La mappa degli investimenti tematici in Europa sta cambiando, e la leadership assoluta dei vincitori degli ultimi quattro anni potrebbe essere a rischio. Secondo quanto calcolato da Ark Invest Europe, divisione europea del colosso del risparmio gestito globale guidato dal supergestore Cathie Wood, a luglio gli Etf tematici sulla difesa del Vecchio continente hanno subito riscatti per 50 milioni di dollari, risultando i penultimi i graduatoria dopo le infrastrutture digitali (maglia nera con 122 milioni di deflussi).
Non è andata granché meglio ai fondi-indice sulla difesa globale, in rosso per 19 milioni, così come per quelli sulla cybersecurity, con 47 milioni di dollari di riscatti.
La vera domanda adesso è un’altra: il megatrend della difesa è a fine corsa oppure quella di luglio è stata solo una frenata momentanea? Propende per la seconda opzione Rahul Bhushan, global head of investment products di Ark Invest: «Dopo aver guidato le allocazioni per gran parte dell’anno, il tema della difesa europea ha continuato a registrare prese di profitto moderate: nel contesto, questi flussi netti rappresentano meno dell’1% dei circa 7,7 miliardi di dollari di masse in gestione del megatrend, un dato coerente più con una pausa tattica che con un’uscita strutturale».
E infatti, guardando alle masse gestite solo una categoria di tematici gode di un patrimonio maggiore degli Etf sulla difesa Ue (7,7 miliardi): quelli sulla difesa globale, primi a 13,3 miliardi. Terzo gradino del podio proprio per la cybersecurity a quota 6,1.
Rimane il fatto che il mese di luglio ha visto, a sorpresa, una nuova batteria di vincitori. La medaglia d’oro se l’è aggiudicata il megatrend dell’innovazione sanitaria, con 142 milioni di dollari di raccolta.
«Le allocazioni riflettono un rinnovato interesse per la crescita difensiva, con l’innovazione nei settori delle biotecnologie, dei dispositivi medici e della scoperta di farmaci supportata dall’AI che sta riportando gli investitori verso un tema che era rimasto indietro rispetto al più ampio rally del comparto tecnologico», commenta Bhushan.
Al secondo posto invece, con 99 milioni di afflussi, ci sono le smart grid, cioè le reti intelligenti di trasmissione dell’energia. Anche in questo caso il legame con l’intelligenza artificiale è diretto. «I flussi riflettono la crescente consapevolezza che l’ammodernamento delle reti elettriche sarà fondamentale per sostenere l’elettrificazione, l’integrazione delle energie rinnovabili e il forte aumento della domanda di elettricità legato all’AI», evidenza l’esperto.
Il terzo gradino del podio, per motivazioni analoghe, se lo aggiudicano le infrastrutture globali (88 milioni), mentre al quarto posto compare il lusso (85 milioni) dato che, spiega il money manager, «gli investitori si stanno posizionando in vista di una ripresa della domanda nel segmento premium, dopo un prolungato periodo di debolezza del settore».
Dati alla mano, i numeri di luglio non hanno stravolto gli equilibri di raccolta in atto da inizio anno. Difesa europea e globale dominano la graduatoria, rispettivamente a 2,2 e 1,5 miliardi, seguiti dalle smart grid a 1,48 e dallo spazio a 1,36 miliardi.
All’ultimo posto c’è invece il megatrend dell’acqua, in rosso di 360 milioni anche se è risultato uno dei migliori di luglio, con 31 milioni di raccolta. Anche in questo caso, secondo gli esperti la ripresa del tema è legata a doppio filo con la crescente domanda di raffreddamento da parte dei data center per l’intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)