Eni punta sul litio in Cile: accordo con EnergyX per le materie prime critiche
Eni punta sul litio in Cile: accordo con EnergyX per le materie prime critiche
Accordo per acquisire il 25% di Black Giant. Dopo l’intesa sulla grafite in Canada, il gruppo italiano si assicura così anche il 25% della produzione della società cilena, che andrà alla Gigafactory in costruzione a Brindisi

di Angela Zoppo 06/07/2026 18:20

Ftse Mib
52.959,14 17.40.00

+0,27%

Dax 30
25.817,89 18.00.00

+0,15%

Dow Jones
52.945,57 19.29.00

+0,09%

Nasdaq
26.137,73 19.23.56

+1,18%

Euro/Dollaro
1,1432 19.08.50

+0,06%

Spread
77,10 17.30.12

-0,39

Eni allarga gli investimenti nelle materie prime critiche: prima il Canada, con la grafite, ora il Cile per il litio. Il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi ha annunciato il 6 luglio la firma dell’accordo per l’acquisto di una partecipazione del 25% in Black Giant, società cilena di EnergyX, titolare di un progetto di sviluppo del litio nel Cile settentrionale, in aree prossime al Salar de Punta Negra, con un investimento complessivo  di 225 milioni di dollari.


Black Giant è una società interamente controllata da EnergyX, start-up statunitense di cui Eni detiene giù una partecipazione minoritaria attraverso Eni Next, il proprio veicolo di corporate venture capital. EnergyX è impegnata nello sviluppo di tecnologie innovative proprietarie per una produzione di litio più efficiente attraverso il processo cosiddetto Dle, Direct Lithium Extraction. Il piano è applicare queste tecnologie nel progetto Black Giant, che prevede un ciclo chiuso con reiniezione totale dell’acqua di strato prodotta da pozzi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in termini di consumo idrico rispetto alle produzioni tradizionali di litio, che utilizzano vasche di evaporazione.

I numeri del progetto in Cile

Ma soprattutto, il progetto è finalizzato alla produzione a regime di 52,5 kton /anno di carbonato di litio e si articola in due tempi: lla prima fase prevede lo sviluppo di un Treno 1 da 7,5 kton/anno, con start-up previsto nel 2028, mentre la seconda includerà ulteriori treni di produzione, con una capacità aggiuntiva di 45 kton/ anno e avvio previsto nel 2030.


Con l’investimento, Eni otterrà anche un membro nel board di Black Giant e la possibilità di approvvigionarsi fino al 25% della produzione complessiva di Lce, a supporto della propria iniziativa, già avviata nell’area industriale di Brindisi, ovvero la realizzazione di una Gigafactory per la produzione di batterie al litio stazionarie. La prima pietra è stata posata nello stesso giorno della firma dell’intesa cilena.


Inoltre, Eni sosterrà l’iniziativa anche attraverso un contributo tecnico-operativo, mettendo a disposizione il proprio know-how nello sviluppo upstream. Il gruppo farà leva sulle proprie competenze nelle infrastrutture energetiche a livello globale
e sulla sua esperienza operativa, con l’obiettivo di accelerare i tempi di realizzazione del progetto e il percorso verso la commercializzazione.

.Leggi anche: Batterie, Alkeemia investirà 100 milioni in cinque anni. Pronto un accordo con Ig6

L’operazione è in linea con il piano di Eni di diversificazione delle filiere e, in particolare, rafforza l’ingresso nella catena del valore dei minerali critici grazie alla partnership in un importante progetto innovativo nell’ambito del business del litio, situato in un’area geografica strategica. (riproduzione riservata)