Il Parlamento Ue manda un segnale politico importante a favore dell’euro digitale. La plenaria di Strasburgo ha approvato a larga maggioranza due emendamenti che sostengono il progetto, nell’ambito della relazione annuale sulla Bce.
Gli emendamenti erano stati presentati nei giorni scorsi da 47 eurodeputati di forze politiche trasversali (S&D, Renew, Verdi e Sinistra e anche del Ppe), con primo firmatario Pasquale Tridico (M5S). Questi eurodeputati si erano schierati contro il relatore del testo sull’euro digitale, lo spagnolo Fernando Navarrete (Ppe), che aveva invece proposto di dare la priorità soltanto alla parte offline della valuta, con il rischio di ridurre la portata del progetto e di allungare i tempi di approvazione.
Il gruppo dei parlamentari a favore del progetto si è ulteriormente allargato nel voto in plenaria. Il sì è arrivato da molti eurodeputati del Ppe (anche quelli tedeschi, tra cui il capogruppo Manfred Weber) e del gruppo Ecr (conservatori). Gli eurodeputati italiani hanno votato tutti a favore (anche quelli di Fratelli d’Italia dentro Ecr), con l’eccezione di Roberto Vannacci e del gruppo Patrioti (Lega). Lo stesso Navarrete ha detto sì a uno dei due emendamenti (il numero 41). I no sono arrivati in gran parte da parlamentari polacchi e spagnoli.
«Con l’approvazione degli emendamenti bipartisan al rapporto annuale della Bce togliamo ogni pretesto che finora ha bloccato il varo dell’euro digitale. Oggi abbiamo dimostrato al Parlamento europeo che c’è una chiara e solida maggioranza a favore. Fra i primi dieci sistemi di pagamento più utilizzati in Europa nessuno è europeo», ha commentato Tridico che ha invitato Navarrete a «prendere atto del voto del Parlamento europeo e ad accelerare con l’approvazione del regolamento proponendo emendamenti di compromesso che prevedano l’uso online e offline dell’euro digitale. Ulteriori ritardi sono inaccettabili».
Come riportato su MF-Milano Finanza, Navarrete ha portato avanti l’idea di spacchettare il testo legislativo, con l’intenzione di dare priorità alla discussione sulla versione offline (da lui ridenominata «euro e-cash»). Il progetto dell’euro digitale, come proposto dalla Commissione Ue e dalla Bce, comprende però anche una versione online, decisiva per abilitare i pagamenti e-commerce e per contrastare il predominio degli operatori Usa. Ora Navarrete dovrebbe cambiare linea e non è escluso un passo indietro. Dopo le divisioni delle ultime settimane, servirà ora un testo di compromesso sull’euro digitale. Poi il Parlamento e il Consiglio Ue dovranno raggiungere un’intesa sul testo finale.
«L’approvazione in plenaria degli emendamenti sull’euro digitale rappresenta un segnale politico chiaro: l’Europa deve rafforzare la propria sovranità monetaria e l’integrazione del sistema dei pagamenti», ha detto Marco Falcone (Forza Italia) che ha guidato il fronte dei popolari favorevoli alla proposta.
Il primo emendamento (numero 40, con 420 a favore, 158 contrari e 64 astenuti) ha evidenziato che «la crescente digitalizzazione dei pagamenti, se lasciata esclusivamente ad attori privati e di Paesi terzi, rischia di creare nuove forme di esclusione sia per gli utenti che per gli esercenti» e che «l’euro digitale online e offline dovrebbe contribuire a salvaguardare l'accesso universale ai pagamenti e l’ampia accettazione da parte degli esercenti, nel pieno rispetto delle norme in materia di privacy e protezione dei dati».
Nel secondo emendamento (numero 41, 438 sì, 158 no e 44 astenuti) è stato indicato che «in un contesto di accresciuta incertezza geopolitica e di eccessiva dipendenza dalle infrastrutture di pagamento di Paesi terzi, l’introduzione di un euro digitale, concepito per integrare i servizi bancari in contanti e privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria della Ue». (riproduzione riservata)