Il presidente Usa, Donald Trump, ha nominato venerdì 30 gennaio l’ex governatore della Federal Reserve Kevin Warsh per sostituire Jerome Powell alla presidenza della maggiore banca centrale al mondo a partire da maggio, quando scade la carica. Lo ha annunciato lo stesso presidente su Truth con un post alle ore 12:48 (ora italiana). Per diventare effettiva, la nomina deve essere confermata dal Senato Usa.
I mercati reagiscono subito alla novità, dal momento che Warsh è considerato un economista falco, poco propenso a tagliare i tassi se non necessario. Esattamente il contrario di quanto vorrebbe Trump, anche se sa bene che gli investitori temono una Fed dipendente dalla politica. E ora che il nuovo capo della Banca centrale americana è storicamente cauto nella riduzione dei tassi, scattano le vendite sull’oro e sale il dollaro. In calo anche i futures su Wall Street: i mercati (e soprattutto le big tech) non amano un costo del denaro elevato.
Infatti il prezzo dell’oro accelera la discesa venerdì dal 3% di inizio mattinata al 4,6% delle ore 14:00 circa a 5.106 dollari l’oncia, mentre il dollaro balza dello 0,45% sull’euro a 1,1919. Intanto i futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,6% (-0,8% di prima mattinata) in parallelo al selloff sui T bond, il cui rendimento, che viaggia in senso opposto al prezzo, passa dal 4,23% della chiusura di Wall Street al 4,258%.
«Sono lieto di annunciare che sto nominando Kevin Warsh come presidente del consiglio dei governatori del Federal Reserve System», scrive Trump. «Kevin attualmente è Shepard Family Distinguished Visiting Fellow in Economia presso la Hoover Institution e docente alla Stanford Graduate School of Business. È partner di Stanley Druckenmiller presso Duquesne Family Office».
Trump continua illustrando il curriculum del presidente designato della Fed: «Kevin ha conseguito il suo A.B. presso la Stanford University e il J.D. presso la Harvard Law School. Ha condotto ricerche approfondite nel campo dell'economia e della finanza, ha redatto un rapporto indipendente per la Bank of England proponendo riforme nella conduzione della politica monetaria nel Regno Unito. Il Parlamento ha adottato le raccomandazioni del Rapporto».
Warsh «è stato il più giovane governatore della Fed di sempre, a 35 anni, e ha servito come membro del Consiglio dei Governatori del Federal Reserve System dal 2006 al 2011, come rappresentante della Federal Reserve presso il Gruppo dei Venti (G20) e come emissario del Consiglio presso le economie emergenti e avanzate dell’Asia», continua il post di Trump.
«Prima della sua nomina al Consiglio, dal 2002 al 2006, Kevin ha ricoperto il ruolo di assistente speciale del Presidente per la politica economica e di Segretario esecutivo del National Economic Council della Casa Bianca. In precedenza, è stato membro del dipartimento M&A di Morgan Stanley a New York, dove ha ricoperto i ruoli di Vice President ed Executive Director», prosegue Trump.
«Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che sarà ricordato come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore. Oltre a tutto il resto, è perfetto per il ruolo e non vi deluderà mai», ha assicurato il presidente americano.
Trump aveva detto giovedì sera, durante un evento al Kennedy Center di Washington, che avrebbe annunciato il nome del candidato alla guida della Fed «domani mattina. Molti pensano che sia una persona che avrebbe potuto ricoprire questo ruolo già qualche anno fa», ha detto Trump. «Sarà qualcuno molto rispettato, conosciuto da tutti nel mondo finanziario».
L’oro è sceso del 4% e il dollaro si è rafforzato dopo che Bloomberg ha scritto che Warsh, uno dei quattro candidati nella rosa di Trump per la guida della banca centrale, ha fatto visita alla Casa Bianca giovedì.
Warsh aveva sostenuto un colloquio per l’incarico nel 2017, ma alla fine la scelta era ricaduta su Powell, il cui mandato da presidente scade a maggio. Le preferenze del presidente per la guida della Fed sono oscillate nelle ultime settimane e potrebbero ancora cambiare prima dell’annuncio di oggi.
«Warsh è una scelta più ortodossa alla presidenza della Fed e le reazioni immediate dei mercati sembrano riflettere questa riflessione», ha commentato Bill Campbell, portfolio manager di DoubleLine.
«La percezione del mercato è che Kevin Warsh sarebbe un’opzione relativamente più tradizionale e meno “colomba” come presidente della Fed, in questo caso potremmo vedere meno tagli dei tassi», il commento di Andrew Ticehurst, senior strategist di Nomura Australia.
Warsh — il più giovane governatore della Fed di sempre quando entrò in banca centrale nel 2006 — è noto per le sue relazioni con Wall Street e con la politica a Washington. Anche se conosce da anni il presidente, alcuni osservatori ritenevano che la sua impostazione da «falco» potesse essere un ostacolo importante per conquistare la fiducia di Trump. Warsh ritiene che la Fed dovrebbe ridurre le dimensioni del suo enorme bilancio, una posizione sostenuta anche dal segretario al Tesoro, Scott Bessent.
La sua nomina rappresenta una scelta più convenzionale dopo mesi di riflessioni alla Casa Bianca. È una figura ben nota negli ambienti economici e finanziari repubblicani. La decisione di Trump mette fine a una delle corse più controverse degli ultimi anni per la guida della Fed. Arriva in un momento in cui il presidente ha criticato senza sosta Powell per non aver assecondato le sue richieste di tagliare i tassi nonostante un’economia Usa sana e in buona crescita, arrivando a definirlo giovedì un «idiota» che starebbe danneggiando le prospettive economiche degli Stati Uniti.
Mercoledì la Fed ha mantenuto il costo del denaro in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, dopo tre tagli da un quarto di punto percentuale lo scorso anno. Trump ha scritto su Truth che Powell non aveva «assolutamente alcuna ragione» per mantenere i tassi così alti. «Dovremmo avere tassi molto più bassi ora che persino questo idiota ammette che l’inflazione non è più un problema o una minaccia», ha scritto il presidente. «Sta costando all’America centinaia di miliardi di dollari all’anno in spese per interessi del tutto inutili e ingiustificate».
Trump vorrebbe portare il costo del denaro intorno all’1% e ha detto di recente che qualsiasi candidato alla guida della Fed dovrà essere disposto a tagliare drasticamente. Il presidente annuncia da fine 2025 che è pronto ad un’imminente decisione sul futuro presidente, scelta che per ora non è arrivata dopo la reazione forte dei mercati (selloff) all’idea di avere una Banca centrale Usa controllata dal governo e non più indipendente.
Le probabilità che venisse scelto Hassett, uno stretto alleato del presidente, erano crollate dopo le proteste al Senato per l’apertura, da parte della Casa Bianca, di un’indagine penale sulla testimonianza di Powell al Congresso riguardo alla ristrutturazione della sede della Fed che ha sforato il budget di 700 milioni di dollari.
Powell ha detto che la decisione del Dipartimento di Giustizia di notificargli un mandato di comparizione davanti a un grand jury è stata «un pretesto» per fare pressione sulla banca centrale affinché tagliasse ulteriormente i tassi. La Fed ha difeso la sua testimonianza e alcuni senatori repubblicani hanno minacciato di bloccare la nomina di Trump — che richiede la conferma della maggioranza del Senato — a meno che l’indagine non venga archiviata.
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