Febbre da super ciclo: quando banche, chip, spazio e difesa vanno tutti in rete. Cosa c'è sotto la lente degli analisti
Febbre da super ciclo: quando banche, chip, spazio e difesa vanno tutti in rete. Cosa c'è sotto la lente degli analisti
Il risiko bancario italiano ridisegna equilibri e valutazioni, tra sinergie e super dividendi. Spazio, difesa, semiconduttori e oro scalpitano nelle retrovie

di Francesca Gerosa 14/06/2026 07:00

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Il risiko in corso tra le banche italiane continua a generare opportunità di creazione di valore praticamente per tutti gli attori coinvolti. Intesa Sanpaolo resta tra i principali beneficiari: secondo Barclays, l'integrazione delle attività provenienti dall'universo Mps consentiranno di mantenere intatta la politica di distribuzione dei dividendi della banca guidata da Carlo Messina, anzi migliorandola leggermente negli anni successivi grazie alle sinergie e ai nuovi canali distributivi acquisiti. La tesi di investimento su Intesa, quindi, non cambia: resta una storia di elevata remunerazione degli azionisti, ma con un motore di crescita aggiuntivo.

Anche Bper è sotto i riflettori. Lo schema immaginato da Unipol, che vedrebbe il trasferimento a Bper di gran parte delle attività Mps non destinate a Intesa, potrebbe generare una crescita degli utili per azione compresa tra il 13% e il 17%. Il mercato aspetta ancora conferme ufficiali dal management della banca modenese, ma i numeri sul tavolo sono difficili da ignorare. Più complessa appare, invece, la posizione di Banco Bpm, che resta potenzialmente al centro delle prossime mosse di consolidamento, soprattutto se dovesse rimanere indipendente. Poi c'è il grande interrogativo che continua ad alimentare le discussioni tra gli investitori: Unicredit, una volta chiuso il capitolo Commerzbank, o forse anche prima, tornerà a guardare con interesse al mercato domestico? Per ora è soltanto un'ipotesi, ma nel risiko bancario italiano le sorprese non sono mai mancate.

Il settore telecomunicazioni non è da meno. Deutsche Bank vede nell'offerta di Poste Italiane su Tim molto più di una semplice operazione finanziaria. L'istituto tedesco considera infatti altamente probabile il successo dell'operazione e ritiene che il mercato stia già incorporando quest’aspettativa nelle valutazioni. Le sinergie potrebbero raggiungere 770 milioni di euro entro il 2029, superando persino gli obiettivi dichiarati da Poste. Questo si tradurrebbe in un'accelerazione significativa della crescita degli utili e in un profilo ancora più attrattivo per gli investitori orientati al dividendo. Un rendimento del 6% è assicurato.

Per la difesa europea, invece, ogni ritardo americano diventa un'opportunità. La possibile decisione della Svizzera di sostituire i sistemi Patriot statunitensi con il sistema franco-italiano Samp/T NG rappresenterebbe molto più di un semplice ordine industriale. Sarebbe un segnale politico forte, capace di certificare il progressivo spostamento di parte della spesa militare verso tecnologie europee. Per Leonardo il beneficio sarebbe diretto grazie alla partecipazione in Mbda, mentre Avio potrebbe trarre vantaggio dalla produzione dei motori dei missili Aster.

Se c'è una società che oggi si trova all'incrocio tra due megatrend globali, quella è proprio Avio. Da una parte la crescita della domanda militare, dall'altra la nuova corsa allo spazio. Banca Akros vede il gruppo come uno dei principali beneficiari del cosiddetto «super ciclo» dei missili terra-aria e stima una crescita media delle vendite superiore al 10% annuo fino al 2035. Il mercato guarda con particolare attenzione al debutto operativo del nuovo motore P160, che consentirà ad Ariane 6 di aumentare in modo significativo la capacità di carico. Dietro questi numeri c'è un elemento spesso sottovalutato: il business spaziale, SpaceX fa scuola, sta diventando sempre meno una nicchia tecnologica e sempre più un'attività industriale ad alta ripetibilità, grazie alle grandi costellazioni satellitari come quella di Amazon.

Se la parola dell'anno è AI, spesso gli investitori guardano immediatamente ai grandi nomi americani. Bank of America suggerisce però di non dimenticare un protagonista europeo: Stmicroelectronics. La banca americana ha promosso il titolo a buy e vede un potenziale di rialzo superiore al 40%, sostenuto da quattro grandi motori di crescita. Ve ne svelo due: il primo riguarda le interconnessioni ottiche, una componente essenziale per i data center dedicati all'intelligenza artificiale. Secondo BofA, questo business potrebbe più che triplicare nel giro di pochi anni. Il secondo è rappresentato dai satelliti in orbita bassa. La proliferazione delle costellazioni satellitari richiede sempre più semiconduttori specializzati, un mercato in cui Stm è già ben posizionata. Anche gli altri due sono due booster.

Mentre negli Stati Uniti, in Canada e in Messico prende il via la Coppa del Mondo Fifa 2026, gli analisti si sono affrettati a fare i conti. Il risultato è quasi sorprendente: l'evento sportivo più grande della storia produrrà un impatto macroeconomico relativamente modesto. Per gli Stati Uniti il contributo al pil è stimato attorno allo 0,1% trimestrale. Numeri positivi, ma certamente non rivoluzionari. Come spesso accade, i grandi eventi fanno molto più rumore mediatico che economico. Questo non significa, però, che non ci siano vincitori. Alcuni settori vivranno un'estate memorabile. Hotel, compagnie di ridesharing, piattaforme di affitti brevi, ristorazione, media e scommesse sportive sono i candidati naturali a beneficiare dell'afflusso di milioni di tifosi. E 35 azioni sono nella squadra di calcio vincente di Deutsche Bank.

C’è anche chi come Campari è tornata sul mercato obbligazionario con un'emissione da 600 milioni di euro. E ha registrato un boom di ordini: oltre 3 miliardi. In un contesto in cui il settore degli spirits naviga in acque non semplicissime, il messaggio è chiaro: gli investitori continuano a premiare le aziende che mostrano disciplina finanziaria. L'operazione non serve a finanziare acquisizioni spettacolari. Serve semplicemente a rifinanziare il debito, allungarne la durata e migliorare la flessibilità finanziaria della società dell’Aperol. Non a caso gli analisti continuano a vedere Campari come una storia di deleveraging ben eseguito, supportata da un portafoglio marchi che continua a distinguersi rispetto ai concorrenti. Il rating investment grade è più vicino.

Le banche centrali, invece, sembrano avere fiducia in qualcosa di molto più antico, l'oro. Dopo mesi dominati dalle tensioni geopolitiche e dalle aspettative sui tassi d'interesse, il metallo giallo continua a comportarsi come un termometro dell'incertezza globale. A prima vista il movimento recente appare quasi paradossale. Da un lato aumentano le probabilità di tassi più elevati più a lungo, elemento teoricamente negativo per un asset che non produce rendimento. Dall'altro, la domanda di oro fisico resta sorprendentemente robusta. Il motivo è semplice: quando gli investitori iniziano a preoccuparsi contemporaneamente di inflazione, geopolitica e crescita economica, il dibattito non riguarda più il rendimento dell'oro ma il suo ruolo come assicurazione di portafoglio. Le banche centrali lo sanno bene e continuano a comprarne quantità importanti. Anz ha ridotto il proprio obiettivo per fine 2026 ma Gold Avenue non esclude che l'oro possa raggiungere nuovi massimi storici.

È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.

Francesca