Era già noto che oltre al tavolo sull’ex Ilva, il governo avesse aperto un fascicolo ad hoc sull’area industriale di Taranto. Il motivo lo aveva esplicitato la premier Giorgia Meloni proprio durante una visita in Puglia: «L’obiettivo è valutare le possibilità di sviluppo dell’area con investimenti imprenditoriali da affiancare all’ex Ilva». Quello che non era noto è che tra i capofila dei nuovi progetti ci fossero i big della difesa e dell’industria italiana.
A una manciata di minuti dall’inizio dell’incontro tra sindacati e governo a Palazzo Chigi sul futuro di Acciaierie d’Italia, si apprende da fonti dell’esecutivo che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha avuto un vis-à-vis con i vertici di Leonardo, Ferrovie dello Stato, Fincantieri e Rheinmetall Italia. Oggetto dell’incontro: approfondire possibili interventi industriali da realizzare in Puglia, con particolare attenzione all’area tarantina.
Grande riserbo, al momento, sui dettagli dell’incontro. Secondo quanto risulta a questo giornale, però, il cuore dell’incontro è stato il possibile ricollocamento dei lavoratori dell’ex Ilva. La cassa integrazione a Taranto è stata prorogata fino al 30 giugno 2027, mentre gli impianti dell’area a caldo sono fermi (ma tenuti in preriscaldo) in attesa della sentenza della Cassazione.
Il governo è al lavoro per individuare «nuove iniziative industriali in grado di generare ricadute occupazionali concrete e offrire prospettive di sviluppo al territorio di Taranto», si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Durante l’incontro tra Mantovano e i big dell’industria sono state individuate alcune «soluzioni concrete», capaci di produrre effetti sul piano occupazionale nell’immediato e, al contempo, di delineare una strategia di sviluppo di medio-lungo periodo, attraverso nuovi progetti e investimenti sul territorio regionale che guardano anche allo sviluppo dell’alta tecnologia e alla formazione. (riproduzione riservata)