La ricetta del fondatore Leonardo Del Vecchio è ancora attuale: per creare un’azienda dell’occhialeria redditizia e indipendente bisogna integrare tutte le fasi della filiera. Dalla produzione alla distribuzione. Ed è da questo insegnamento senza tempo che il presidente di EssilorLuxottica Francesco Milleri è partito per disegnare la Essilux del futuro.
La base di partenza ricevuta in eredità è il portafoglio di oltre 150 marchi, montature, lenti e una rete di 20 mila negozi e 300 mila ottici partner. Ora Milleri vuole trasformare Essilux, come ama ripetere, da tradizionale gruppo degli occhiali a piattaforma med-tech integrata per gli occhi e attorno agli occhi.
La sfida è anche ridare vigore al titolo in borsa che dai massimi di novembre 2025 ha perso oltre il 50% ed è tornato ai livelli della morte del fondatore a giugno 2022.
La nuova strategia è imposta dalla struttura dello stesso mercato eyewear: EssilorLuxottica genera circa 30 miliardi di euro di ricavi all’anno. Di miliardi l’industria globale dell’occhialeria ne vale intorno a 110. La crescita organica nel solo segmento degli occhiali da vista e da sole è limitato dalla saturazione del mercato.
Per scalare ulteriormente, quindi, il gruppo controllato dalla Delfin (al 32,4%) della famiglia Del Vecchio deve necessariamente guardare ai mercati adiacenti. E qui torna sempre il concetto un po’ allargato di filiera della legacy di Mr Luxottica.
Per superare il tetto alla crescita imposto dal settore tradizionale, Essilux sta integrando il business con servizi ad alto valore aggiunto: al medicale (lenti da vista, servizi diagnostici nelle ottiche, ecc...) da cui arriva oltre il 70% del fatturato, il gruppo si sta espandendo in settori che ruotano attorno all’occhio: l’audiologia con gli occhiali Nuance Audio che aiutano a sentire meglio, la microchirurgia per interventi ambulatoriali sulla cataratta, il glaucoma o la maculopatia, le operazioni con il laser per correggere la miopia e l’astigmatismo e, infine, i trattamenti di estetica perioculare.
Grazie agli smart-glasses poi Essilux potrà sviluppare la medicina predittiva sullo stato di salute di chi li indossa attraverso l’osservazione della retina e del fondo oculare. Insomma, l’obiettivo è accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di salute dell’occhio, paziente a cui vendere i servizi Essilux cavalcando il business della longevity.
È il trend da seguire in un mondo dove la spesa sanitaria è destinata a crescere, spinta da una piramide demografica rovesciata che amplia la platea degli anziani e il fabbisogno di cure. Una gamba centrale di questa strategia del med-tech (medical technology) sono le cliniche oftalmiche.
Secondo quanto risulta a Milano Finanza, Milleri ha un piano per aprire le cliniche anche nei tre grandi Paesi del Sud Europa: Italia, Francia e Spagna. In Italia il gruppo ha dato vita alla newco Essilor Eye Clinic, srl che ha come socio unico l’italiana Luxottica Group, la cui sede è ad Agordo. Dove tutto è nato.
Il gruppo intende partire con un progetto pilota su Milano, con una struttura non lontana, pare, dal quartier generale di Piazzale Cadorna per presidiare il nuovo business e sta procedendo con l’assunzione di oculisti e infermieri con contratti da lavoro dipendente, non a partita Iva. Sono state anche inoltrate le autorizzazioni al sistema sanitario nazionale. L’obiettivo è operare in maniera similare anche in Francia e Spagna, aprendo cioè delle controllate locali per adattarsi al meglio alle peculiarità delle diverse sanità.
Le strutture andrebbero ad aggiungersi al portafoglio già esistente di 90 cliniche oftalmiche che Essilux ha messo assieme nell’ultimo anno e mezzo: nel 2025 la società ha rilevato la rete di case di cura Optegra, presente nel Regno Unito, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia e Signifeye, attiva invece in Olanda e Belgio.
Nelle cliniche verrà impiegata anche quella tecnologia che, sempre con la formula vincente dell’integrare pezzi di filiera, Milleri ha internalizzato negli ultimi due anni. Med-tech, medical technology: i macchinari della tedesca Heidelberg Engineering specializzata nella diagnostica, nella chirurgia digitale e nelle soluzioni It per l’oftalmologia clinica, i dispositivi di Espansione Group specifici nel trattamento della secchezza oculare e di patologie della superficie dell’occhio e le apparecchiature di Cellview Imaging specializzate nella diagnosi precoce delle malattie della retina. Il modello da replicare è la sussidiarietà con cui le cliniche Optegra operano nel sistema sanitario britannico, sgravando la rete di ospedali pubblici inglesi dagli interventi sulle patologie oftalmiche.
In questo disegno la rete dei negozi di casa EssiloLuxottica come Salmoiraghi&Viganò e GrandVision in Italia o Vision Expresss, Apollo, Pearle, Generale d’Optique, Grand Optical, Atasun Optik e Synoptik in Europa e nell’area Emea o, ancora, i monomarca Ray-Ban e Oakley fungeranno da base sul territorio per rilevare e indirizzare i pazienti nelle cliniche per gli interventi più complessi, esprimendo ancora una volta tutta l’importanza della rete distributiva di casa Essilux.
Negli Usa invece vige un modello più ibrido: nella catena dei negozi Lens Crafters operano ora anche gli oculisti che possono intervenire nelle surgery room sui pazienti che necessitano di piccoli trattamenti oftalmici in regime ambulatoriale.
Ma il risultato è lo stesso: seguire il cliente in un percorso clinico più ampio e integrato. Dalla prevenzione alla diagnosi, fino all’eventuale presa in carico specialistica e al monitoraggio successivo. Persone alle quali offrire successivamente sempre l’intera gamma di servizi EssilorLuxottica. (riproduzione riservata)