Equita: Tobin Tax, una patrimoniale che colpisce solo le società italiane. E non Wall Street
Equita: Tobin Tax, una patrimoniale che colpisce solo le società italiane. E non Wall Street
Andrea Vismara, presidente di Equita, attacca la Tobin Tax, passata nel giro di due anni dallo 0,1% allo 0,4%. Che penalizza gli investimenti nelle società italiane spingendo i risparmiatori verso i mercati esteri, in contrasto con le direttive europee

di di Elena Dal Maso 29/10/2026 20:00

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«Non ricordo un governo italiano che abbia messo le mani in tasca dei risparmiatori come sta avvenendo oggi con la Tobin Tax che dovrebbe essere raddoppiata per la seconda volta in due anni», commenta a caldo Andrea Vismara, presidente di Equita.

Imposta quadruplicata

L’imposizione fiscale sugli acquisti di titoli quotati a Piazza Affari era infatti dello 0,10% fino al 2025, con l’inizio del 2026 l’aliquota è stata raddoppiata allo 0,2%. La doccia fredda è arrivata col Consiglio dei Ministri del 28 ottobre, quando la premier Giorgia Meloni ha confermato che all'interno della nuova Legge di Bilancio è previsto un ulteriore incremento delle aliquote sulle transazioni finanziarie. Si tratta del secondo raddoppio consecutivo in due anni: dal 2027, infatti, il prelievo sarà dello 0,4%.

La fuga a Wall Street

Vismara è diretto. «È peggio di una patrimoniale perché si applica più volte: se un risparmiatore deve movimentare il suo portafoglio azionario, paga la Tobin Tax tutte le volte che acquista titoli italiani. E ancor peggio, si applica solo sugli investimenti nelle società di Piazza Affari e non, per esempio, su quelle quotate a Wall Street». Invece di incentivare gli investimenti «nelle nostre società quotate, li facciamo fuggire all'estero, al contrario di quanto ci chiede l'Unione Europea», sottolinea.

L’articolo 47 della Costituzione

Oltretutto, riprende, Vismara, è anche una iniziativa «incoerente con il dettato costituzionale». Infatti l'art 47 recita: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese». (riproduzione riservata)