Fed, ecco cosa aspettarsi sui tassi  dalla riunione del 28 ottobre
Fed, ecco cosa aspettarsi sui tassi dalla riunione del 28 ottobre
Inflazione persistente, mercato del lavoro resiliente e incertezza geopolitica spingono la Federal Reserve alla prudenza. Gli investitori guardano già al 2027. Ma gli esperti avvertono: molto dipenderà dall’andamento della crescita e dei prezzi

di di Giusy Iorlano 26/10/2026 16:57

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La Federal Reserve si prepara a lasciare i tassi d’interesse invariati nella riunione del 28 ottobre, ma senza escludere un nuovo rialzo a dicembre. È questa la prospettiva delineata dagli analisti di Mfs Investment Management e Allspring Global Investments, secondo cui la banca centrale americana deve fare i conti con un’economia ancora resiliente e un’inflazione che non offre sufficienti garanzie di rientro. Il mercato, intanto, sconta ulteriori aumenti del costo del denaro nel 2027, anche se le prospettive di crescita e l’incertezza sul percorso dei prezzi rendono meno lineare lo scenario.

Mercato del lavoro solido, inflazione ancora troppo alta

Secondo Kish Pathak, fixed income research analyst, ed Erik Weisman, chief economist & portfolio manager di Mfs Investment Management, i dati pubblicati dall’ultima riunione del Federal Open Market Committee (Fomc) sono coerenti con uno scenario in cui il mercato del lavoro rimane solido, mentre l’inflazione è ancora troppo elevata per consentire alla Fed di considerare conclusa la propria battaglia contro il rialzo dei prezzi.

Un ulteriore mese di dati, osservano i due analisti, difficilmente sarebbe sufficiente a chiarire se le tendenze economiche stiano effettivamente cambiando direzione. Anche per questo, la prudenza appare preferibile a un intervento immediato.

A sostenere l’ipotesi di una pausa contribuiscono anche le recenti dichiarazioni dei membri della banca centrale. I commenti dei vicepresidenti Williams e Jefferson non hanno indicato un orientamento favorevole a un rialzo già a ottobre. Chris Waller ha sottolineato che gli aumenti «non devono necessariamente avvenire in riunioni consecutive», mentre Michelle Bowman non ha ravvisato un’urgenza di intervenire.

Anche le dichiarazioni di Warsh a Bangkok, secondo Mfs, sono state significative soprattutto per l’assenza di un elemento: il forte messaggio contro l’inflazione pronunciato in occasione del simposio di Jackson Hole non è stato ribadito.

Secondo i due esperti, dunque, la banca centrale statunitense manterrà i tassi invariati.

Energia e intelligenza artificiale, le variabili da monitorare

Il quadro economico resta esposto a fattori che potrebbero modificare le valutazioni della Fed nelle prossime settimane. Da un lato, un’eventuale soluzione del conflitto con l’Iran e una conseguente discesa dei prezzi dell’energia contribuirebbero ad attenuare le pressioni inflazionistiche. Dall’altro, la tenuta della crescita dipende anche dalla capacità degli investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale di compensare gli effetti dello shock petrolifero.

Mfs evidenzia inoltre che un’ulteriore flessione dei titoli legati all’AI potrebbe indebolire il contesto economico, riducendo uno dei sostegni alla crescita. Entro dicembre, la Fed avrà a disposizione maggiori informazioni sia sull’evoluzione del quadro energetico sia sulla tenuta dei mercati azionari.

La pausa di ottobre, quindi, non equivale necessariamente a una svolta verso una politica monetaria più accomodante. La banca centrale potrebbe preferire attendere nuovi elementi prima di decidere se sia necessario un ulteriore intervento restrittivo.

Allspring: «L’inflazione continuerà a rappresentare il fattore dominante»

Una valutazione in parte convergente arriva da Rushabh Amin, multi asset solutions portfolio manager di Allspring Global Investments, secondo cui la Fed dovrebbe mantenere invariati i tassi al 4% a ottobre, mentre i mercati continuano a incorporare la possibilità di ulteriori rialzi.

«Ci aspettiamo che la Fed mantenga i tassi invariati al 4% a ottobre, sebbene i mercati stiano scontando un rialzo a dicembre e altri tre nel 2027, in un contesto di crescenti preoccupazioni per l’inflazione. In assenza di sorprese significative sul mercato del lavoro, soprattutto dopo le forti oscillazioni dei mercati delle materie prime, è probabile che l’inflazione continui a rappresentare il fattore dominante nel duplice mandato della Fed, nonostante la limitata capacità della politica monetaria di contrastare un’inflazione determinata da fattori dal lato dell’offerta».

Per Allspring, l’indice Pce core, la misura dei prezzi dei consumi personali al netto delle componenti più volatili, potrebbe offrire pochi segnali di sollievo nel breve periodo. Gli effetti base sfavorevoli contribuirebbero infatti a mantenerlo elevato, sebbene la tendenza possa invertirsi in misura significativa nella prima metà del 2027.

Crescita e salari, segnali contrastanti

Sul fronte dell’attività economica, Allspring individua un quadro meno univoco. Le previsioni di crescita positive e la stabilità del mercato del lavoro convivono con i primi segnali di debolezza nell’incremento dei salari e nella spesa aggregata.

«La disinflazione salariale potrebbe assumere un’importanza crescente nella valutazione della Fed, mentre il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale introduce una nuova dimensione alla sfida politica: da un lato, un potenziale aumento della produttività; dall’altro, una domanda sostenuta dagli investimenti in conto capitale».

L’intelligenza artificiale rappresenta quindi una variabile a doppio effetto. Gli investimenti nelle nuove tecnologie possono sostenere la domanda e l’espansione economica, ma il loro impatto sulla produttività potrebbe contribuire a modificare nel tempo gli equilibri tra crescita, salari e inflazione.

Mercati obbligazionari divisi sul percorso dei tassi

Le aspettative degli investitori riflettono questa incertezza. «I mercati dei tassi stanno quindi scontando una combinazione sempre più impegnativa di forte crescita e inflazione persistente. Questo non è il nostro scenario di base», osserva Amin.

Secondo il gestore, i contratti overnight index swap (OIS) incorporano altri tre rialzi nel 2027, ma è aumentata anche la probabilità di una riduzione dei tassi nei prossimi dodici mesi. Una divergenza che, nella lettura di Allspring, riflette l’ampiezza degli scenari possibili e la vulnerabilità delle aspettative a eventuali sorprese macroeconomiche.

Il percorso della politica monetaria rimane pertanto esposto a revisioni: una crescita inferiore alle attese o un rallentamento più deciso dell’inflazione potrebbero modificare le previsioni oggi prevalenti sui mercati.

I dati del giorno successivo e lo sguardo al 2027

L’attenzione degli investitori non si esaurirà con la decisione del Fomc. Le stime relative all’indice Pce core e al pil saranno rese note il giorno successivo alla riunione, offrendo nuovi elementi per valutare la direzione dell’economia americana e le prossime mosse della banca centrale.

Come sottolinea Allspring, il mercato continuerà inoltre a osservare la posizione della Fed sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sulla gestione del bilancio della banca centrale e sull’andamento dei mercati obbligazionari sovrani globali.

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