Ferrari accelera nel secondo trimestre, supera le attese degli analisti e migliora le previsioni per l’intero 2026 grazie alla crescita delle personalizzazioni e a un mix di prodotto sempre più redditizio. Il rialzo delle stime ha fatto balzare il titolo a Piazza Affari del 4%.
Il gruppo di Maranello ha chiuso il periodo aprile-giugno con ricavi pari a 1,94 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto a un anno prima, un ebit di 605 milioni (+10%) con un margine del 31,2% e un utile netto di 463 milioni (+9%). L’ebitda è salito del 7% a 755 milioni, con un margine del 39%, mentre il free cash flow industriale è aumentato del 39% a 276 milioni.
I numeri risultano superiori alle aspettative del mercato. Mediobanca prevedeva infatti ricavi per 1,87 miliardi, un ebit di 570 milioni, un ebitda di 730 milioni e un free cash flow di 259 milioni. Anche il margine operativo del 31,2% si è rivelato migliore delle attese.
A sostenere i risultati sono stati soprattutto il mix di prodotto e il contributo delle personalizzazioni, oltre alle attività racing. Ferrari evidenzia che la crescita è stata trainata dalle consegne di 12Cilindri, 12Cilindri Spider, Purosangue e della famiglia 296 Speciale, mentre sono proseguite le crescite di Amalfi, 849 Testarossa e della nuova hypercar F80. Nel trimestre è stata inoltre presentata la nuova Ferrari Luce ed è stata svelata la 12Cilindri Manuale, già interamente assegnata ai clienti.
Le consegne complessive sono invece diminuite del 3,7% a 3.366 vetture, confermando la strategia del Cavallino di privilegiare valore e redditività rispetto ai volumi durante la fase di rinnovo della gamma.
La vera novità dei conti è il miglioramento della guidance per il 2026. Ferrari prevede ora ricavi intorno a 7,6 miliardi di euro, rispetto ai circa 7,5 miliardi indicati in precedenza. L’obiettivo di ebit sale ad almeno 2,26 miliardi di euro (dal precedente 2,22 miliardi), mentre l’utile per azione rettificato è atteso ad almeno 9,68 euro contro i precedenti 9,45 euro. Migliora anche la stima sul free cash flow industriale, portata ad almeno 1,55 miliardi di euro da 1,50 miliardi. Resta invariato il target di margine ebit superiore al 29,5% e quello di margine ebitda pari o superiore al 39%.
Il rialzo delle previsioni è motivato da una domanda di personalizzazioni più forte del previsto e da un impatto dei cambi meno negativo rispetto alle attese iniziali.
«I solidi risultati del secondo trimestre riflettono l’esecuzione disciplinata della nostra strategia. Il trend sostenuto delle personalizzazioni ci permette di aumentare la guidance per l’anno», ha commentato l’ad Benedetto Vigna. Il manager ha sottolineato come Ferrari disponga oggi della gamma più completa della sua storia e possa contare su un portafoglio ordini che copre interamente il 2027.
L’aumento della guidance, ha spiegato l’ad Benedetto Vigna, è stato reso possibile soprattutto dal contributo delle personalizzazioni e del mix di prodotto. «Le personalizzazioni e il mix hanno continuato a pilotare la crescita e i risultati di questo secondo trimestre», ha affermato il manager parlando con le agenzie di stampa, sottolineando inoltre che «l’order book copre tutto il 2027» e rappresenta «un segnale molto positivo perché ci pone al di fuori di quello che succede nel resto del mercato».
Uni dei temi centrali è la nuova Ferrari Luce. Vigna ha assicurato che gli ordini sono «in linea con le nostre aspettative» e arrivano sia da clienti storici sia da nuovi acquirenti. «Siamo davvero soddisfatti di quello che sta succedendo sulla Ferrari Luce», ha detto, aggiungendo che «noi non vogliamo vendere la Luce, vogliamo far sì che i clienti se ne innamorino. È una macchina che i clienti devono comprare se sono innamorati e genuinamente interessati».
Alla domanda di MF Newswires sulla distribuzione geografica degli ordini, il ceo ha precisato che l’interesse è «abbastanza ubiquamente distribuito su tutto il mondo» e che non emerge «un pattern specifico» tra le diverse aree geografiche. (riproduzione riservata)