06/2026 12:30

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Ferrari sale a Piazza Affari (+1% 315 euro nella seduta di venerdì 26) dopo la promozione arrivata dagli analisti di Jefferies, che hanno confermato la raccomandazione buy sul Cavallino Rampante e alzato il prezzo obiettivo.

Ecco il potenziale upside di Ferrari secondo gli esperti

Il target price passa da 350 a 380 euro per azione, un livello che implica un potenziale rialzo di circa il 24% rispetto alle quotazioni attuali. A sostenere la revisione al rialzo sono prospettive più solide sulla crescita di medio termine, la tenuta del pricing, il mercato dell'usato sempre più robusto e una domanda strutturalmente sostenuta dalla crescita della ricchezza globale.

Secondo la banca d'affari, il processo di pre-chiusura del secondo trimestre non ha fornito indicazioni tali da modificare in modo significativo le stime sul breve periodo. Ferrari dovrebbe registrare consegne leggermente inferiori rispetto allo scorso anno a causa dei cambi di modello, ma con un mix di prodotto ancora favorevole, capace di sostenere i ricavi medi per vettura.

Ricavi e margini stimati sopra il consenso

Jefferies ha leggermente rivisto al rialzo le proprie stime di medio termine. Per il 2026 prevede ricavi pari a 7,63 miliardi di euro, superiori sia alla guidance della società (circa 7,5 miliardi) sia al consenso degli analisti (7,55 miliardi). L’utile operativo (ebit) è atteso a 2,25 miliardi, con un margine del 29,5%, in linea con gli obiettivi indicati dal gruppo ma leggermente migliore delle aspettative sul lungo periodo. Anche l’utile per azione viene stimato sopra il consenso, a 9,77 euro.

Per il 2027 e il 2028 gli analisti prevedono una crescita delle consegne rispettivamente dell’1% e dell’1,2%, accompagnata da un aumento del prezzo medio di vendita del 6,5% e del 4,9%. L’ebit margin è visto in progressivo miglioramento fino al 30,6% nel 2028.

Il mercato dell’usato rafforza il potere di prezzo

Uno dei principali motivi che ha spinto Jefferies ad aumentare il target price riguarda il comportamento del mercato delle Ferrari usate. Gli analisti evidenziano come le scorte di vetture di seconda mano stiano diminuendo e come i valori residui rimangano particolarmente elevati. Ancora più significativo è il forte apprezzamento delle Ferrari precedenti all’era ibrida: negli Stati Uniti, un paniere di modelli selezionati ha registrato un incremento medio del 33% negli ultimi 14 mesi.

Per Jefferies questo è un segnale importante, perché valori residui elevati sostengono il potere di determinazione dei prezzi anche sui nuovi modelli. In quest’ottica vengono interpretate anche le indiscrezioni su possibili versioni con cambio manuale della 12Cilindri o su una variante esclusivamente endotermica della 296, considerate un modo per valorizzare l’eredità storica del marchio.

Le serie speciali continuano ad attirare i collezionisti

Un altro elemento positivo arriva dal mercato delle vetture da collezione. Jefferies ricorda che una Daytona SP3 del 2023 è stata battuta all’asta di Villa d’Este per 6,25 milioni di euro, confermando come la domanda per le serie limitate resti estremamente elevata. Gli analisti ritengono inoltre che il 2027, anno dell’80° anniversario di Ferrari, possa rappresentare un’occasione ideale per il lancio di nuovi modelli celebrativi ad alta marginalità.

L’effetto della nuova ricchezza tecnologica

Nel report trova spazio anche una riflessione sulla trasformazione della clientela potenziale del Cavallino. Secondo Jefferies, Ferrari è tra i marchi meglio posizionati per beneficiare della crescente ricchezza generata dal settore tecnologico e dall’intelligenza artificiale. La banca osserva che l’espansione patrimoniale di manager e dipendenti delle grandi società dell’AI e della tecnologia potrebbe alimentare una nuova domanda per le supercar di Maranello. Jefferies non la nomina, ma il pensiero va anche alla nuova, e tanto discussa, Ferrari Luce, la prima auto elettrica del Cavallino.

A differenza di altri marchi del lusso, secondo gli esperti, Ferrari non dipende dalle oscillazioni di breve periodo dei mercati finanziari grazie alla propria strategia di produzione limitata, ma potrebbe comunque beneficiare nel lungo termine dell’aumento strutturale della ricchezza globale. (riproduzione riservata)