La commissione economica del Parlamento Ue ha approvato il regolamento sull’euro digitale con 43 voti a favore, 14 contrari e un astenuto. Gli eurodeputati hanno anche dato l’ok al mandato negoziale con il Consiglio Ue che renderebbe non necessario il voto nella prossima plenaria del 6-9 luglio. Ma il gruppo dei Patrioti è orientato a opporsi a un via libera accelerato: in questo caso ci sarebbe votazione in plenaria, anche se si tratterebbe di un passaggio formale. L’accordo è di fatto blindato, con un’intesa che va dalla sinistra (The Left) a parte dei conservatori (Ecr).
Il testo del Parlamento è vicino a quello di Consiglio e Commissione: perciò il trilogo che partirà a metà luglio si dovrebbe concludere entro fine anno.
Gli eurodeputati hanno definito nei giorni scorsi un testo di compromesso anticipato il 17 giugno da MF-Milano Finanza. Dopo tre anni di discussioni, sono caduti i principali ostacoli all’intesa che erano dovuti soprattutto alle posizioni del relatore del testo, lo spagnolo Fernando Navarrete. L’eurodeputato è finito in minoranza anche nel suo gruppo politico (il Ppe) in merito alla proposta di varare una versione solo offline dell’euro digitale, in attesa di sviluppi nel mercato bancario per i pagamenti online. La valuta partirà invece in versione offline e online: saranno così possibili trasferimenti di denaro con o senza connessione a internet.
Il testo del Parlamento prevede anche una clausola «no worse-off» per «assicurare che a nessun commerciante venga addebitata da un prestatore di servizi di pagamento una commissione più elevata per un pagamento in euro digitale rispetto a quella che gli verrebbe addebitata dallo stesso prestatore di servizi per qualsiasi mezzo di pagamento digitale comparabile».
In sintesi, i pagamenti in euro digitale avranno un costo per i commercianti non superiore a quello dei metodi attuali, per esempio attraverso Visa o Mastercard. Ulteriori vantaggi per le piccole transazioni potrebbero essere definiti nel trilogo.
«Accogliamo con favore l'accordo raggiunto dalla commissione Econ del Parlamento europeo sul pacchetto relativo alla moneta unica, che salvaguarderà l'euro come moneta a corso legale e al contempo definirà l'euro digitale», ha osservato la Bce. «Attendiamo con interesse che il Parlamento europeo adotti la posizione definitiva. Ciò rappresenterebbe un importante passo avanti, consentendo l'avvio dei negoziati nel trilogo. L'adozione della posizione da parte del Parlamento risponderebbe inoltre all'appello dei leader Ue ad accelerare le fasi preparatorie e a concludere i negoziati legislativi entro la fine del 2026». Il progetto pilota partirà nel 2027, mentre l’euro digitale dovrebbe essere disponibile per i cittadini europei dal 2029.
«Siamo soddisfatti per l’accordo raggiunto dopo un negoziato difficile», spiega a MF-Milano Finanza Giovanni Crosetto (Fratelli d’Italia), vice coordinatore per Ecr nella commissione Econ. «L’euro digitale previene rischi senza svantaggiare nessuno. È una risposta al predominio di soggetti Usa nei pagamenti e, in prospettiva, a un’eventuale diffusione delle stablecoin che aumenterebbe la presenza del dollaro negli scambi. Inoltre va sottolineato che il pacchetto legislativo tutela il contante, il cui ruolo è pienamente garantito, e consente costi inferiori ai commercianti rispetto ai metodi di pagamento attuali».
L’euro digitale «garantirà a tutti la possibilità di effettuare pagamenti digitali in modo semplice e sicuro», ha commentato Pasquale Tridico (M5S), relatore ombra sulla materia. «Per i cittadini e i piccoli commercianti i pagamenti di base saranno gratuiti, mentre per tutti gli altri si prevede una significativa riduzione delle commissioni rispetto ai circuiti privati».
L’euro digitale «sarà una svolta per l’Europa, rafforzerà la sovranità monetaria e l'indipendenza del continente», ha detto Marco Falcone, vice capodelegazione di Forza Italia nel Ppe. (riproduzione riservata)