Essilux, parla Milleri: Leonardo Maria Del Vecchio in Delfin? Semplificare è sempre cosa buona. Lovaglio in Mps la scelta migliore
Essilux, parla Milleri: Leonardo Maria Del Vecchio in Delfin? Semplificare è sempre cosa buona. Lovaglio in Mps la scelta migliore
Il numero uno di Essilux parla del riassetto che sta avvenendo nella holding di controllo in mano alla famiglia Del Vecchio e spiega perché il titolo del colosso degli occhiali è caduto del 40% dai massimi di novembre

di Andrea Deugeni 28/04/2026 11:00

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PARIGI – «Semplificare è sempre una cosa buona. Questo ce l'ha insegnato Leonardo (Del Vecchio, ndr). E quello che c’è stato in Delfin è un processo che porta alla semplificazione. Se rimarranno sei o cinque azionisti con le loro diversità, sarà molto più facile trovare delle soluzioni buone per la società e per il Paese. E anche per EssilorLuxottica. Delfin è un azionista di maggioranza relativa, come abbiamo visto, con le votazioni difficilmente determinanti, quindi. E su questo sicuramente il mercato apprezzerà maggiore stabilità e coerenza fra i soci».

A margine dell’assemblea di EssilorLuxottica, il presidente e ceo Francesco Milleri si sbottona sul riassetto della holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio che ha visto sei soci eredi su otto esprimersi a favore dell’acquisto da parte di Leonardo Maria Del Vecchio, il quartogenito del fondatore di Luxottica, delle due quote dei fratelli Paola e Luca (25% in tutto).

In assemblea, alla domanda di un socio, aveva tagliato corto: «Non possiamo fare commenti, Delfin riguarda i nostri azionisti. Non posso rispondere su quello che avviene dentro a una società azionista di EssilorLuxottica». 

«Reputo che l'accordo sia stato trovato fra tutti i soci», ha aggiunto poi Milleri sul fatto se il voto di sei membri su otto per il via libera al riassetto sia sufficiente al passaggio delle quote.

La dismissione delle partecipazioni finanziarie per l’extradividendo

Sulla possibilità di dismettere gli asset non core come Mps, Unicredit e Generali, per distribuire un extradividendo, Milleri ha spiegato che «qualsiasi cosa può essere fatta, c'è un consiglio all'unanimità che un consiglio che vota fortunatamente sempre all'unanimità. Io continuo a ripetere che come presidente non ho neanche la rappresentanza legale di Delfin né alcun potere particolare, quindi dovreste mettere insieme i cinque consiglieri e chiedere».

Il voto di supporto a Lovaglio in Mps

Come mai Delfin ha votato per la lista Tortora, riconfermando Luigi Lovaglio alla guida del Montepaschi dove Delfin è il primo azionista con il 17,5%? «È stato un voto all’unanimità del board seguendo numerosi advisor sia bancari che legali che ci hanno indicato che quella era la scelta migliore per l’azienda e per Delfin», ha aggiunto ancora, affermando di non aver sentito il banchiere. «Non ci interessiamo nè delle persone nè della governance, ci interessiamo dei risultati».

I lavori dell’assemblea 

In apertura dei lavori della ottava assemblea generale di EssilorLuxottica, chiamata ad approvare il bilancio e a rinnovare otto membri del consiglio (dal 2022 il rinnovo è scaglionato), Milleri ha usato il francese e un tono fiducioso sulle prospettive del gruppo. 

In platea, presente il 80,68% del capitale sociale e 80,76% per la parte straordinaria, ad ascoltare il presidente di EssilorLuxottica e Delfin oltre all’associazione dei dipendenti azionisti francesi Valoptec (4%) per gli eredi ci sono il primogenito Claudio Del Vecchio con la moglie e il figlio Matteo, che lavora nello staff finance di Essilux. Claudio è uno degli eredi che lunedì 27 aprile, si è opposto al riassetto nella cassaforte lussemburghese  (al 32,4% di Essilux).

Luca Del Vecchio è presente in sala mentre Leonardo Maria è assente. In platea ci sono anche il ceo di Delfin Romolo Bardin. Per Paola, come lo scorso anno, c’è invece il figlio Andrea Carniello che gestisce le holding lussemburghesi personali sopra Delfin degli zii Claudio e Marisa e della madre.

«Buongiorno a tutti. Vi dò il benvenuto...Il meglio deve ancora venire. I nostri risultati sono solidi, la nostra strategia è chiara e le nostre prospettive sono molto promettenti», ha esordito in francese il numero uno del gruppo del colosso dell’occhialeria da 28,5 miliardi di euro di ricavi.

La crescita record e l'andamento del titolo in borsa

Evidenziata la «crescita record» nel 2025 dei ricavi, Milleri tocca subito il tema dolente del momento di Essilux, ovvero l’andamento del titolo. Il prezzo delle azioni è sotto del 40% dai massimi di inizio novembre. Da allora il colosso dell’occhialeria che produce gli smart glasses a marchio Ray-Ban e Oakley (7 milioni di paia vendute lo scorso anno) ha lasciato sul terreno oltre 60 miliardi di capitalizzazione dopo una continua marcia di apprezzamento che proseguiva dal 2022. Dal momento in cui cioè Milleri ha preso il timone del gruppo alla scomparsa del fondatore Leonardo Del Vecchio.

Grazie alla svolta degli smart-glasses che ha comprato l’ingresso di Meta nel capitale (al 3% circa) e alla frontiera del medtech, la capitalizzazione di Essilux aveva superato la soglia simbolo dei 100 miliardi crescendo fino ai 150 miliardi.

