Svelata a Maranello la SF-26, la nuova monoposto con cui la Scuderia Ferrari affronterà il Mondiale di Formula 1 2026, al via l’8 marzo dal Gran Premio d’Australia. La presentazione è andata in scena sulla pista di Fiorano, dove la vettura ha compiuto anche i primi giri su asfalto bagnato, con Lewis Hamilton subito al volante davanti a centinaia di tifosi e ai vertici del Cavallino, incluso il presidente John Elkann.
La SF-26 è la 72sima monoposto costruita da Ferrari per la massima categoria e segna l’ingresso in un nuovo ciclo regolamentare destinato a cambiare profondamente il volto della F1. Le nuove regole impongono vetture più corte, strette e leggere, con una riduzione del carico aerodinamico stimata tra il 15 e il 30%, riportando le proporzioni a quelle di circa vent’anni fa.
La rivoluzione coinvolge telaio, aerodinamica e soprattutto la power unit: sparisce la MGU-H, mentre la MGU-K viene potenziata fino a 350 kW, aumentando il peso della componente elettrica e rendendo centrale la gestione dell’energia.
Dal punto di vista stilistico, la SF-26 unisce passato e futuro. Il Rosso Scuderia torna lucido dopo sette stagioni di opaco, più acceso e intenso, ispirato anche alla livrea speciale di Monza 2025. Accanto al rosso spicca il bianco nell’area dell’abitacolo e sull’engine cover, un chiaro richiamo agli anni 70 che rafforza l’identità visiva e sottolinea il dialogo tra tradizione e innovazione.
Sul fronte tecnico, la vettura nasce con una filosofia di semplicità funzionale: linee pulite, piattaforma pensata per essere robusta ma anche facilmente sviluppabile nel corso della stagione, man mano che arriveranno i dati dalla pista. L’abbandono dell’effetto suolo a favore di un diverso approccio aerodinamico rappresenta uno dei cardini del nuovo progetto, insieme a una maggiore integrazione tra telaio e power unit.
I piloti parlano di una sfida senza precedenti. Charles Leclerc sottolinea come le regole 2026 richiedano «una preparazione ancora più approfondita», con «tanti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare», e individua nella gestione dell’energia e della power unit uno degli aspetti più stimolanti, che imporrà un rapido adattamento inizialmente basato sull’istinto e poi sempre più sui dati.
Hamilton definisce il 2026 «probabilmente il cambiamento regolamentare più grande» della sua carriera: essere coinvolto fin dall’inizio nello sviluppo della SF-26 è stato, spiega, un elemento chiave per costruire una direzione condivisa con gli ingegneri. In questa nuova era, il ruolo del pilota torna centrale.
Il team principal Frédéric Vasseur parla di «inizio di un nuovo ciclo» non solo per la Formula 1 ma anche per Ferrari: nuove regole per telaio e power unit, carburanti e pneumatici differenti, molte incognite comuni a tutti i team. «Il gruppo è allineato e più unito che mai», assicura Vasseur, indicando nei test di Barcellona e Bahrain il primo banco di prova per comprendere e validare la vettura.
Diciannove anni dopo l’ultimo titolo mondiale Ferrari, firmato da Kimi Raikkonen, la SF-26 è una scommessa tecnica che ha l’obiettivo di provare a rilanciare le ambizioni del Cavallino nella nuova Formula 1. (riproduzione riservata)