Euro digitale, Nexi e Deutsche Telekom vincono la gara Bce per la connessione
Euro digitale, Nexi e Deutsche Telekom vincono la gara Bce per la connessione
Aggiudicato uno dei due contratti per realizzare l'infrastruttura. Selezionato anche il consorzio spagnolo Telefónica-Indra

di Camilla Conti 30/10/2026 15:54

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L'euro digitale parlerà anche italiano. Nexi, insieme a Deutsche Telekom, si è aggiudicata uno dei due contratti assegnati dalla Bce per costruire e gestire la rete di connettività della futura valuta digitale europea. Un accordo della durata di dieci anni che porta il gruppo italiano dei pagamenti, guidato dall'amministratore delegato Bernardo Mingrone, al centro di uno dei più importanti progetti infrastrutturali della banca centrale.

L'aggiudicazione arriva al termine della procedura negoziata avviata da Francoforte per selezionare i fornitori dei servizi di connessione, i cosiddetti Network Service Provider (NSP), necessari al funzionamento dell'euro digitale. L'altro contratto è stato assegnato a un raggruppamento formato dalle spagnole Telefónica e Indra. La scelta di due operatori indipendenti punta a garantire la continuità operativa e a ridurre la dipendenza da un unico fornitore.

Una rete per collegare banche e Bce

Il compito affidato a Nexi e Deutsche Telekom sarà quello di realizzare un'infrastruttura sicura e ad alte prestazioni, capace di collegare i data center che ospiteranno la Digital Euro Service Platform (DESP), la piattaforma tecnologica dell'euro digitale. Attraverso questa rete potranno accedere al sistema anche le banche centrali nazionali e i prestatori di servizi di pagamento, ossia banche e altri intermediari autorizzati.

Si tratta di un tassello essenziale dell'architettura della nuova valuta: la rete dovrà consentire lo scambio delle informazioni necessarie alle transazioni, assicurando rapidità, affidabilità e capacità di gestire anche volumi molto elevati di operazioni. La soluzione proposta dai due gruppi è stata progettata per adattare le risorse ai picchi di utilizzo, garantendo la continuità dei servizi.

Secondo quanto precisato dalla Bce, il contratto con il primo operatore classificato è entrato in vigore il 28 settembre 2026, mentre quello con il secondo partirà nel maggio 2027. Entrambi dovranno essere pronti dal 2029 a fornire i servizi necessari all'eventuale emissione dell'euro digitale.

Mingrone: un passo per la sovranità digitale europea

Per Nexi l'accordo rappresenta anche un importante riconoscimento industriale, che rafforza il posizionamento del gruppo come fornitore strategico delle infrastrutture europee dei pagamenti. «La decisione della Bce di assegnare al raggruppamento temporaneo tra Nexi e Deutsche Telekom uno dei due contratti di connettività per l'euro digitale rappresenta una tappa fondamentale per il nostro gruppo», ha commentato l’ad Mingrone.

Per il manager, il progetto costituisce un passaggio decisivo per il futuro dei pagamenti e per il rafforzamento della sovranità digitale europea. L'accordo decennale, ha sottolineato, riconosce le competenze tecnologiche di Nexi e la sua capacità di partecipare alla costruzione di un'infrastruttura destinata a servire banche, imprese e istituzioni dell'intera area euro.

La dimensione geopolitica dell'operazione emerge anche dalle parole di Gottfried Ludewig, responsabile public sector e health industry di Deutsche Telekom, che ha richiamato la necessità per l'Europa di dotarsi di reti sicure e resilienti, capaci di rafforzarne l'autonomia strategica e proteggere le infrastrutture finanziarie.

La sfida dell'euro digitale: test nel 2027, debutto possibile nel 2029

L'assegnazione dei contratti segna un ulteriore avanzamento del progetto della Bce, ma non equivale ancora al via libera definitivo alla nuova valuta. Francoforte punta ad avviare nella seconda metà del 2027 una sperimentazione di dodici mesi, che coinvolgerà 36 prestatori di servizi di pagamento, esercizi commerciali selezionati e dipendenti delle banche centrali.

L'obiettivo è verificare il funzionamento dell'euro digitale nelle transazioni quotidiane, dai pagamenti nei negozi ai trasferimenti tra persone, prima di un'eventuale introduzione su larga scala. Il 2029 resta l'orizzonte indicato dalla Bce per una possibile prima emissione, subordinata all'approvazione del quadro normativo europeo e alla successiva decisione del Consiglio direttivo. (riproduzione riservata)