«I commissari straordinari mi hanno dato una notizia particolarmente rilevante: ieri sera (martedì 11 marzo, ndr) il gruppo indiano Jindal ha presentato una manifestazione d’interesse per l’intero complesso siderurgico, garantendo il processo di piena decarbonizzazione». Lo ha annunciato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, durante un’informativa al Senato.
Il ritorno dell’interesse di Jindal per l’Ilva era stato rivelato il 2 marzo scorso da MF-Milano Finanza dando notizia di un incontro in India tra i vertici del colosso siderurgico e il ministro Urso e di una lettera di disponibilità a rientrare nella partita.
«Spetterà ora ai commissari approfondire tale offerta e porla in comparazione con quella pervenuta da Flacks Group», ha continuato il ministro, «perché la nostra procedura di gara, a differenza di quanto si fece allora con ArcelorMittal, è davvero competitiva e consente il miglioramento dell’offerta». Al fine di garantire l’interesse nazionale, ha poi aggiunto Urso, «eserciteremo anche il diritto di Golden Power per garantire al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale».
Mentre le trattative per la vendita vanno avanti, il governo sta concentrando i propri sforzi sulla sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, sulla tutela dell’ambiente e sulla piena funzionalità degli impianti. «I commissari hanno documentato durante l’ultimo tavolo Ilva a Palazzo Chigi, l’utilizzo di 1 miliardo e 200 milioni di risorse pubbliche, per oltre l’80% impegnati in opere di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, a tutela dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro».
Così, il programma di manutenzione straordinaria degli impianti nel sito di Taranto, in vista della vendita, «è andato avanti con l’obiettivo di raggiungere, entro aprile 2026, cioè entro il prossimo mese, un assetto industriale in grado di garantire 4 milioni di tonnellate annue di capacità produttiva», per l’appunto la richiesta di tutti i player interessati all’ex Ilva.
«In particolare», ha precisato Urso, «si sta completando il cosiddetto “piano ciclo corto” presentato ai sindacati mesi fa al Tavolo Chigi per il ripristino degli impianti: un piano di rilancio e non di chiusura come affermammo anche in quest’aula rispondendo a chi ci accusava allora di aver predisposto con quel piano la chiusura degli impianti. Esattamente il contrario, come affermammo allora e come i fatti confermano oggi». (riproduzione riservata)