Etf, tutti i numeri del boom. E come orientarsi tra fondi-indice passivi, attivi e tematici
Etf, tutti i numeri del boom. E come orientarsi tra fondi-indice passivi, attivi e tematici
Il numero degli Etf quotati a Piazza Affari continua a crescere, anche se la loro presenza nei portafogli di investimento degli italiani rimane limitata. Spopolano gli Etf sulla difesa 

di Marco Capponi 01/08/2025 21:00

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I numeri delle quotazioni a Piazza Affari sono ormai impressionanti: dopo aver raggiunto quota 100 all’inizio di giugno (due mesi in anticipo rispetto allo scorso anno), i nuovi Etf sbarcati in borsa hanno continuato a proliferare, avvicinandosi alla soglia dei 150 in appena un mese e mezzo.

È evidente la volontà degli emittenti di presidiare sempre più il mercato italiano, strategico sotto più punti di vista.
A cominciare dall’ancora basso impiego degli Etf nei portafogli di investimento: secondo l’ultimo rapporto di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi pubblicato a fine 2024, soltanto il 3,9% degli italiani possiede Etf contro il 13,8% di possessori di fondi comuni.

Certo è che questi prodotti di investimento, ormai sdoganati anche dalle reti di consulenza come dimostrano i rati di Assoreti (tra gennaio e maggio gli Etf hanno raccolto ben 2,7 miliardi di euro, il 10% degli afflussi complessivi delle società associate), stanno vivendo un boom in tutta Europa che sembra non avere fine.

Masse gestite a livelli record

Uno studio del provider Hanetf, consultato in anteprima da MF-Milano Finanza, mostra che l’industria europea degli Etf, pensati come alternative a basso costo rispetto ai tradizionali fondi comuni di investimento, ha raggiunto alla fine del secondo semestre il valore record di 2.235 miliardi di euro (o 2.600 miliardi di dollari americani), anche per merito dei 61 miliardi raccolti nel secondo trimestre, che si sommano ai 78 del periodo gennaio-marzo.
Complice l’effetto mercato favorevole, le masse in gestione sono così aumentate trimestre su trimestre del 13,8%.

A trainare il mercato, spiega l’head of Etf research della società di gestione, Tom Bailey, «sono stati gli Etf azionari core, che hanno raggiunto 1.190 miliardi di dollari di patrimonio (pari, in euro, a più di 1.000 miliardi, ndr), mentre quelli a reddito fisso hanno aggiunto 18,6 miliardi di euro».

L’ascesa degli Etf attivi

È in questo fermento di mercato che crescono sempre più le formule ibride: gli Etf gestiti attivamente, pensati per unire le caratteristiche di liquidità dei fondi-indice quotati alle potenzialità di sovraperformance della gestione attiva.
Il mercato degli Etf attivi in Europa ha raggiunto a fine semestre quota 67 miliardi di euro, con un incremento trimestrale delle masse pari al 38%.

Leader assoluto del mercato, certifica il report di Hanetf, è Jp Morgan Asset Management con 37 Etf attivi e oltre 32 miliardi in gestione, cioè quasi la metà del mercato complessivo.

Alcuni analisti storcono il naso di fronte a questo esperimento degli Etf attivi, che negli Stati Uniti hanno fatto il botto grazie a una serie di vantaggi fiscali non estesi in Europa.
Kenneth Lamont, ricercatore senior di Morningstar e voce critica nei confronti dello strumento, ha di recente scritto in un report che «se la gestione attiva sta sottoperformando in un tradizionale fondo comune di investimento, trasferirla in un Etf probabilmente non cambierà la situazione».
C’è però chi nell’ambito di questo scenario sta cercando nicchie in cui gli Etf attivi possono davvero fare la differenza: ad esempio nel mercato delle obbligazioni societarie, asset class gettonatissima dai fornitori di Etf attivi, visto che i bond corporate sono per natura meno efficienti (e quindi più complessi da replicare con gli indici) rispetto ai mercati azionari.

Medaglia d’oro alla difesa

Un’altra tendenza in atto nel settore degli Etf in Europa è rappresentata la proliferazione dei comparti tematici, soprattutto in quelle nicchie di mercato che cercano di cavalcare megatrend di lungo periodo, come la difesa.
«Un posto d’onore spetta al comparto degli Etf sulla difesa, che, complice l’attuale instabilità del contesto geopolitico globale, continua a catalizzare l’interesse degli investitori, con asset che hanno più che quadruplicato il proprio valore da inizio anno, toccando quota 11,7 miliardi di euro», sottolinea ancora Bailey di Hanetf.

Soltanto dall’inizio di quest’anno, calcola il portale specializzato JustEtf, sono stati quotati sette nuovi Etf sul settore degli armamenti, che hanno portato il totale di questi comparti a quota 13.

Se la prospettiva dei ricchi rendimenti - fino al 67% su un orizzonte annuo - è sicuramente intrigante, non vanno dimenticate alcune avvertenze di questi comparti tematici, a cominciare dagli indici replicati.

Pur essendo Etf passivi, i comparti tematici sulla difesa sono infatti basati su indici diversi tra loro e ciò si nota dalle performance differenti (da un minimo del 24% a un massimo del 50% nel 2025).
Si ripropone qui l’annoso dibattito su quanto siano davvero passivi gli Etf tematici, visto che la scelta dell’indice - e quindi delle società da includere - è di fatto una decisione attiva presa da parte della società di gestione piuttosto che un approccio realmente neutrale al mercato. (riproduzione riservata)