Ex Ilva, a Taranto riparte l’acciaio italiano: si torna a 4 milioni di tonnellate di produzione
Ex Ilva, a Taranto riparte l’acciaio italiano: si torna a 4 milioni di tonnellate di produzione
L’ex Ilva di Taranto accelera con il piano di reindustrializzazione: investimenti per 997 milioni e riavvio dell’Altoforno 2

di Anna Di Rocco  11/02/2026 15:22

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È tempo di bilanci anche per l’ex Ilva e, quest’anno, il saldo sembra essere positivo. Nel quartiere Tamburi di Taranto, insieme ai primi altoforni, si sta riaccendendo anche la speranza industriale. Dopo mesi di incertezze e polemiche nello stabilimento siderurgico, entro il mese di aprire Acciaierie d’Italia tornerà a una produzione di 4 milioni di tonnellate di acciaio annue.

Una soglia economicamente importante che fa il paio con gli oltre 997 milioni di euro investiti da febbraio 2024 a oggi. Così, mentre prosegue la due dilligence con Flacks Group – con i rappresentanti del fondo americano in visita al sito di Acciaierie d’Italia – a Taranto, tra un cantiere e l’altro, prosegue il cronoprogramma industriale.  

Il cronoprogramma per gli altoforni

L’Altoforno 2 ha ultimato le attività di test, riscaldo e riempimento ed è pronto a ripartire, dopo due anni di stop, nei prossimi giorni (entro il 20 febbraio). Dal 28 febbraio potrà quindi prendere il via la manutenzione programmata dell’Altoforno 4 (l’unico attualmente in produzione), con la sostituzione delle piastre e una durata stimata di circa 60 giorni.

Entro la fine di aprile 2026 è previsto anche il riavvio delle cokerie, con la rimessa in esercizio delle batterie 7, 8 e 12, ferme per interventi sul catalizzatore. A quel punto lo stabilimento di Taranto potrà tornare a una capacità produttiva di circa 4 milioni di tonnellate di acciaio annue. 

Resta in stallo la situazione di Afo1, fermo dall’incidente dello scorso maggio. La Procura non ha ancora assunto una decisione sul dissequestro, che però è attesa nei prossimi giorni. I commissari, comunque, si sono mossi in anticipo: i pezzi necessari alla ripartenza sono già stati acquistati di modo che l’operazione di riavvio possa essere completata in 8-9 mesi dal via libera giudiziario

Un cronoprogramma che, poggiando su finanziamenti sicuri, sembra essere in grado di riaccendere la speranza anche per i lavoratori del gruppo Ilva, specialmente per i 4.450 in cassa integrazione. A conti fatti, comunque, nel corso del 2025 il sito industriale di Taranto ha registrato il numero più alto di ore lavorate degli ultimi anni, sia per il personale diretto sia per le imprese dell’indotto. (riproduzione riservata)