Margherita Agnelli ha chiesto di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nell’inchiesta sulle presunte irregolarità fiscali maturate sulla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, a cui è legata tutta la questione dell’eredità dell’Avvocato. Ma non solo: secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie, Margherita chiede 1,3 milioni per i soli danni morali. La novità sono emerse lunedì 22 nell’udienza preliminare che si è tenuta davanti al gup del Tribunale di Torino nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto il presidente di Stellantis e amministratore delegato di Exor.
Il procedimento è uno dei capitoli più delicati della lunga battaglia giudiziaria che contrappone da anni Margherita ai figli John, Lapo e Ginevra sul tema dell’eredità della famiglia Agnelli. Dopo la richiesta di Agnelli di costituirsi parte civile nel procedimento penale, il giudice ha deciso di rinviare l'udienza a settembre, il giorno 11, per consentire alle difese di esprimere il proprio parere sulla richiesta.
Margherita vuole essere parte civile per «il risarcimento del danno morale in quanto vittima di un articolato piano fraudolento in merito alla successione di suo padre e sua madre», ha detto il suo avvocato Dario Trevisan al termine della prima sessione dell’udienza preliminare. Per l’avvocato, come riporta l’Ansa, c’è stato un «pregiudizio» nella «titolarità di partecipazioni rilevanti e di controllo nella Dicembre (la cassaforte che controlla le società del gruppo di famiglia- ndr.)».
Secca la replica di Paolo Siniscalchi, avvocato di John: «Una parte privata che si costituisce parte civile presupponendo di avere subito un danno da una evasione fiscale a danno di un ente pubblico è di per sé una anomalia su cui faremo le nostre valutazioni: in questa richiesta c’è poco di morale». Per quello che riguarda il tema della Dicembre «ricordiamo che Margherita Agnelli in sede civile è stata dichiarata priva di legittimazione, cioè non può fare delle domande perché ha perso la qualità di socia nel 2004».
Secondo Siniscalchi, «Margherita è uscita dalla compagine societaria della Dicembre e a oggi è solo un ex socio che non ha nessuna legittima adire e chiedere. L’assetto proprietario della Dicembre è quindi ormai cristallizzato da moltissimo tempo ed è immodificabile». Il legale non esclude il patteggiamento ma ha risposto «non è questo il tema della giornata», a chi gli ha chiesto delle ipotesi che Elkann patteggi.
Oltre a Elkann, sono coinvolti nell’inchiesta il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un filone distinto dell’indagine, il notaio torinese Remo Morone. Al centro dell’accusa c’è la presunta simulazione della residenza fiscale svizzera di Marella Caracciolo, elemento ritenuto decisivo per la gestione della successione e per i relativi adempimenti tributari.
Secondo la Procura di Torino, la vedova dell'Avvocato avrebbe mantenuto in realtà il proprio centro di interessi in Italia, mentre la residenza in Svizzera sarebbe stata utilizzata per regolare la successione secondo regole diverse da quelle italiane. È proprio da questa contestazione che prende origine l’indagine avviata dopo l’esposto presentato da Margherita Agnelli nel 2023 e sfociata, nel febbraio 2024, nelle perquisizioni e nei sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza.
L’inchiesta si intreccia con una delle più rilevanti vicende patrimoniali italiane degli ultimi decenni. Gli investigatori hanno ricostruito un patrimonio ereditario composto da partecipazioni societarie, trust, opere d’arte, gioielli e altri asset per un valore stimato superiore al miliardo di euro. Sullo sfondo resta il contenzioso civile avviato da Margherita Agnelli per contestare gli accordi successori sottoscritti in Svizzera nel 2004 e il successivo testamento della madre.
Uno degli aspetti più significativi della vicenda riguarda il fronte fiscale. Nei mesi scorsi John Elkann ha definito la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate versando circa 183 milioni di euro tra imposte, interessi e sanzioni nell’ambito dell’accertamento relativo alla successione. Il pagamento non ha però comportato la chiusura automatica del procedimento penale, che prosegue ora davanti al gup.
L’udienza era particolarmente attesa anche per comprendere quale strategia processuale avrebbe scelto la difesa del numero uno di Exor. L’aggiornamento a settembre rinvia qualsiasi decisione sulle prossime mosse e lascia aperti tutti gli scenari, compresa l’eventuale richiesta di riti alternativi oppure il prosieguo dell'iter verso una decisione sul rinvio a giudizio. Per il mondo finanziario e industriale la vicenda viene osservata con attenzione soprattutto per il ruolo ricoperto da Elkann nelle principali società della galassia Agnelli.
Pur trattandosi di una questione legata alla sfera patrimoniale e familiare, eventuali sviluppi giudiziari potrebbero avere riflessi reputazionali e di governance su Exor e Stellantis. Non a caso, nei giorni scorsi il gruppo d'investimento della famiglia ha annunciato la nomina di Benoît Ribadeau-Dumas come vice amministratore delegato, una scelta letta dagli osservatori anche come un rafforzamento del vertice manageriale in una fase particolarmente delicata.
Il prossimo appuntamento è quindi fissato a settembre, quando il gup dovrà pronunciarsi sulla richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Margherita Agnelli e il procedimento entrerà in una fase più avanzata, dalla quale potrebbero emergere indicazioni più chiare sul futuro giudiziario di John Elkann e degli altri imputati.