Dopo un secondo trimestre del 2026 molto positivo, nonostante la svalutazione del portafoglio investimenti, e in attesa del completamento sia dell’acquisizione di Xenon Private Equity sia della partnership con Iccrea, Kepler Cheuvreux ha aumentato in modo significativo le sue stime su Equita, per riflettere i ricavi più elevati dell’area Global Markets. E ha alzato il rating da hold a buy. Mentre l’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo si è limitato ad alzare il target price e a confermare il giudizio neutral.
I ricavi del primo semestre di Equita, si ricorda, hanno raggiunto 60,2 milioni di euro (+11% su base annua) e l’utile netto 13 milioni (+7%), il miglior semestre dalla quotazione in borsa, con quelli del secondo trimestre del Global Markets superiori del 47% rispetto alla previsione di Kepler Cheuvreux che ora prevede per il 2026 ricavi per il Global Markets a 65,9 milioni dalla stima precedente di 48,7 milioni. Nel caso, invece, dell’Investment Banking sono stati abbassati da 45 a 40 milioni e per l’Asset & Alternative Management a 9,5 milioni.
Per gli stessi motivi l’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha aumentato le stime del 3% sui ricavi 2026 a 113,9 milioni e del 6% sull’utile per azione rettificato a 0,47 euro. Di conseguenza il target price sul titolo Equita è stato migliorato da 5,8 a 6 euro. «Sebbene il titolo offra un rendimento da dividendo interessante, pari al 7% circa, riteniamo che ai livelli attuali sia correttamente valutato e attendiamo il completamento della partnership con Iccrea e dell’acquisizione di Xenon per poter valutare i primi benefici derivanti dal consolidamento e le potenziali sinergie commerciali generate dalle due iniziative», precisa l’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
Ma Kepler Cheuvreux osserva che le operazioni su Iccrea e Xenon sono ora più vicine al completamento, riducendo il rischio di esecuzione e avvicinando il potenziale beneficio strategico. Quindi la stima di utile netto 2026-2028, sale, rispettivamente, del 6% a 24,3 milioni, del 2% a 24,5 milioni e del 2% a 25,9 milioni. Di riflesso anche il target price su Equita è stato migliorato da 6,20 a 6,70 euro (-0,50% a 5,99 euro il 18 settembre in borsa). Invece il broker ha mantenuto invariata la previsione sul dividendo per azione a 0,40 euro per l’attuale esercizio: offre un rendimento del 6,9%, tra i più elevati nel comparto finanziario italiano. Salirà al 7,2% nel 2027 e al 7,3% nel 2028.
Ma osserva che questo è importante perché entrambe le operazioni, Iccrea e Xenon, aumentano il numero di azioni in circolazione. «Riteniamo che preservare il dividendo per azione durante il periodo di transizione rimarrà probabilmente un aspetto importante per il gruppo. Per il 2027 e il 2028E prevediamo, rispettivamente, un dividendo di 0,42 e 0,43 euro», precisa Kepler Cheuvreux, ipotizzando che Xenon apporterà 22 milioni di ricavi su base annua e 7 milioni di utile ante oneri finanziari.
L’impatto effettivo sul conto economico 2026 dipenderà quasi interamente dalla tempistica del perfezionamento dell’acquisizione. Se l’operazione su Xenon verrà perfezionata intorno alla metà di dicembre, «al momento riteniamo possibile un contributo ulteriore all’utile netto 2026 di 1-1,5 milioni e di 5 milioni a livello di cassa rispetto alla nostra stima di 24,3 milioni di utile netto stand-alone», aggiunge Kepler Cheuvreux che comunque preferisce non inserire ancora questo contributo nelle sue stime, finché non avrà maggior visibilità sulla precisa contabilizzazione dell’operazione e sulla data effettiva del perfezionamento.
Il prossimo catalizzatore non sarà un altro trimestre superiore alle aspettative, ma l’esecuzione. «Riteniamo che avrebbe senso per Equita organizzare un Capital Markets Day, anche perché oggi è molto diversa dal gruppo che aveva definito i precedenti obiettivi di medio periodo.
Da allora, la società ha modificato la propria governance, introducendo una nuova struttura con due co-ceo; ha avviato la partnership industriale con Iccrea; ha annunciato l’acquisizione di Xenon; ha raddoppiato le dimensioni dell’attività di Asset & Alternative Management; ha incrementato in modo significativo la base strutturale degli utili del Global Markets e si sta muovendo verso un mix di ricavi più diversificato e ricorrente.
Alla luce di tutto questo, «riteniamo logico che il management presenti un nuovo quadro strategico di medio periodo una volta completate le operazioni strategiche. Potremmo, quindi, ipotizzare l’annuncio di un Capital Markets Day verso la fine di novembre/inizio dicembre oppure poco dopo il perfezionamento dell’acquisizione di Xenon», conclude Kepler Cheuvreux. (riproduzione riservata)