Tuf, riforma verso il via libera. Il sottosegretario Federico Freni: ultimi decreti in arrivo e svolta sulla vigilanza Consob
Tuf, riforma verso il via libera. Il sottosegretario Federico Freni: ultimi decreti in arrivo e svolta sulla vigilanza Consob
Gli ultimi decreti di riforma del Testo unico della finanza pronti ad entrare in cdm per rendere la vigilanza più collaborativa e non è più solo sanzioni, ha annunciato il sottosegretario all'Economia

di Anna Messia 30/01/2026 13:26

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«Gli ultimi decreti propedeutici alla riforma del Testo unico della finanza (Tuf) andranno in Consiglio dei ministri spero la settimana prossima, dal 2 al 6 febbraio (ce n’è uno convocato per il 4 febbraio, ndr)». Lo ha detto il sottosegretario all'Economia, Federico Freni, intervenendo al convegno «La riforma della disciplina della gestione collettiva del risparmio», organizzato da Bankitalia.

Gli obiettivi della riforma del Tuf

La riforma del Tuf, tra i suoi obiettivi, ha quello di «far percepire al mercato la vigilanza non come nemico ma come alleato», ha aggiunto Freni che ha curato direttamente la riforma che dovrà essere completata a breve con gli ultimi decreti sugli aspetti sanzionatori.

«La Vigilanza è stato spessa vista, a torto, come repressiva e non collaborativa», ha dichiarato aggiungendo che la riforma punta a cambiare questa percezione per renderla collaborativa. «Così come si deve far percepire alle persone che la finanza non è il male, si deve offrire al mercato lo strumento per percepire che la Vigilanza non è un nemico, ma un alleato». Una serie di revisioni al sistema dovrebbero andare quindi in Consiglio dei ministri a breve con l'obiettivo «che il mercato capisca che la Vigilanza non è solo sanzione».

L'importanza dell'educazione finanziaria

«L'economia finanziaria, all'esterno degli addetti ai lavori non viene percepita come un qualcosa che fa girare il Paese». Da qui la necessità di fare educazione finanziaria «in modo serio, a partire dalla scuola primaria». Nella messa a punto della riforma sotto la regia del Mef «non si è partiti come nel 1998 (data della legge Draghi, ndr) da una pagina bianca» dovuta a una legislazione europea molto incompleta mentre oggi «molti vincoli che hanno guidato su binari il nostro percorso».

La riforma del Tuf, ha concluso Freni, «abbiamo provato ad adattare la legislazione alla situazione di debolezza degli investitori istituzionali nel nostro Paese, abbiamo adattato le best practices europee all'Italia». Il nuovo Tuf una volta in vigore sarà monitorato dalla «Cabina di regia monitoraggio sistema finanziario», istituita al ministero dell’Economia che «monitorerà la riforma e seguirà il processo riformatore. (riproduzione riservata)