Eurozona a rischio recessione con i dazi. I mercati temono anche la contrazione Usa. Le conseguenze per Bce e Fed
Eurozona a rischio recessione con i dazi. I mercati temono anche la contrazione Usa. Le conseguenze per Bce e Fed
I dazi potrebbero fermare la ripresa e riportare la crescita dell’Eurozona attorno allo zero. Incerto l’impatto sull’inflazione in attesa della risposta Ue. Sul carovita effetto al ribasso legato al rafforzamento dell’euro. Si complica il lavoro delle banche centrali

di Francesco Ninfole 03/04/2025 21:30

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Euro/Dollaro
1,0944 22.00.35

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Spread
118,27 17.25.46

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I dazi Usa ridurranno la crescita dell’Eurozona che torna così a rischio recessione, come hanno indicato ieri Barclays e Citi. L’effetto sull’inflazione è incerto e sarà maggiore quanto più forti saranno i controdazi Ue. Ma il carovita potrebbe anche frenare a causa dell’apprezzamento dell’euro e della possibile invasione di prodotti cinesi a basso costo sul mercato europeo.

In mattinata i mercati hanno aumentato l’attesa di tagli Bce, mentre nel pomeriggio sono tornati a scontare al 70% una riduzione ad aprile. Gli operatori vedono comunque in totale due tagli quest’anno con una probabilità del 70% di un terza sforbiciata.

I problemi Usa

Per quanto difficile sia lo scenario in Europa, i mercati hanno mostrato forti timori soprattutto sugli Usa. Il dollaro, che secondo Deutsche Bank rischia una crisi di fiducia, ha registrato il maggiore calo dal 2015 rispetto a un paniere di valute. L’euro ha superato 1,11 dollari (+2,6%).

I titoli americani sono crollati in borsa. Gli operatori hanno aumentato l’attesa di tagli della Fed: ne prevedono tre quest’anno, con il 50% di probabilità di un quarto.

La banca centrale Usa si troverà in una situazione difficile, con un calo della crescita accompagnato da maggiori pressioni inflazionistiche. Trump ha l’obiettivo di riportare la manifattura negli Usa, ma il successo non è affatto garantito, e secondo molti economisti non sarebbe comunque utile per la crescita americana, da tempo basata sui servizi.

Le manovre del presidente Usa intanto rischiano di mandare in tilt l’economia Usa che negli ultimi anni è stata la più solida a livello globale, con forti ricadute per gli altri Paesi.

L’impatto dei dazi sull’Eurozona

Tornando all’area euro, la presidente Bce Christine Lagarde ha detto nei giorni scorsi che dazi Usa del 25% (quindi non lontani dal 20% effettivamente indicato da Trump) avrebbero causato un calo della crescita dell’Eurozona dello 0,3% nel primo anno e dello 0,5% in caso di controdazi. Inoltre per Lagarde nel breve termine «le misure di ritorsione dell’Ue e l’indebolimento dell’euro potrebbero far salire l’inflazione di circa lo 0,5%». Ieri però l’euro si è molto rafforzato.

I banchieri centrali europei potrebbero avere visioni diverse sull’impatto dei dazi. Le tariffe «metteranno alla prova i risultati della politica monetaria» secondo il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, mentre per il governatore francese François Villeroy de Galhau «non dovrebbero cambiare significativamente la storia della disinflazione europea». (riproduzione riservata)