Equalize, chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali. Indagini chiuse anche per gli altri 81 indagati tra cui Del Vecchio e  Arpe
Equalize, chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali. Indagini chiuse anche per gli altri 81 indagati tra cui Del Vecchio e Arpe
I pm milanesi hanno chiuso anche il secondo maxi filone a carico di 81 indagati per intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati e calunnia

di Redazione Online 09/04/2026 11:31

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La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, con i pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco, ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell'agenzia investigativa Equalize.

L’accusa è di associazione per delinquere e altri reati per il caso delle presunte cyber-spie e dei dossieraggi con accessi abusivi in banche dati. «Sodalizio per illecito dossieraggio», è la dicitura che compare in una nota della Procura.

Allo stesso tempo i pm milanesi hanno chiuso un secondo maxi filone di indagini a carico di 81 indagati, stando a quanto comunicato in una nota della Procura, in particolare per intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati e calunnia.

Seconda tranche, secondo quanto riporta l’Ansa, con al centro, in particolare, i clienti di Equalize, ossia chi acquistava o commissionava i dossieraggi. In questo filone, tra i nomi degli indagati compaiono Leonardo Maria Del Vecchio, i fratelli Matteo e Fabio Arpe, Cosimo Di Gesù (generale della Guardia di finanza), Giacomo Tortu (fratello del velocista Filippo per il presunto spionaggio a Marcell Jacobs), Fulvio Pravadelli (ex Publitalia) e Stefano Speroni (Eni).

La società Equalize, nata nel 2018 con una maggioranza ampiamente detenuta da Pazzali, era finita sotto la lente della Procura di Milano a fine 2024. I magistrati avevano posto l’attenzione sugli accessi abusivi a banche dati, in particolare lo Sdi, il principale archivio informatico interforze del Ministero dell'Interno italiano, utilizzato da polizia, carabinieri e Guardia di Finanza.

Nel corso della prima parte del procedimento Pazzali aveva dichiarato la propria estraneità ai fatti illeciti, dichiarando di non essere stato a conoscenza degli accessi abusivi. Una tesi evidentemente non sposata dai pm milanesi. (riproduzione riservata)