«Come in tutti gli altri settori produttivi, anche nel credito si sta assistendo ad una trasformazione profonda legata alla presenza sempre più incisiva dell’intelligenza artificiale, strumento attraverso cui le aziende puntano a razionalizzare processi organizzativi e operativi. Nella provincia di Cosenza, già interessata negli anni da una profonda riorganizzazione della rete bancaria, vigiliamo affinché l’AI non si trasformi in un elemento penalizzante per i lavoratori che rappresentiamo. Per questo è necessario prevenire i cambiamenti e governare l’evoluzione del settore, indirizzandola verso un equilibrio tra innovazione, occupazione e qualità del lavoro». A sottolinearlo è il coordinatore della Fabi di Cosenza, Ernesto Biondino.
Risposta. Anche nella nostra provincia il settore ha vissuto una riorganizzazione della rete bancaria, in linea con quanto avvenuto nel resto del Paese. Si tratta di un cambiamento legato all’evoluzione tecnologica, alle nuove esigenze della clientela e a modelli operativi sempre più digitalizzati. La presenza della Carical aveva creato nel tempo un rapporto molto forte tra banca e territorio, con sportelli diffusi anche nei piccoli centri. Oggi cresce l’utilizzo dei servizi digitali, ma resta importante mantenere un adeguato livello di prossimità e assistenza, soprattutto per le persone più anziane e per quei territori dove il rapporto umano continua a rappresentare un valore centrale.
R. Il cambiamento ha inciso profondamente sull’organizzazione del lavoro: la riduzione di alcune attività tradizionali di filiale, la centralizzazione di molte funzioni e un turnover non sempre adeguato hanno avuto effetti anche sul piano occupazionale. Parallelamente, però, stanno emergendo nuove professionalità e competenze, ed è quindi fondamentale accompagnare i lavoratori nella transizione con formazione e valorizzazione delle persone. Serve inoltre una riflessione più ampia su come sostenere territori che hanno già pagato molto in termini occupazionali. Nel credito la forte concorrenza tra i gruppi rende spesso prioritario il raggiungimento degli obiettivi commerciali. Obiettivi che fanno parte dell’attività bancaria, ma che non devono mai trasformarsi in fattori di stress o incidere negativamente sulla qualità del lavoro e del servizio alla clientela. Il nostro impegno è proprio quello di mantenere un equilibrio tra innovazione, produttività e tutela delle persone.
R. C’è stata una crescita costante della Fabi sul territorio dovuta anche alla credibilità costruita nel tempo. Su una popolazione bancaria, tra Abi e Credito cooperativo, di circa 1.100 addetti il numero di iscritti alla Fabi è oltre un terzo a cui si aggiungono i nostri iscritti provenienti da Agenzia entrate e riscossione, esodati, pensionati e lavoratori di tutte quelle aziende che applicano il contratto nazionale del credito. Abbiamo sempre messo al centro i lavoratori, offrendo assistenza concreta, informazioni puntuali, consulenze mirate e soprattutto presenza. Credo che i colleghi apprezzino la trasparenza, l’autonomia e il senso di appartenenza che caratterizzano la nostra organizzazione sindacale. Ora il rinnovo del contratto nazionale rappresenta la sfida più importante dei prossimi mesi. Il cambiamento tecnologico in atto va governato e accompagnato: servono regole chiare, nuove tutele e strumenti capaci di valorizzare il lavoro nel settore bancario. (riproduzione riservata)