Ex Ilva, l’area a caldo resta chiusa: il diritto alla salute prevale sull’attività di impresa
Ex Ilva, l’area a caldo resta chiusa: il diritto alla salute prevale sull’attività di impresa
La Corte d’Appello di Milano ha rigettato l’istanza di sospensiva del provvedimento con cui a luglio era stato disposto il blocco dell’area a caldo dell’ex Ilva: operativo entro il 28 ottobre 

di Anna Di Rocco  11/09/2026 12:50

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L’area a caldo dello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto si spegnerà definitivamente entro il prossimo 28 ottobre. È questa la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha respinto l’istanza con cui i legali di Acciaierie d’Italia e dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria chiedevano di mettere in «stand by» il blocco delle attività produttive. 

Il motivo per cui è stato confermato lo stop dell’area a caldo è la volontà di far prevalere il diritto alla salute sull’attività di impresa. «Il bilanciamento tra i contrapposti interessi» costituzionali «non può che far propendere a favore delle ragioni di tutela della salute», riporta l’Ansa citando il provvedimento della Corte d’Appello di Milano. Per i giudici «nel conflitto fra il diritto all’esercizio dell’attività di impresa e quello dei cittadini alla salute e al rispetto dei limiti di tollerabilità delle immissioni a cui sono assoggettati, non può che prevalere quest’ultimo».

Sindacati chiedono tutele per lavoratori, Meloni pronta a riconvocare il tavolo 

Immediata la reazione dei sindacati, preoccupati delle possibili ripercussioni sul fronte dell’occupazione. «Riteniamo sia fondamentale che il governo risponda alle richieste contenute nel piano nazionale straordinario di messa in sicurezza sociale e di rilancio dell’ex Ilva e convochi immediatamente il tavolo permanente a Palazzo Chigi», hanno dichiarato in una nota congiunta Fim, Fiom e Uilm.

«I lavoratori pretendono risposte e il sistema manifatturiero attende di conoscere il destino della produzione di acciaio nel nostro Paese», hanno spiegato. «Non accetteremo passivamente un piano che risolva con anni di cassa integrazione e licenziamenti già annunciati. Bisogna evitare l’esplosione della bomba sociale con interventi ordinari e straordinari». 

La premier Giorgia Meloni, a margine di un evento a Vercelli, ha confermato che il dossier ex Ilva, e la relativa chiusura dell’area a caldo, «è uno dei file sui quali stiamo spendendo il maggior numero di ore». Palazzo Chigi si prepara intanto a riconvocare il tavolo permanente. «Lavoriamo con il materiale che abbiamo e con decisioni che non dipendono da noi. Continuiamo a fare del nostro meglio, c’era un tavolo già aperto che verrà riconvocato, presumo, immediatamente per andare avanti a capire», ha aggiunto Meloni. (riproduzione riservata) 
 
Articolo in aggiornamento