L'Italia è «il diciannovesimo Stato membro a richiedere l'attivazione della clausola e la nostra valutazione ha concluso che l'attivazione della clausola non mette effettivamente a rischio la sostenibilità fiscale. A medio termine, nel caso dell'Italia, in altre parole, la nostra valutazione è positiva». Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Balazs Ujvari, nel quotidiano incontro con la stampa a Bruxelles, a proposito della richiesta dell'Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia sul Patto di stabilità e di crescita, per le spese supplementari in difesa e infrastrutture di energia.
Prima che entri effettivamente in vigore però, ha detto il portavoce, «il fascicolo passa al Consiglio, e il Consiglio avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, e solo a quel punto la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l'Italia». (riproduzione riservata)