Una buona notizia per l’Italia mentre in tutta Europa sale la paura per gli approvvigionamenti di gas: Eni continua a crescere in Libia e si prepara a inviare una parte della produzione verso le coste italiane. Dopo essersi aggiudicato nuove licenze nel round organizzato da Noc (National Oil Company) a febbraio scorso, il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi ha annunciato due nuove scoperte a gas e condensati, a seguito di una campagna esplorativa avviata negli ultimi mesi, in due aree adiacenti al giacimento offshore di gas Bahr Essalam, il più grande della Libia. Si tratta di Bess 2 e South 3.
I dati di perforazione indicano riserve che i tecnici di Eni definiscono «di eccellente qualità, con produttività confermata da test di produzione già eseguito sul primo pozzo». Secondo le prime valutazioni, Bess 2 e Bess 3 contengono complessivamente oltre 28 miliardi di metri cubi di gas in posto. La prossimità alle strutture esistenti del campo di Bahr Essalam, spiegano dal gruppo, «consentirà un rapido sviluppo grazie al collegamento alle strutture esistenti. Il gas sarà destinato sia al mercato domestico libico che all’esportazione verso l’Italia», dove potrà arrivare attraverso il gasdottto Greenstream.
Eni è il principale operatore internazionale in Libia, con una produzione equity pari a circa 162mila barili equivalenti di petrolio al giorno nel 2025. L’azienda ha tre progetti di sviluppo in fase esecutiva, due dei quali saranno avviati nel 2026.
Intanto, arrivano valutazioni positive dalle banche d’affari sull’accordo strategico raggiunto in Venezuela insieme a Repsol per aumentare la produzione del giacimento Perla – Cardón IV, uno dei principali di tutta l’America Latina. Il progetto a gestione paritetica e congiunta tra Eni e Repsol produce attualmente circa 580 milioni di piedi cubi al giorno, destinati principalmente al mercato domestico venezuelano.
Con il potenziamento, invece, parte della produzione potrà essere esportata. «La notizia è moderatamente positiva per Eni e Repsol perché consolida la presenza nel progetto Cardón IV e migliora la visibilità sullo sviluppo di uno dei principali asset gas del Paese», commenta Equita. «Nel breve termine l’impatto operativo resta limitato (produzione già in corso e destinata soprattutto al mercato domestico), ma l’accordo potrebbe aprire opzioni di monetizzazione tramite export o progetti Lng nel medio termine, a condizione che il quadro sanzionatorio e regolatorio rimanga favorevole. Per Eni l’asset rappresenta ~3% della produzione totale upstream, mentre per Repsol il 9%».
Le misure allo studio dell’Ue. Mai più gas dalla Russia
L’annuncio di Eni è arrivato ieri, nello stesso giorno in cui si è riunita l'ìnterministeriale europea dell’Energia, preceduta da una dichiarazione netta del commissario Ue all’Energia, Dan Jørgensen, a proposito di eventuali dietrofront nei rapporti con Mosca. «Sarebbe un errore ripetere gli errori del passato. Quindi, il segnale è molto chiaro. In futuro, non importeremo nemmeno una molecola di energia dalla Russia. Non possiamo aiutare o finanziare indirettamente la guerra illegale della Russia. Siamo stati fin troppo a lungo dipendenti dall’energia russa, permettendo a Putin di ricattarci con l’energia, permettendogli di usare l’energia come arma contro di noi».
La situazione degli stoccaggi europei, però, continua a preoccupare. L’asticella media è scesa sotto il 29%. In una mappa contrassegnata da rosso e arancione, solo Italia, Portogallo e Spagna sono ancora nella fascia di sicurezza verde.
Tra le misure d’emergenza sul tavolo, in vista del Consiglio Europeo del 19 marzo, oltre a un nuovo tetto al prezzo del gas, si discute anche della revisione del sistema Ets, uno dei cavalli di battaglia dell’Italia che vuole limitarne gli effetti sul prezzo dell'energia, ridurre la volatilità e prezzo delle quote sul carbonio e frenare le dinamiche speculative. In una lettera ai leader dei Paesi membri, la presidente Ursula von der Leyen apre anche a sostegni alle industrie ad alta intensità energetica nel loro processo di modernizzazione e decarbonizzazione. (riproduzione riservata)