Fastweb+Vodafone disdice il master service agreement con Inwit. In una nota rilasciata la mattina del 25 marzo, l’operatore tlc ha ufficializzato di aver notificato la disdetta del master service agreement con Inwit «nel pieno rispetto delle disposizioni contrattuali. In conformità al periodo di preavviso previsto dal contratto, l’msa avrà termine formalmente alla fine di marzo 2028».
L’operatore guidato dal ceo Walter Renna avvierà quindi le trattativa con Inwit per «definire un piano di migrazione pluriennale in linea con le disposizioni dell’msa al fine di garantire la continuità operativa fino a marzo 2028 e oltre tale data». La nuova destinazione della rete Fastweb+Vodafone, viene già annunciato nella nota, sarà composta da «accordi con fornitori terzi di infrastrutture passive e su iniziative che vedono la partecipazione di Fastweb+Vodafone». Il riferimento scontato sembra essere alla joint venture annunciata con Tim settimana scorsa.
La decisione di porre termine all’msa «deriva dalla constatazione che i costi dei servizi di Inwit non risultano in linea con i benchmark di mercato, nonché dalla mancata disponibilità della società ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento», ha spiegato Fastweb. Tariffe che riducono le possibilità di Fastweb+Vodafone di «effettuare gli investimenti necessari per continuare a offrire reti mobili di alta qualità e contribuire alla digitalizzazione dell’Italia».
La disdetta consentirà quindi all’operatore tlc di «indirizzare gradualmente risorse finanziarie verso lo sviluppo di nuove infrastrutture, di migliorare la qualità e la copertura della rete, di accelerare il rollout del 5G, valorizzando i propri investimenti, attualmente pari a 1,5 miliardi all’anno».
La prima conseguenza della disdetta, per quanto diventata sempre più probabile nelle settimane scorse come raccontato da MF-Milano Finanza, avviene sui mercati. A Piazza Affari il titolo della towerco non ha aperto fino a quasi le 9.30, con un -10% teorico. Inwit ha poi avviato le contrattazioni in rosso, in calo di oltre il 7,5%. Il titolo aveva recuperato fino a scambiare intorno al -2% a metà seduta, salvo scendere nuovamente e scambiare ora intorno al -9%.
A spingere nuovamente verso il basso il titolo le indiscrezioni che anche Tim potrebbe valutare la disdetta dell’msa con Inwit dal 2028 allineandosi alla finestra per la pre-notifica che, secondo la ricostruzione di Fastweb, terminerebbe a fine marzo 2026. Reuters cita due fonti secondo cui una decisione verrà presa in una possibile riunione del board che potrebbe essere convocato nel weekend. Fastweb e Tim, insieme, generano l’85% dei ricavi di Inwit. Tim non ha commentato le indiscrezioni.
Con la disdetta arriva quindi anche l’apertura di un fronte legale tra le due società. Nella nota Fastweb+Vodafone ribadisce quella che è stata la sua posizione da quando è emerso il tema: «Tutte le azioni intraprese sono pienamente conformi all’msa, compreso il diritto di recedere dall’accordo con un preavviso di due anni, e con decorrenza da marzo 2028».
E, alla luce delle «ripetute dichiarazioni di Inwit secondo cui l’attuale msa ha durata fino al 2038, Fastweb+Vodafone ha promosso un’azione legale presso le sedi competenti per far valere il proprio diritto contrattuale a porre fine all’accordo».
Inwit non ha fatto attendere troppo la sua risposta ufficiale. La towerco precisa che la disdetta «è priva di fondamento giuridico e come tale sarà impugnata in ogni sede competente». Inoltre Inwit «provvederà a richiedere con effetto immediato al Tribunale di Milano un provvedimento cautelare per inibire gli effetti della disdetta».
La towerco ribadisce la sua linea: gli msa sono «contratti a lungo termine, i cui termini e condizioni sono parte integrante di un’operazione unica e inscindibile effettuata nel 2020 che ha previsto l’acquisto da parte di Inwit dell’infrastruttura detenuta all’epoca da Vodafone Italia» per circa 5,7 miliardi «garantendo un immediato e significativo beneficio economico e finanziario alla società venditrice».
Si tratta di un contratto «coerente con il modello di business infrastrutturale, che si fonda su flussi di ricavi contrattualizzati e a lungo termine». Un modello di business che «garantisce condizioni economiche competitive ai clienti e generazione di valore economico e industriale per tutte le parti coinvolte».
Ad aver prorogato il contratto fino al 2038, secondo Inwit, è stato «il cambio di controllo congiunto su Inwit da parte di Tim e Vodafone pacificamente avvenuto nell’agosto del 2022», che ha portato Inwit a esercitare «l’opzione contrattualmente prevista». In questi 16 anni «non è consentita alcuna facoltà di disdetta da parte di Fastweb».
Inwit specifica anche che «le operazioni del gruppo Vodafone risalenti al 2020 a cui fa riferimento Fastweb hanno natura di mera riorganizzazione interna, non hanno inciso sul controllo congiunto di Inwit e pertanto non hanno determinato la fattispecie giuridica rilevante ai sensi dell’msa». Per questo i tentativi di disdetta anticipati, per Inwit, sono ritenuti «pretestuosi e finalizzati a esercitare indebite pressioni su Inwit volte a una rinegoziazione dei termini del msa».
La towerco, come aveva rivelato MF-Milano Finanza, «ha dato mandato ai propri legali di agire in ogni sede competente, anche cautelare, per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholders». Come ha rivelato MF-Milano Finanza, il gruppo delle torri si è rivolto a un noto avvocato milanese per valutare eventuali profili penali della vicenda.
Nel suo comunicato Inwit rivela anche di aver invitato Fastweb a risolvere «in via bonaria, in modo rapido e tempestivo, le divergenze interpretative insorte in merito all’msa in più sedi, tra cui quella arbitrale e di negoziazione assistita». Ma l’operatore tlc «ha declinato ogni invito». Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le due proposte legali riguardavano non i canoni del contratto, ma la corretta interpretazione del termine dello stesso.
Inwit, infine, lascia ancora la porta aperta al dialogo e si dice aperta a «collaborare con i propri clienti in un quadro di certezza, trasparenza e stabilità, perseguendo, con rigorosa logica industriale, soluzioni di valore che garantiscano efficienza e benefici condivisi per tutte le parti». (riproduzione riservata)
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