I fattori esterni e la turbolenza macroeconomica

Per il numero uno di Essilux l’andamento del titolo non riflette i fondamentali del gruppo, ma una combinazione di fattori esterni e dinamiche di mercato di breve periodo. In primo luogo, Milleri ha richiamato la forte turbolenza macroeconomica e geopolitica, evidenziando come tensioni in Medio Oriente ed Europa orientale, l’incertezza legata ai dazi statunitensi (300 milioni di impatto sull’utile) e le pressioni sui tassi di cambio (euro/dollaro) abbiano contribuito a penalizzare l’intero settore e le valutazioni di mercato. Un contesto che, nella lettura del management, ha inciso in modo trasversale sui titoli globali ad alta capitalizzazione.

Un secondo elemento riguarda la fase iniziale del mercato degli smart glasses. L’annuncio di nuovi prodotti da parte di alcuni grandi player come Apple, Google e Alibaba ha generato attenzione mediatica e aspettative, senza però tradursi — almeno finora — in una reale competizione commerciale strutturata. Il settore, secondo questa impostazione, resta quindi in una fase ancora embrionale e soggetta a volatilità di sentiment più che a dinamiche di sostituzione effettiva.

La trasformazione industriale verso il modello med-tech

Infine, il top manager ha evidenziato il fattore interno della trasformazione industriale in corso. EssilorLuxottica si trova nel pieno di un’evoluzione strategica verso il modello med-tech e data-driven, con investimenti rilevanti in oculomica, diagnostica avanzata e tecnologie per la salute predittiva. Investimenti che, ha sottolineato Milleri, non si sono ancora riflessi pienamente nei livelli di profittabilità e quindi nella valutazione di Borsa.

La combinazione di questi tre elementi viene quindi indicata dal gruppo come la principale chiave di lettura del disallineamento tra performance del titolo e fondamentali aziendali. Nel breve periodo, ha concluso Milleri, il mercato dovrebbe progressivamente riconoscere «la reale solidità e il potenziale di redditività» del gruppo. «Torneremo presto ai valori che ci competono. È fondamentale continuare a concentrarci sul nostro valore a lungo termine».

Il medtech, l’economia della longevità e l’importanza dei dati sanitari

«Abbiamo ampliato il nostro raggio d'azione oltre la correzione della vista, sfruttando il campo emergente 'dell'oculomics' e degli strumenti di medicina predittiva per consentire la diagnosi precoce di patologie metaboliche, neurologiche e cardiovascolari e migliorare gli esiti per i pazienti».

Attraverso gli investimenti in tecnologie avanzate, strumenti diagnostici, competenze cliniche e capacità chirurgiche, la società punta a diventare leader nella medicina preventiva, trasformando la cura della vista in una porta d'accesso a una vita più sana.

«L'economia della longevità rappresenta una vera opportunità per EssilorLuxottica», ha evidenziato Milleri, spiegando che «la nuova categoria di occhiali con AI che abbiamo creato è al centro di questo processo. È una rivoluzione partita 5 anni fa. Puntiamo con i nostri dispositivi a raccogliere dati e a connetterli a sistemi di assistenza sanitaria».

La partnership con Meta

«Con Meta abbiamo creato dal nulla una nuova categoria di occhiali che onestamente senza di noi e senza Meta non sarebbe mai nata», ha detto Milleri a proposito degli smart glasses, ora con Intelligenza artificiale. «La partnership nel futuro proseguirà a lungo. Meta è un partner e ogni volta cerchiamo di raggiungere insieme il miglior risultato possibile», ha aggiunto.

La scelta di trasformare EssilorLuxottica in un'azienda medtech «è stata obbligatoria: l'ottica era ormai un mercato assolutamente insufficiente per garantire la nostra crescita. Pensiamo che noi cresciamo di tre miliardi all'anno e il nostro primo concorrente più grande è circa la metà» di questa cifra: «E’ chiaro che dovevamo uscire dalla sola ottica, ma il nostro medtech ha poco a che vedere con chi produce device per la sanità», ha concluso.

I dossier M&A e l’aumento di capitale di Amplifon

«Noi guardiamo quasi tutto quello che si muove all'interno del nostro mondo, quindi abbiamo anche guardato anche ad Amplifon; poi hanno fatto scelte diverse», ha risposto alla domanda se Essilux abbia studiato la possibilità di sottoscrivere l'aumento di capitale che lancerà Amplifon per rilevare la società danese Gn Hearing.

Milleri ha precisato che il gruppo ha sempre allo studio operazioni di m&a in giro per il mondo. «Finora abbiamo comprato aziende che hanno ampliato la nostra dimensione. Oggi compriamo aziende che complementano o rafforzano le nostre competenze». L'audio, comunque, sarà uno degli ambiti di maggior crescita. «Attraverso nuovi prodotti che miglioreranno le prestazioni di Nuance, ma anche ampliando il nostro portafoglio a prodotti innovativi che avranno delle caratteristiche diverse», ha specificato. Nel 2027 sono in arrivo i nuovi modelli Nuance a design Persol, marchio Essilux. 

I numeri del 2025 e il rinnovo di 8 membri del cda

Il bilancio del 2025, approvato quasi all’unanimità, si è chiuso con un fatturato di 28,5 miliardi di euro, in crescita dell'11,2% a cambi costanti, e con un utile netto di 2,31 miliardi contro i 2,35 del 2024. Cedola di 4 euro per azione, con opzione di dividendo in azioni. Confermati nel board per un ulteriore mandato triennale Romolo Bardin, José Gonzalo, Virginie Mercier-Pitre e Swati Piramal, oltre che per un ulteriore mandato biennale Mario Notari, Cristina Scocchia, Nathalie von Siemens e Andrea Zappia. (riproduzione riservata)