Margherita Agnelli incassa un’importante vittoria davanti a un giudice svizzero nella complessa contesa legale che la oppone ai suoi tre primi figli John, Lapo e Ginevra Elkann sulla successione della madre Marella Caracciolo, la vedova di Gianni Agnelli.
La giudice di Thun Antonie Meyes Schürch, presidente del tribunale regionale dell’Oberland, con una sentenza emessa il 2 aprile ma resa nota solo martedì 7 ha respinto come inammissibili le richieste dei tre Elkann di radicare sul territorio e nel diritto elvetico la successione Caracciolo, la loro qualità di eredi sulla base del testamento e l’esclusione di Margherita Agnelli dalla successione stessa. Lo affermano fonti legali vicine a Margherita.
Con la sentenza la giudice ha anche condannato i tre Elkann a pagare le spese processuali fino a 816 mila franchi svizzeri (circa 886 mila euro) e a rifondere le spese legali a Margherita per 919 mila franchi svizzeri (circa 1 milione di euro). Lo scorso novembre John Elkann e la madre Margherita erano stati protagonisti di un drammatico faccia a faccia durato ore davanti alla giudice, come rivelato da MF-Milano Finanza.
La causa in Svizzera – la seconda davanti al tribunale della cittadina del canton Berna – era stata promossa dai tre Elkann in risposta alla citazione a giudizio avanzata da Margherita a Torino rivendicando la giurisdizione italiana sulla successione di Marella.
L’azione degli Elkann sarebbe dovuta servire per incardinare la successione secondo il diritto svizzero sul presupposto della residenza di donna Marella nella Confederazione, per ottenere l’accertamento della validità del testamento, della loro qualità di eredi e dell’esclusione della madre dalla successione.
Nel dispositivo il giudice non è entrato nel merito: bisognerà attendere le motivazioni per conoscere il ragionamento del magistrato ma secondo fonti legali vicine a Margherita sarebbe fondato «evidentemente sulla propria carenza di giurisdizione».
«Prendiamo atto della decisione», commenta invece il team legale degli Elkann, «John, Lapo e Ginevra sono determinati a difendere la propria posizione nei prossimi procedimenti di appello davanti all’Alta Corte di Berna. In ogni caso, questi procedimenti a Thun, e la decisione emessa dal tribunale di primo grado», continua il team legale degli Elkann, «non hanno alcun impatto sulla validità del patto successorio e dell’accordo del 2004 tra Marella Caracciolo
Agnelli e Margherita de Pahlen. In conseguenza di tali accordi, Margherita non è erede di Caracciolo Agnelli. Il contenzioso su questa questione è pendente esclusivamente presso i tribunali di Ginevra in primo grado».
Secondo le fonti legali vicine a Margherita – assistita dall’avvocato Dario Trevisan – la pronuncia è destinata ad avere rilevanti riflessi sul procedimento civile di Torino nell’ambito del quale i giudici saranno chiamati a pronunciarsi anche sulla successione di Marella Caracciolo, nonché sui procedimenti penali che vedono tra gli imputati John Elkann per i reati di dichiarazione fiscale fraudolenta e di truffa aggravata ai danni dello Stato, in relazione alla residenza fittizia in Svizzera di Marella Caracciolo.
John Elkann ha sanato la sua posizione nei confronti del Fisco versando 183 milioni di euro tra tasse e sanzioni ma le carte dell’inchiesta, che secondo i pm avrebbero accertato la effettiva residenza italiana di Marella Caracciolo, sono state riversate dai legali di Margherita nei procedimenti civili a Torino e in Svizzera, e potrebbero aver giocato un ruolo anche nella decisione del tribunale di Thun.
A Thun è anche pendente un’altra causa (cosiddetta «Thun 1») sulla qualità di eredi dei tre Elkann sulla base del testamento firmato da Marella ma contestati da Margherita, aperto lo stesso giorno della morte di Marella. Questa causa è sospesa in attesa della pronuncia del tribunale di Ginevra. (riproduzione riservata)