Ferrari alza ancora le previsioni per il 2026 dopo un terzo trimestre in cui la F80 e le personalizzazioni hanno spinto i margini oltre le attese, anche con meno vetture consegnate. Tra luglio e settembre i ricavi sono saliti del 7% a 1,896 miliardi di euro e l’utile netto del 13% a 431 milioni. Il dato più forte è quello della cassa. Il free cash flow industriale è cresciuto del 43% a 567 milioni e nei primi nove mesi ha già raggiunto quasi 1,5 miliardi.
I risultati e il rialzo delle stime stanno spingendo in borsa il titolo Ferrari che a Piazza Affari dopo essere scivolato cedendo circa il 3,5% subito dopo i conti è poi tornato sopra la parità guadagnando anche il 4%. Il fatturato è appena sotto gli 1,905 miliardi del consenso e sopra gli 1,89 miliardi stimati dalla banca.
La sorpresa è sulla redditività. L’ebitda è salito del 12% a 753 milioni, contro i 746 milioni attesi dal mercato e i 739 milioni previsti da Intesa Sanpaolo. Il margine è passato dal 37,9% al 39,7%, sei decimi sopra il consenso.
Anche l’utile operativo è cresciuto del 12%, a 563 milioni, superando i 554 milioni del consenso e i 545 milioni della banca. Il margine operativo ha raggiunto il 29,7%, contro il 29,1% atteso dal mercato. L’utile netto è invece sostanzialmente in linea con il consenso di 432 milioni e sopra i 414 milioni stimati da Intesa.
Ferrari ha consegnato 3.368 vetture, circa l’1% in meno rispetto rispetto alle 3.401 di un anno prima e in linea con le attese del mercato.
A far salire i ricavi da auto e ricambi, cresciuti del 7% a 1,586 miliardi, sono stati il mix di modelli e il maggior contributo delle personalizzazioni. La F80 ha sostenuto l’utile operativo, mentre la famiglia 296 Speciale ha trainato le personalizzazioni. A cambi costanti, i ricavi del gruppo sarebbero cresciuti del 10% e l’utile operativo del 23%.
La maggiore redditività e il contributo positivo del capitale circolante hanno spinto la generazione di cassa. A fine settembre Ferrari aveva 219 milioni di cassa industriale netta, dopo aver chiuso giugno con 131 milioni di debito industriale netto. Nel trimestre ha anche riacquistato azioni proprie per 173 milioni.
Maranello prevede ora ricavi per circa 7,65 miliardi, dai 7,6 miliardi indicati in precedenza, e un ebitda adjusted di almeno 3 miliardi, da almeno 2,97 miliardi. Il margine atteso sale dal 39% ad almeno il 39,2%. L’obiettivo di utile operativo adjusted passa da almeno 2,26 a 2,285 miliardi, mentre quello di utile diluito per azione adjusted sale da almeno 9,68 a 9,85 euro. Per il free cash flow industriale Ferrari indica ora un valore fino a 1,65 miliardi, rispetto alla precedente soglia di almeno 1,55 miliardi.
Alla base della revisione ci sono personalizzazioni più forti del previsto, un impatto dei cambi meno sfavorevole al netto delle coperture e l’ipotesi del secondo posto nel mondiale di Formula 1.
«Unicità, innovazione e capacità di concentrarci sulle priorità sono i tre fattori chiave per mantenere gli impegni presi all’ultimo Capital Markets Day. Le consegne della supercar F80 e le personalizzazioni, trainate dalla famiglia Ferrari 296 Speciale, sostengono la solida crescita dei nostri risultati e riflettono il desiderio sempre più forte dei clienti di rendere ogni Ferrari unica e davvero loro. Su queste basi alziamo ancora le previsioni per l’intero esercizio», ha dichiarato Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari.
«Il nostro portafoglio ordini si estende ormai al 2028 e da qui a fine anno abbiamo ancora due lanci in programma. Continuiamo inoltre a organizzare eventi in tutto il mondo per coinvolgere e rafforzare il legame con i nostri clienti e partner nelle corse, nelle auto sportive e nel lifestyle».