Tenere in piedi l’ex Ilva è una «priorità» del governo ma, a scanso di equivoci, si tratta «del dossier industriale più complesso che abbiamo ereditato». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha mosso le prime dichiarazioni ufficiali sul dossier Ilva, dopo mesi e mesi di silenzio-delega ai ministeri competenti.
E lo ha fatto mandando un segnale preciso e chiaro all’imprenditore americano Michael Flacks, fondatore dell’omonimo fondo interessato ad acquisire il polo siderurgico: «Attualmente è aperta una fase di negoziazione con operatori economici interessati (ad acquisire l’azienda, ndr) ma non ci sono impegni vincolanti da parte del governo». Tali impegni, ha assicurato, non ci saranno «fino a quando noi non potremo dare risposte chiare sul piano industriale, sulle prospettive dell’occupazione e della comunità».
«L’ex Ilva è uno dei temi ai quali abbiamo dedicato più tempo e più riunioni» ha ammesso la premier. «La situazione che abbiamo trovato era molto compromessa dal punto di vista economico, giudiziario, finanziario e occupazionale». Da inizio legislatura, però, «l’impegno del governo non è mai venuto meno».
Un impegno annunciato e, in parte, già confermato nelle ultime ore. Perché mentre la premier parlava, la maggioranza presentava al Senato un emendamento al decreto legge ex Ilva per stanziare ulteriori 50 milioni in favore del gruppo «al fine di consentire la prosecuzione dell'attività produttiva ove la cessione del compendio aziendale a terzi non avvenga entro il 30 gennaio 2026». L’importo, come anticipato da MF-Milano Finanza, probabilmente sarà rivisto al rialzo.
Si tratta di una iniezione di liquidità necessaria al gruppo dal momento che la cessione, molto probabilmente, non sarà completata entro il 30 gennaio. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha più volte sottolineato l’obiettivo di vendere gli asset «entro il primo quadrimestre dell’anno», anche perché in questi mesi sono in corso le manutenzioni che permetteranno la messa in funzione di alcuni altoforni attualmente fermi.
Inoltre, durante la conferenza stampa, la premier ha chiarito quelle che sono le interlocuzioni del governo per vendere il gruppo. E ha implicitamente risposto a Michael Flacks, imprenditore americano e presidente del gruppo Flacks, che con un post su LinkedIn a dicembre aveva annunciato il raggiunto accordo con il governo Meloni. «Non ci sono impegni vincolanti da parte del governo con player, attualmente è aperta una fase di negoziazione con operatori economici interessati. Tutte le opzioni vengono vagliate, sicuramente questo governo non potrà avvallare nessuna proposta che abbia un intento predatorio, perché non vogliamo ripetere errori commessi in passato». (riproduzione riservata)