La prima riunione di Kevin Warsh come presidente della Federal Reserve si è conclusa senza variazioni dei tassi d'interesse e l'eliminazione di alcune espressioni chiave che indicavano una propensione a futuri tagli.
Il Federal Open Market Committee (Fomc) ha votato all'unanimità per mantenere il tasso di riferimento overnight ancorato in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. Il tasso sui Fed Fund è a questo livello da quando la banca centrale lo ha ridotto di tre quarti di punto percentuale nella seconda metà del 2025.
I funzionari della Fed, attraverso il loro dot plot, attentamente monitorato, hanno rimosso la precedente previsione di un taglio dei tassi quest'anno e hanno indicato che un rialzo è possibile, sebbene non certo.
Poiché il dot plot è una compilazione anonima delle aspettative, non è stato possibile stabilire se fosse stato Warsh a non presentare le proiezioni. Tuttavia, gli osservatori della Fed, prima della riunione, si aspettavano ampiamente che Warsh non partecipasse al Sep (Summary of Economic Projections). Alcuni sospettano che possa tentare di eliminare del tutto questa funzionalità. Mancava anche un punto relativo alle proiezioni per il 2028.
Nel dettaglio Warsh ha criticato lo strumento di previsione, così come altre indicazioni prospettiche del comitato, tra cui le proiezioni su disoccupazione, inflazione e prodotto interno lordo contenute nel Sep.
Oltre alla decisione sui tassi la dichiarazione post-riunione del Fomc non solo ha rimosso il linguaggio precedentemente interpretato come un'indicazione di un futuro allentamento monetario, ma ha anche drasticamente modificato il resto del documento.
Il Fomc sottolinea poi che «l'attività economica si sta espandendo a un ritmo sostenuto nonostante l'elevata incertezza che deriva, in parte, dal conflitto in Medio Oriente. La crescita della produttività e gli investimenti in capitale sono robusti. Gli incrementi dell'occupazione hanno tenuto il passo con la forza lavoro e il tasso di disoccupazione è variato di poco». Infine evidenzia che «l'inflazione rimane elevata rispetto all'obiettivo del 2% del Comitato, riflettendo in parte shock dell'offerta che hanno determinato aumenti dei prezzi in alcuni settori, compreso quello energetico. Il Comitato garantirà la stabilità dei prezzi».
Secondo Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi d’interesse appare pienamente coerente con i dati emersi nelle ultime settimane. L’economia statunitense continua, infatti, a mostrare una buona tenuta, il mercato del lavoro resta solido e l’inflazione, pur rimanendo al di sopra dell’obiettivo della banca centrale, sembra essere sempre più influenzata dall’andamento dei prezzi energetici piuttosto che da una pressione diffusa della domanda.
In questo contesto, una pausa era l’esito più atteso. «La Fed preferisce probabilmente attendere ulteriori evidenze per capire se il recente rialzo dell’inflazione abbia natura temporanea, anche alla luce del fatto che i prezzi del petrolio hanno già iniziato a ritracciare rispetto ai picchi registrati nelle scorse settimane. L’aspetto forse più interessante riguarda però il cambiamento di tono che si sta delineando. I mercati hanno progressivamente ridimensionato le aspettative di tagli dei tassi nel breve termine e la Fed guidata da Warsh potrebbe accompagnare questa evoluzione adottando un approccio più neutrale, senza fornire indicazioni esplicite verso un imminente allentamento monetario. In un quadro caratterizzato da una crescita ancora resiliente e da un’inflazione che continua a mostrarsi persistente, una posizione di questo tipo appare del tutto giustificata» commenta Flax.
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