Grazie a un altro trimestre record, il colosso dell’occhialeria EssilorLuxottica centra con un anno di anticipo i target del piano industriale disegnato nel 2022, in crescita a doppia cifra che solo la debolezza del dollaro rispetto alle principali valute ridimensiona a una cifra.
Il gruppo guidato da Francesco Milleri e controllato con il 32,3% dalla Delfin della famiglia Del Vecchio ha chiuso il 2025 con 28,5 miliardi di ricavi, in crescita dell’11,2% a cambi costanti e del 7,5% invece a cambi correnti rispetto allo scorso anno. Fatturato che supera l’obiettivo di ricavi compresi in un range di 27-28 miliardi di euro (con una crescita media annua del 5-7% a parità di cambi) fissato tre anni fa per la fine del 2026.
L’utile netto è stato di 3,15 miliardi (11,1% dei ricavi), in aumento dell’1,1% dai 3,12 miliardi di profitti del 2024 (+7,2% a cambi costanti), numeri che consentono a Essilux di distribuire un dividendo di 4 euro per azione (è stato di 3,95 euro lo scorso esercizio).
Come nel terzo trimestre dell’anno, hanno trainato le vendite nel Nord America, nell’area Emea (Europe, Middle East e Africa) a cui si è aggiunto anche quella Asia-Pacifico (in crescita a doppia cifra sia nel quarto trimestre sia nell’anno) e il settore wereable.
Gli smart-glasses, inclusi Ray-Ban Meta (lanciati a settembre 2023) e Oakley Meta (lanciati a giugno 2025), hanno superato le 7 milioni di unità, risultato molto vicino al target di 10 milioni di paia vendute nel 2026, tanto che si vocifera di discussioni in corso con la casamadre di Facebook per raddoppiare la produzione fino a 20 milioni.
In termini di utile operativo, la performance è stata influenzata negativamente dai dazi dell’amministrazione Trump e dagli AI glasses, con un impatto più significativo nella seconda metà dell’anno, portando il margine operativo adjusted al 16% nel 2025, 70 punti base in meno rispetto al 2024 a cambi costanti. Nel 2025 Essilux ha registrato anche una generazione di cassa record a 2,8 miliardi, 400 milioni in più rispetto al 2024.
«È stato un anno storico per EssilorLuxottica: per la prima volta dalla creazione del gruppo, le vendite crescono a doppia cifra a cambi costanti, dopo un altro trimestre record, con una crescita del 18,4% negli ultimi tre mesi dell'anno. In un contesto macroeconomico e geopolitico incerto, e nonostante l’impatto dei dazi statunitensi, abbiamo realizzato utili record, continuando al tempo stesso a rafforzare gli investimenti nell’innovazione», hanno commentato il presidente Milleri e Paul du Saillant, vice amministratore delegato del colosso italo-francese».
«Questa forte accelerazione – hanno proseguito i top manager – riflette la solidità del gruppo in tutti i business e nelle nuove categorie (AI Glasses, med-tech e audiologia, ndr). Dobbiamo questi risultati al contributo di tutte le aree geografiche e di tutti i business».
Definita «promettente» anche la chiusura del primo anno di Nuance Audio, gli occhiali con soluzioni acustiche integrate ora disponibili in 12 mercati e 15.000 negozi nel mondo.
Per i prossimi cinque anni, a cambi costanti, Essilux, che si sta trasformando da azienda attiva nelle soluzioni per la cura della vista a gruppo del med-tech e dei big data, prevede «una solida crescita del fatturato totale, con una crescita sostanzialmente allineata dell'utile operativo adjusted». Nella seduta di approvazione dei dati 2025 il Cda ha anche deciso di proporre alla prossima assemblea di fine aprile la riconferma degli amministratori il cui mandato è in scadenza.
I margini degli smart glasses sono destinati a migliorare con l'evoluzione del mix di prezzo e la progressiva riduzione dei costi, ha spiegato il cfo Stefano Grassi, durante la call con gli analisti, intervenendo sul tema della redditività dei dispositivi wearable, osservati con attenzione dal mercato per l'intensità degli investimenti richiesti.
«Ci aspettiamo che, coerentemente con quanto visto negli ultimi anni, il mix di prezzo tenderà a crescere spinto dall'innovazione del prodotto», ha spiegato il manager, ricordando come il posizionamento dei modelli si sia già modificato nel tempo.
Grassi ha citato l'esempio dei primi Ray-Ban Stories, inizialmente proposti a 299 dollari, e il successivo riposizionamento verso fasce di prezzo più elevate con le nuove generazioni. «Crediamo che il trend continuerà, trainato dall'innovazione». Una dinamica che, nelle valutazioni del gruppo, non riguarda soltanto l'evoluzione tecnologica ma anche il contenuto funzionale dei prodotti.
«Dal punto di vista del pricing, alcuni dei nostri prodotti presentano un prezzo più elevato perchè includono funzionalità diverse e aggiuntive che non avevamo visto in precedenza».
Il riferimento è alle più recenti linee di prodotto. La seconda generazione di Ray-Ban Meta, Vanguard, l'ultimo Oakley Meta che è stato lanciato, e MetaRayban, si collocano su un livello di prezzo molto più alto con funzionalità rivoluzionarie. Accanto alla leva del prezzo, il direttore finanziario indica un percorso di efficienza sul lato dei costi.
«La scala produttiva ci permetterà di ridurre progressivamente i costi nel tempo». Un processo che, nelle attese del gruppo, accompagnerà la crescita dei volumi e la maturazione del mercato dei dispositivi intelligenti.
Il pricing sarà fortemente guidato dall'innovazione e dalle funzionalità che verranno aggiunte e, ovviamente, oltre all'hardware, ci sarà una componente di servizi che sarà progressivamente integrata nella piattaforma hardware, hanno spiegato durante la call. In questo quadro, ha concluso Grassi, l'evoluzione congiunta di prezzi, volumi e costi è destinata a riflettersi sulla dinamica dei margini.
«Dobbiamo cominciare a pensare agli occhiali con Intelligenza artificiale o ai 'wearable' come parte normale del settore, non come qualcosa di speciale», ha spiegato Milleri, aggiungendo che «sono parte del nostro normale portfolio, ovvio che poi ogni grande innovazione guidi il trend dei consumi nei negozi».
«Da parte nostra è benvenuta la concorrenza nel settore – ha aggiunto Milleri nella conference call – ma pensiamo sia impossibile replicare la nostra piattaforma di distribuzione, e non solo, nel medio periodo. Ed è molto difficile anche nel lungo periodo». «Comunque la competizione è benvenuta", ha concluso. (riproduzione riservata)