Le trattative per la cessione dell’ex Ilva si sono complicate ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: vendere gli asset entro la fine del mese di marzo. Ma a chi? All’imprenditore Michael Flacks, alla famiglia indiana Jindal Steel o una cordata di investitori? Probabilmente sarà questa la prima domanda che i sindacati porranno al vertice a Palazzo Chigi, che ha preso il via alle 12 di giovedì 5 marzo.
«I commissari illustreranno il piano di ripristino produttivo e della messa in sicurezza degli impianti su cui è già stato investito oltre un miliardo di euro di fondi pubblici in due anni», aveva annunciato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, al question time alla Camera. Presenti al tavolo, oltre alle organizzazioni sindacali, i ministri Urso e Calderone, il sottosegretario Mantovano e i commissari straordinari Tanarelli e Quaranta da remoto
Intanto, prima dell’avvio della riunione, l’amministratore delegato di Flacks Group, raggiunto dall’Ansa, ha confermato che il fondo americano «resta pienamente impegnato all’acquisizione» e che «la posizione è stata confermata con piena convinzione al governo».
«Nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il gruppo conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione dell'ex Ilva. Pur rappresentando un’evoluzione imprevista, la decisione non è considerata dal gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza», ha detto Michael Flacks. (riproduzione riservata)
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