I pagamenti transfrontalieri sono «un cantiere incompiuto», nonostante la loro utilità per favorire il commercio globale, in un contesto in cui le stablecoin «non offrono vantaggi di costo sistematici». Lo ha sottolineato Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia a un incontro a Londra dell’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito.
Negli ultimi vent’anni i pagamenti domestici «sono divenuti più veloci, meno costosi, disponibili ventiquattro ore su ventiquattro», mentre i pagamenti oltre i confini nazionali «restano spesso lenti, costosi e vincolati da regole frammentate», ha detto Panetta.
Per un’impresa che opera a livello internazionale, a livello internazionale, canali di pagamento affidabili sono «essenziali quanto le navi e gli aerei che trasportano le merci», ha rilevato il governatore di Bankitalia. «I consumatori, a loro volta, effettuano un numero crescente di operazioni oltre confine».
Inoltre, un miglioramento dei pagamenti transfrontalieri produrrebbe «benefici significativi» per le rimesse degli emigranti che sono aumentate del 60% nell’ultimo decennio. Trasferire 200 dollari verso un Paese dell'Africa subsahariana può costare più di 20 dollari, ha osservato Panetta. Ridurre il costo delle rimesse fino agli obiettivi del G20 «consentirebbe risparmi annui compresi tra 7 e 22 miliardi di dollari», ha aggiunto il governatore di Bankitalia.
Nei pagamenti cross-border sta crescendo il ruolo delle stablecoin che spesso sono considerate mezzi più economici e veloci. Panetta però ha rilevato che «non ci sono prove solide dell’efficienza delle stablecoin». I loro costi «variano in misura significativa» e «risultano fortemente influenzati dalle spese di conversione della moneta in criptoattività e viceversa, e in alcuni casi possono raggiungere il 9% della somma trasferita».
Per di più, l’utilizzo delle stablecoin comporta «rischi concreti» come corse ai riscatti, minacce alla sovranità monetaria e perdite irreversibili.
I problemi dei pagamenti cross-border secondo Panetta sono legati anche alla complessità delle operazioni, alla minore competizione tra banche corrispondenti e alle commissioni per i cambi valutari. Inoltre sta aumentando la frammentazione tra sistemi di pagamento per motivi geopolitici, in particolare dopo il divieto di accesso al sistema Swift rivolto ad alcune banche dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Il Comitato per i pagamenti e le infrastrutture di mercato (Cpmi), per i pagamenti e le infrastrutture di mercato (Cpmi), presieduto da Panetta, ha sviluppato requisiti armonizzati per la messaggistica. Inoltre è aumentata la quota di pagamenti istantanei. Il Cpmi ha incoraggiato i singoli Stati sviluppare una Mappa (Misure di Azione Partecipata da una Pluralità di Attori) per i pagamenti transfrontalieri. «In un’epoca di crescente rivalità strategica, preservare un sistema globale che privilegi la connessione rispetto alla divisione è indispensabile» secondo Panetta.
Intanto si è tenuto a Bruxelles un incontro sull’euro digitale su iniziativa dell’Abi a cui hanno partecipato istituzioni ed eurodeputati. Il relatore parlamentare Fernando Navarrete ha evidenziato alcuni punti in fase di discussione. In primo luogo, il Parlamento Ue vuole un maggiore ruolo sui limiti massimi di possesso di euro digitali.
Inoltre si sta procedendo verso la definizione di un periodo transitorio sul modello di remunerazione. A Bruxelles si discute anche della possibilità di portare a zero le commissioni per i commercianti per transazioni di piccolo importo. (riproduzione riservata)