Eni rilancerà la produzione il giacimento supergiant Junín-5, in Venezuela, il campo a olio pesante onshore nella Faja dell’Orinoco che contiene riserve certificate per 35 miliardi di barili, ma oggi è fermo ad appena 12 mila barili al giorno. L’avvio delle operazioni è stato annunciato il 28 ottobre, a meno di due mesi dalla firma del Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos, avvenuta lo scorso 2 settembre alla presenza della presidente incaricata Delcy Rodriguez e dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, nel contesto della visita a Caracas del segretario dell’Energia Usa Chris Wright.
Eni è operatore esclusivo del progetto, con piena responsabilità della gestione tecnica, finanziaria e commerciale. L’ad Descalzi ha già chiarito che per il momento non farà spazio a eventuali partner. Secondo fonti di mercato, il rilancio delle attività venezuelane potrebbe portare la produzione complessiva di Eni nel Paese oltre il milione di barili al giorno.
Il piano di sviluppo prevede il ripristino di pozzi abbandonati ed un’intensa attività di perforazione di nuovi pozzi. La fase 1 porterà ad una crescita di produzione importante per arrivare a 200mila barili al giorno entro il 2028. Il progetto farà inoltre leva sulle infrastrutture esistenti presenti nell’area per ottimizzare tempi di esecuzione e investimenti.
L’avvio delle attività in tempi così brevi nel campo di Junin-5, spiegano da Eni, è stato possibile anche grazie al supporto del ministero degli Idrocarburi e di Pdvsa, la società energetica del Venezuela. «Lo sviluppo del campo è un elemento centrale per la crescita della presenza upstream di Eni in Venezuela e consentirà di valorizzare l’ingente potenziale di una delle principali aree petrolifere del Paese attraverso il nuovo modello contrattuale».
Nella nuova fase post-Maduro, Eni è impegnata anche in progetti sviluppo di progetti di gas naturale per il rilancio della produzione nazionale. Il principale, attraverso la società Cardon IV, partecipata alla pari con Repsol, riguarda il giacimento Perla, il più grande campo di gas offshore scoperto in America Latina. Recentemente Cardón IV ha firmato il Sustainability Agreement che prevede di rilanciare la produzione di Perla, aumentando i volumi destinati al mercato interno e definendo le condizioni per le esportazioni future aggiuntive di gas.
Eni detiene, inoltre, una partecipazione nella società mista PetroSucre (Pdvsa 74%, Eni 26%) che opera il campo petrolifero offshore di Corocoro e una partecipazione in Supermetanol, società petrolchimica attiva nella produzione di metanolo. (riproduzione riservata)