L’Italia vuole sostenere «la proposta spagnola di qualche ora fa per una emissione di debito comune da 850 miliardi all'anno per sostenere le spese, in particolar modo destinate proprio ai temi della competitività». Lo ha dichiarato il capogruppo all'europarlamento di Fratelli d'Italia, Carlo Fidanza a margine del seminario «La forza dei territori» organizzato dal partito a Roma.
«Noi siamo d'accordo. C'è, chiaramente, una forte opposizione da parte dei Paesi frugali. Però, d'altra parte, noi non vogliamo nuove tasse europee e quindi ci opponiamo a nuove risorse proprie che vadano a incidere sulle tasche dei cittadini e sulla competitività delle nostre industrie. E chiaramente c'è una ritrosia da parte degli Stati membri ad aumentare il loro contributo al bilancio comune europeo». Però, «da qualche altra parte i soldi bisognerà trovarli e quindi noi siamo favorevoli a forme di debito comune, ovviamente con le giuste condizionalità e con un utilizzo serio, come abbiamo fatto noi con il nostro Pnrr nonostante tutte le difficoltà iniziali».
Ad oggi, infatti, ha riportato il ministro del Pnrr, Tommaso Foti, sono stati 673.000 i progetti finanziati nell’ambito del Recovery tricolore, 570.000 conclusi, e ancora 35 mila in fase di conclusione e 55 mila in corso. Sono stati spesi 121 miliardi di euro, a cui si aggiungono 22 miliardi di strumenti finanziari che non possono essere contabilizzati ma in realtà ci dicono che gli impegni oggi già assunti e che andranno in liquidazione sono pari a 144 miliardi rispetto ai 166 che abbiamo ottenuto.
«Siamo in un momento sicuramente cruciale ed importante perché siamo nel mezzo della programmazione 2021-27 e alla vigilia, nel pieno della discussione, del futuro bilancio 2028-34», ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto.
Ci sono due elementi fondamentali. «Il primo è quello relativo alle politiche e ai loro obiettivi, e la coesione è un obiettivo centrale, fondamentale, cardine anche dei trattati per la riduzione delle disparità territoriali. Ha bisogno certamente di essere modernizzata rispetto alle nuove esigenze, cosa che abbiamo fatto all'interno del proposta di revisione di medio termine dell'attuale bilancio 2021-27 con dei risultati molto importanti e positivi, pari a circa 35 miliardi di euro su nuove priorità che abbiamo individuato d'intesa con gli Stati membri e con le regioni. Quindi acqua, casa, competitività, energia e difesa. E abbiamo dato una risposta molto importante sull'attuale programmazione».
Nel pieno della discussione per il futuro bilancio 2028-34 «dove il lavoro e gli obiettivi ottenuti nella programmazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza e della coesione trovano una sintesi nei piani nazionali e regionali di partenariato, che sono uno strumento nuovo che punta a dare maggiore semplificazione e maggiore flessibilità ad ogni Stato membro e alle regioni, e poter predisporre dei piani che siano in grado di poter rendere queste politiche sempre più efficaci». (riproduzione riservata)